D4: Dark Dreams Don’t Die – Recensione

A grande sorpresa in quel dell’E3 2013 Hidetaka Suehiro, conosciuto anche come “Swery ’65”, e Access Games annunciano il loro nuovo progetto durante la conferenza Xbox: viene svelato al mondo D4: Dark Dreams Don’t Die, un’avventura ad episodi creata ad hoc per il nuovo, fiammante, Kinect 2.0 annunciato in pompa magna da Microsoft per la sua nuova ammiraglia qualche mese prima.
Dopo l’entusiasmo iniziale, però, il titolo è presto caduto nel dimenticatoio e sono passati mesi senza nessuna notizia nè sul gioco nè tantomeno su una possibile data d’uscita. Questo fino all’approdo, annunciato a sorpresa il giorno stesso, sullo store di Xbox One: una mossa audace in un’era in cui il marketing e la pubblicità la fanno da padrona.

D4: Dark Dreams Don’t Die – Launch Trailer

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È davvero possibile cambiare il passato?

David Young era un giovane investigatore del dipartimento di Boston prima che l’omicidio della sua giovane moglie gli cambiasse completamente la vita. “Cerca D” sono le ultime parole della sua amata prima di esalare l’ultimo respiro, che oltre a questo gli lascia in dono la misteriosa possibilità di viaggiare nel tempo grazie a degli oggetti chiave chiamati “momentum”.
A questo punto il giovane David decide di lasciare il dipartimento per dedicarsi completamente al caso diventando un investigatore privato con l’obiettivo ultimo di scoprire chi ha ucciso sua moglie e perchè, con la grande speranza di poter cambiare il passato e riportare in vita la sua amata “Little Peggy”.
Da questo punto in poi la lucida follia di “Swery” prende il sopravvento creando un intreccio narrativo fantastico tra momenti drammatici ed esilaranti, personaggi spesso grotteschi e al limite dell’assurdo (vedi Amanda, il suo gatto dalle sembianze umane) ma mai banali, e viaggi temporali che ci porteranno all’inevitabile cliffhanger vista la natura episodica del gioco.
Chi ha giocato Deadly Premonition, il gioco che ha portato in auge Swery, avrà ben chiaro di cosa parliamo, e non mancheranno poi i riferimenti a questo capolavoro: basti dire che nel cast di personaggi è stato inserito un certo “Forrest Kaysen”, a buon intenditore poche parole.
Per la sua nuova avventura Swery cambia le carte in tavola e dall’impostazione free roaming del sopra citato Deadly Premonition passa ad una classica avventura grafica vecchio stampo per la sua nuova creatura.
La scelta è dovuta alla sua “natura Kinect” che ben si sposa ad un’avventura grafica come questa dal ritmo compassato e riflessivo che pone l’enfasi principalmente sull’esplorazione, sui dialoghi e sulla ricerca di indizi e collezionabili sparsi a iosa nelle varie ambientazioni di gioco.

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Kinect si, Kinect no, è questo il dilemma

Il gioco in principio fu presentato come titolo esclusivamente utilizzabile via Kinect ma, vista la scelta in corsa di Microsoft di rendere il nuovo sensore di movimento un mero accessorio e non più un elemento imprescindibile della console, Access Game ha ben pensato di aggiungere anche la possibilità di far fruire il proprio prodotto tramite il classico controller di Xbox One per allargarne così il bacino d’utenza.
Ma concretamente quale delle due esperienze è la migliore?
Il Kinect si comporta molto bene, con buona precisione e reattività in qualsiasi sezione di gioco rendendo particolarmente bene nelle sezioni Q.T.E; il controller classico in contraltare ci dà la possibilità di giocare liberi dai vincoli del Kinect ( giocare con una buona illuminazione e visibili alla telecamera in particolare), rendendo l’esperienza molto più “classica”.
Cambiare sistema di gioco è semplicissimo: basta alzare la mano per qualche secondo per passare in tempo reale dal controller al Kinect e la pressione del tasto “start” per fare il percorso inverso, il tutto senza mettere in pausa il gioco.
Il nostro consiglio è quello di giocare le classiche sezioni esplorative tipiche delle avventure grafiche con il controller e di godersi le spassose sezioni Q.T.E con il Kinect (sempre se ne siete provvisti eh!).

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Ci siamo fatti belli eh?

Dal punto di vista puramente tecnico D4 non fa certo gridare al miracolo e probabilmente avrebbe potuto tranquillamente girare anche sulla vecchia generazione di console.
Eppure lo stile in cel shading utilizzato è molto ricercato ed il risultato è davvero piacevole, impreziosito anche da un frame rate stabile in qualsiasi circostanza, limando quindi una delle spigolosità che aveva azzoppato i precedenti titoli di Access Games.
Ma il fiore all’occhiello della produzione è di certo il sonoro che ricopre una parte fondamentale dell’esperienza di gioco riuscendo ad esaltare ogni azione del nostro giovane detective con una colonna sonora raffinata, alternando brani carichi di emozione e pathos a motivetti tipici delle sitcom più spassose ed esilaranti.
Nota di merito anche al doppiaggio in inglese davvero credibile e curato a dovere, fortunatamente sottotitolato interamente in italiano per i non anglofoni.

D4 Dark Dreams Don't Die

Dark Dreams Don’t Die

Se avrete letto con attenzione la recensione avrete sicuramente capito quanto ci è piaciuto D4.
Un titolo fresco, “giapponese” al punto giusto e diverso dal solito, proprio quello che mancava alla line up di Xbox One così tanto orientata ai blockbuster che tanto vanno per la maggiore.
A D4 non manca proprio niente; ha carisma da vendere, una storia che non può lasciare indifferenti ed inevitabilmente appassionare il giocatore, e protagonisti che vi rimarranno ben impressi nella mente almeno fino al prossimo episodio che, purtroppo, resta ancora avvolto da un aura di mistero in quanto a tempistiche di uscita, un dejà vu insomma.
Un capolavoro quindi? Solo il tempo saprà dircelo (anche se le basi ci sono tutte) perchè un titolo del genere potrà essere valutato solo all’uscita dell’ultimo episodio che ci svelerà cosa ha in serbo il destino per David e Little Peggy. Sarà davvero possibile cambiare il passato?

Prezzo di lancio: 14,99€
Prezzo da noi consigliato: 14,99€

D4: Dark Dreams Don't Die

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Pro

  • Storia, personaggi e sceneggiatura da urlo
  • Il sonoro è il fiore al'occhiello della produzione
  • Con Kinect o senza Kinect il risultato non cambia
  • La struttura da avventura grafica classica funziona bene
  • Tra main quest e sotto quest ci spenderete almeno 6/7 ore

Contro

  • La cadenza degli episodi è avvolta nel mistero
About Luca "Big Boss" Panizzoli 3122 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!