Overwatch – Recensione

Nel momento in cui Overwatch venne annunciato per la prima volta più di un sopracciglio si è alzato con estrema curiosità: Blizzard, specialmente tra i giocatori PC più incalliti, è sempre stata sinonimo di qualità sia per ciò che concerne l’estetica e il fascino dei mondi di gioco rappresentati sia per una componente puramente ludica dalla profondità allarmante, particolarmente amata in ambito competitivo e che raggiunge il suo apice in prodotti quali Starcraft o Hearthstone. Appare quindi chiaro che l’annuncio di uno sparatutto competitivo 6 contro 6 non potesse certo passare in sordina e, più le informazioni al riguardo aumentavano, più l’attesa del mondo videoludico cresceva a dismisura. Dopo una sessione di beta particolarmente convincente, Overwatch è finalmente approdato nei negozi divenendo un vero e proprio fenomeno di massa, andando su qualsiasi forum potrete notare pagine e pagine di appassionati che discutono sui personaggi, sulle loro storie, sulle loro abilità, sulle mappe migliori e chi più ne ha più ne metta. Trattandosi di un titolo Blizzard, siamo certi che la Overwatch-mania non si esaurirà tanto facilmente, nel frattempo passiamo a presentare la ciliegina sulla torta di un maggio videoludicamente spettacolare.

Overwatch – Launch Trailer [HD 1080P]

Launch Trailer of Overwatch.

Meglio della Suicide Squad

Appena avviato il gioco verremo deliziati da una introduzione animata in computer grafica realizzata davvero bene la quale ci presenterà, in modo scanzonato, gli eroi di questa nuova avventura e delle sommarie premesse narrative. Per quanto Overwatch sia un titolo espressamente dedicato al multigiocatore Blizzard, come è ormai abitudine, ha calcato fortemente la mano sul disegnare personaggi dotati di una propria personalità e di una propria storia, in modo da coinvolgere il giocatore a tutto tondo nell’universo di gioco.
Una volta giunti nel menù principale potremo decidere di tuffarci subito in battaglia, affrontare un breve tutorial per assimilare le meccaniche di base, osservare le nostre statistiche, aprire i forzieri (ci torneremo dopo) o acquistare nuovi accessori per i nostri avatar. Scegliendo di giocare potremo decidere se combattere contro l’intelligenza artificiale per fare pratica oppure contro altri umani per metterci alla prova, essenzialmente le partite si giocano sui due “lati del campo” (attacco e difesa) dal momento che Overwatch mette da parte la competizione a chi fa più uccisioni per favorire uno stile cooperativo. Due le modalità gioco: la prima è una classica battaglia a zone dove il team in attacco dovrà conquistare due basi sparse nella mappa mentre la difesa dovrà far di tutto per impedirlo; nella seconda gli attaccanti dovranno scortare un cargo lungo una serie di checkpoint cercando di farlo arrivare a destinazione per vincere la partita, i difensori dal loro canto devono ovviamente impedire che questo completi il suo percorso. Overwatch è dunque un gioco dove il lavoro di squadra è essenziale nell’economia della partita, giocare 6 contro 6 con due team di amici dotati di microfono è il massimo ma, durante le tante partite giocate, raramente mi è capitato che sconosciuti facessero di testa propria denotando una certa attenzione della comunità verso lo scopo ultimo del gioco, potrebbe sembrare una ovvietà ma non sempre è così in altri giochi online cooperativi. Blizzard, per aiutare ulteriormente i team, nella schermata di selezione personaggio suggerisce quale sia la configurazione migliore possibile avvertendo nel caso che la squadra sia troppo votata all’attacco o alla difesa o evidenziando mancanza di determinati tipi di personaggi.
Gli eroi presenti sono ben 21 e si dividono essenzialmente in quattro categorie: attaccanti puri, attaccanti di supporto dalla distanza, tank difensivi e curatori. Ogni eroe è completamente diverso dall’altro, dotato di abilità uniche e con una spiccata personalità, come già detto in precedenza possiamo pienamente godere della simpatia di Tracer, della serietà di Hanzo, dell’autorità di Pharah, dell’allegria contagiosa di Lucio, della concentrazione di Genji e di tutto il resto della ciurma. Ognuno di loro ha un’arma primaria (con una o più modalità d’attacco), due abilità speciali a ricarica e una Super, una mossa speciale da caricare facendo uccisioni o, semplicemente, aspettando il tempo necessario affinché arrivi al 100%.

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Easy to learn, hard to master

Il titolo del paragrafo, in italiano, si potrebbe tradurre con “Facile imparare ma difficile padroneggiare” ed esprime pienamente cosa sia Overwatch. Imparare i fondamenti base è alla portata di tutti ma conoscere il proprio personaggio richiede tanto impegno sia per la gamma di possibilità a nostra disposizione sia perché ogni eroe ha avversari contro i quali è più facile o più difficile giocare contro.
L’esempio più banale è la famigerata torretta di Bastion, arma potentissima fortunatamente depotenziata grazie ai feedback della beta ma comunque letale dalla corta distanza. Con un personaggio come Hanzo o Pharah è facile averne ragione potendo agire su una distanza più grande di quella coperta dalla torretta, anche usare l’invisibilità di Reaper e girare attorno a quest’ultima è una buona mossa. McCree è riconosciuto come un attaccante lento ma molto forte sulle brevi distanze, la sua raffica di colpi casuali potrebbe sembrare inutile ma è uno dei pochi modi convincenti per contrastare la velocità degli scatti di Tracer oltre alla sua possibilità di riavvolgere l’azione recuperando energia. E ancora, abbiamo Genji la cui abilità di riflettere i proiettili e rispedirli al nemico può trasformare il ninja in una mina vagante, la Super di Mei con il drone che sparge ghiaccio che può bloccare i nemici in una zona per poterli poi uccidere tranquillamente… Potremmo discutere fino a domani delle infinite variabili di ogni partita ma il concetto fondamentale è quello di un gameplay che rende ogni partita diversa dall’altra e dove il cervello conta più del grilletto. Ad accentuare il tutto arrivano le mappe di gioco, il level design e l’estensione sono calcolate al millimetro offrendo un approccio eterogeneo per ogni stile, che siate avvezzi a sparare in campo aperto oppure vi troviate a vostro agio negli spazi chiusi ci sarà sempre più di una soluzione per risolvere uno scontro. Il “tempo di uccisione” è egualmente ben calibrato, la salute a nostra disposizione varierà da personaggio a personaggio (come è giusto che sia date le differenze di utilizzo) e sarà sempre adatto a scontri dove vince chi pensa di più e non chi spara per primo, a questo proposito graditissima l’assegnazione dell’uccisione a chi ha contribuito maggiormente alla morte dell’avversario e non a chi spara per ultimo, un dettaglio che denota la cura riposta da Blizzard nella sua ultima creatura. Al termine di ogni partita potremo osservare l’uccisione migliore e votare tra le azioni più rilevanti (più danni assorbiti, più precisione nei colpi e altro), guadagneremo punti esperienza e salendo di livello avremo la possibilità di aprire un forziere. Questi forzieri, da usare nell’apposita voce del menù principale, contengono sempre quattro oggetti tra cui soldi per il negozio, voci, costumi, adesivi o pose di vittoria. Questi ultimi come già detto possono essere comprati nel negozio, valuta e forzieri sono anche soggetti a microtransazioni mentre personaggi, mappe e modalità nuove verranno periodicamente aggiunte dagli sviluppatori in modo completamente gratuito (per esempio questo mese arriveranno le partite classificate).

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Orgia cartoon

Graficamente Overwatch non usa costruzioni poligonali molto complesse o particolari effetti grafici ma l’impatto rimane di ottimo livello grazie ad uno stile cartoon che si appoggia su esplosioni di colori che non possono non colpire l’iride del giocatore, molto ben realizzati anche i modelli poligonali dei personaggi e, cosa più importante di tutte, 60 fotogrammi al secondo senza il minimo rallentamento; inoltre ho notato la totale assenza di latenza grazie anche a server stabili e che mai, nel tempo di prova, hanno recato problemi. La realizzazione delle mappe e le voci dei nostri avatar sono realizzate in modo certosino, non sono fini a se stesse ma grazie agli indizi sparsi nel gioco e alle frasi pronunciate in battaglia possiamo ricostruire il background narrativo del gioco, una finezza che accentua il carisma del roster e l’originalità di Overwatch. Dal punto di vista sonoro nulla da eccepire circa gli effetti sonori in sé e i motivetti composti appositamente per il titolo.
Parlare di longevità per un gioco totalmente online è ingeneroso in quanto è un fattore fortemente dipendente dall’acquirente, essendo marca Blizzard posso assicurarvi che la Overwatch-mania è solo all’inizio e tra contenuti aggiuntivi, tornei e quant’altro non credo si esaurirà tanto facilmente.

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Un mondo di divertimento

Blizzard annuncia, Blizzard sviluppa, Blizzard fa centro. Overwatch è tutto quello che gli appassionati hanno aspettato per mesi e anche di più: profondità di gioco impressionante, grande varietà di personaggi e mappe, supporto totalmente gratuito, una scena competitiva ai nastri di partenza: il 2016 videoludico ha un suo nuovo protagonista, assieme a esperienze singolo giocatore di rilievo come Uncharted 4, Dark Souls 3 o DooM abbiamo una grande esperienza multigiocatore e, perché no, un titolo che più di ogni altro grida estate da tutti i pori: andate in negozio e comprate Overwatch, non ve ne pentirete.

Prezzo di lancio: 69,90 €
Prezzo da noi consigliato: 69,90 €

Overwatch

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Pro

  • Tanti personaggi e mappe
  • Gameplay profondo e appagante
  • Comparto audiovisivo magnifico
  • Contenuti extra gratuiti

Contro

  • Manca (ancora per poco) la parte classificata
  • Crea dipendenza
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Nerd rompiballe su qualsiasi argomento possibile (videogiochi, musica, cinema, manga, calcio, NBA ecc...) ma ho anche qualche pregio. Quando non ho altro da fare penso ai Marò oppure scrivo per Consoleparadise.it!