Ys Origin (versione Xbox One) – Recensione

Fra le tante serie storiche che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato il segno all’interno del loro genere di appartenenza, non tutte possono dire di aver ricevuto da parte del pubblico il successo meritato, per motivazioni molto diverse a seconda dei casi. La saga di Ys, il cui capostipite risale addirittura al 1987, avrebbe certamente meritato più attenzione da parte del pubblico europeo. Se le vicende di Adol Christin hanno sempre goduto di una certa popolarità in Giappone e negli Stati Uniti, nel Vecchio Continente l’avventuriero rosso crinito è noto solo agli appassionati più smaliziati di giochi di ruolo orientali. Ultimamente, però, sembra che le cose si stiano smuovendo. L’anno scorso, infatti, Nihon Falcom, in collaborazione con i ragazzi di Dotemu (autori di alcune riedizioni molto riuscite di titoli del passato, come ad esempio lo splendido Wonder Boy), ha deciso di portare su PlayStation 4 e PlayStation Vita questo Ys Origin (uscito originariamente su pc nel 2006), prequel collocato ben 700 anni indietro rispetto agli episodi canonici, dotando il gioco, per la prima volta, di una traduzione nelle maggiori lingue europee, fra le quali l’italiano.
A distanza di un anno, il titolo è arrivato anche su Xbox One, affacciandosi ad un pubblico del tutto nuovo, visto che i possessori di console Microsoft non hanno mai avuto, in passato, modo di interfacciarsi con questo gioco di ruolo d’azione nipponico. La scelta di optare per un prequel è senza dubbio una mossa azzeccata, ma l’attesa sarà valsa la candela?

Ys Origin – Xbox One Release Trailer

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Questione di punti di vista
Come già specificato in sede d’apertura, Ys Origin è un prequel che si propone di raccontare, appunto, le vicende che hanno dato origine a tutti gli archi narrativi seguenti. È anche, per ovvi motivi cronologici, l’unico titolo della serie a non avere come protagonista Adol Christin, qui sostituito da Yunica Tovah, Hugo Fact ed un altro personaggio sbloccabile, di cui non rivelerò l’identità (sebbene sia facile intuire di chi si tratti semplicemente osservando il menu principale).
La trama narra dell’invasione del pacifico regno di Ys da parte di un’ondata di demoni, i quali corrompono irrevocabilmente fiumi, monti e foreste con la loro energia oscura e costringono i superstiti a rifugiarsi nel tempio di Salomone, issato in alto nei cieli grazie alla magia di Reah e Feena, le due dee venerate dalla popolazione. La situazione, già grave di suo, peggiora quando, all’improvviso, Reah e Feena scompaiono misteriosamente, forse rapite, o forse fuggite chissà dove e per chissà quale motivo, portando con loro la Perla Nera, un artefatto magico da cui gli abitanti di Ys traggono il loro potere.
Al giocatore spetterà, dunque, il compito di selezionare uno degli eroi a nostra disposizione e prendere parte alla missione di soccorso adibita al salvataggio delle due dee, individuate in una gigantesca torre che il nemico ha costruito nel tentativo di raggiungere il tempio volante, e, magari, alla sconfitta della minaccia incombente. Non sta a me rivelare quando e come la situazione verrà chiarita, né cosa si celi dietro le oscure armate demoniache con cui avremo a che fare. Quello che posso dire è che, nella sua semplicità, il titolo di Nihon Falcom presenta una sceneggiatura convincente e dei personaggi che, senza strafare, avranno sempre qualcosa da dire. Yunica, la figlia del Generale Saul, decide di partire nella speranza di ritrovare il padre, rimasto a terra nel tentativo di facilitare la fuga dei propri alleati; Hugo, invece, è l’erede della casata Fact, nonché figlio del Gran Sacerdote Cain Fact, una delle massime autorità religiose di Ys. Anche Hugo, come Yunica, si ritrova coinvolto nella spedizione nel tentativo di ritrovare un famigliare scomparso. Yunica e Hugo, dunque, dovranno collaborare con gli altri membri della squadra di soccorso per portare a termine il loro compito. I due ragazzi hanno dei caratteri diametralmente opposti: Yunica è forse un po’ ingenua, ma è dotata di coraggio, forza d’animo e una certa positività che la aiuteranno a superare i momenti più duri; Hugo, al contrario, è sicuro di sé, ma le pressioni derivanti dalla sua posizione sociale lo hanno reso freddo e, a volte, cinico, tanto da disprezzare l’aiuto più disinteressato da parte dei suoi compagni. Gli altri personaggi, pur ricoprendo perlopiù un ruolo secondario, verranno di volta in volta approfonditi a seconda dell’eroe che avremo scelto di utilizzare durante la nostra partita, imbastendo una rete di relazioni che, ad un primo sguardo, potrebbe sfuggire al giocatore più superficiale.
Qui mi tocca parlare di uno dei punti più riusciti dell’intera produzione, che si lega tanto alla giocabilità quanto alla narrativa: rivivere le vicende da un altro punto di vista sarà necessario per comprenderne appieno tutti i retroscena, donando profondità e carattere a quello che, altrimenti, sarebbe stato un banale racconto fantastico ispirato ai classici topoi di questo genere. Personalmente, se Yunica è risultata essere un po’ più banale e classica nel suo sviluppo emotivo (per quanto la sua storia sia davvero piacevole), è con Hugo che la vicenda assume una svolta inaspettata, offrendoci un eroe dal cuore oscuro che dovrà innanzitutto combattere una battaglia contro se stesso e contro la propria sete di potere che lo spingerà più volte a compiere scelte errate e, spesso, persino tragiche. Il terzo protagonista, invece, si spingerà addirittura oltre, schierandosi dalla parte dei cattivi e dandoci la possibilità di vedere tutto con i loro occhi e regalandoci il vero finale, quello canonico. Tuttavia, per non rovinarvi troppo la sorpresa, non posso rivelare altro su di lui.
Le tre storie raccontate da Ys Origin non sono parallele, ma vanno interpretate come delle versioni alternative della stessa vicenda. Ogni volta, infatti, alcuni eventi saranno molto diversi dalla precedente, rendendo da una parte l’incedere meno noioso, visto che non sapremo mai con precisione quello che accadrà, anche alla terza partita, ma dall’altra parte lasciando un po’ di amaro in bocca a chiunque avrebbe desiderato vedere i fili incrociarsi e completarsi l’uno con l’altro. Anche così, però, il lavoro compiuto dagli sceneggiatori è di buona fattura, nonostante non presenti niente di assolutamente originale o complesso.

I bei vecchi tempi
Dove invece, da sempre, Ys mostra le sue qualità più peculiari è nelle meccaniche di gioco. Tolto qualsivoglia sistema di turnazione o gestione del gruppo, quello che rimane è un gioco di ruolo d’azione dai tratti semplici ed essenziali.
Il presupposto da cui si parte è la scelta del nostro personaggio. Yunica è la classica guerriera adatta al combattimento corpo a corpo, ed è forse la scelta meno indicata per i principianti; Hugo, d’altro canto, è dotato di attacchi a distanza, ma la sua resistenza ai colpi è molto più limitata; il terzo eroe, invece, predilige la velocità sopra ogni cosa, ed è pensato principalmente per chi abbia già preso dimestichezza con le meccaniche di gioco.
L’intera avventura sarà ambientata all’interno della gigantesca torre di cui abbiamo parlato poco sopra, ed il nostro compito sarà quello di attraversare tutti i trenta piani che la compongono, eliminando ogni minaccia sul nostro cammino e raccogliendo l’occasionale bottino trovato nei forzieri sparsi lungo il cammino. Il sistema di combattimento è decisamente votato alla velocità: con i quattro tasti frontali potremo decidere se attaccare, saltare, usare la magia selezionata o attivare la forma potenziata, una condizione speciale che ci permetterà, per un lasso di tempo limitato, di infliggere più danni, muoverci più velocemente e resistere meglio ai colpi degli avversari. Ciò che stupisce, spesso è volentieri, è la difficoltà abbastanza alta con cui avremo a che fare, anche al livello intermedio. Se i nemici ordinari, pur essendo molto variegati nella forma e nelle caratteristiche, non saranno quasi mai un grosso problema, è nei combattimenti contro gli avversari più importanti che ci ritroveremo a sudare le proverbiali sette camicie. Questi potenti antagonisti, di dimensione e forma variabile, andranno affrontati con cautela, cercando di imparare quanto più presto possibile le loro abitudini di attacco. Fidatevi di me se vi dico che morirete molto spesso, prima di riuscire in questi combattimenti, i quali vanno a costituire peraltro il momento più divertente dell’intera opera. Ogni battaglia sarà diversa dall’altra, con degli schemi che ci spingeranno a sfruttare tutte le nostre abilità, nel tentativo di capire come comportarci di fronte ad una determinata mossa, o quando utilizzare una determinata magia. Ys Origin, in questi frangenti, ricorda quasi uno sparatutto a scorrimento orizzontale, più che un gioco di ruolo alla giapponese. Destreggiarsi fra le decine di proiettili che invaderanno lo schermo farà salire l’adrenalina a mille, ed ogni sconfitta sarà soltanto un incentivo a riprovare ancora, ancora e ancora, finché non avremo la meglio, grazie anche alla possibilità di ricominciare subito il combattimento, senza dover ripercorrere la strada dal punto di salvataggio fino all’arena.
Anche la struttura dei vari piani è soddisfacente. Essi non saranno particolarmente complessi, ma presenteranno un buon numero di tratti specifici utili a differenziarli dal resto, come sabbie mobili su cui sarà difficile camminare, baratri che ci porteranno al livello inferiore, trappole di vario genere da evitare, e così via. Molto spesso, per superare determinati ostacoli, sarà necessario ritrovare un accessorio speciale, proprio come avverrebbe in un episodio di The Legend of Zelda. Ys, a ben vedere, ha molti punti di contatto sia con la storica serie Nintendo, sia con il genere dei metroidvania, il che, per chi non è preparato, potrebbe costituire un autentico motivo di sorpresa. Non mancheranno nemmeno i potenziatori raccoglibili dopo l’uccisione di un avversario, in grado di aumentare temporaneamente i nostri valori di forza e difesa. La presenza di un moltiplicatore dei punti esperienza che salirà con il susseguirsi dei nostri colpi fino addirittura a raddoppiare il guadagno ottenuto, poi, velocizzerà non poco il processo di crescita dell’eroe.
Andando avanti avremo la possibilità di utilizzare, oltre al nostro attacco base, tre magie elementali, selezionabili con i tasti dorsali ed utilizzabili con il tasto B. Ogni personaggio avrà le proprie abilità specifiche e, per potenziarle, dovremo raccogliere delle gemme del colore corrispondente. Niente sistemi di sviluppo complessi, niente tempi morti spesi ad eliminare sempre le stesse creature. La parola d’ordine è “semplicità” (che non fa rima con “facilità”, però).
Ys Origin, infatti, non è un gioco pieno di statistiche, anzi. Le uniche presenti saranno Forza e Difesa. Potremo aumentarne i valori semplicemente uccidendo i nemici e guadagnando punti esperienza utili a salire di livello, come avviene in ogni altro titolo dello stesso genere, oppure, altrettanto banalmente, equipaggiando un nuovo pezzo d’armatura. Queste, a dire il vero, saranno soltanto sei per tipo (sono presenti due categorie: stivali e corazze) e saranno collocate all’interno di un forziere (non esiste alcun mercante presso cui acquistare o vendere oggetti). Potrebbero sembrare poche, in confronto alla media di altri giochi di ruolo moderni, ma, d’altro canto, questa scelta permette di rendere l’azione sempre concentrata e mai dispersiva. Un’altra variante da tenere in considerazione è la presenza del Potere Spirituale, una valuta ottenibile in seguito ad ogni battaglia che potremo scambiare ad ogni punto di salvataggio per ottenere svariate migliorie (ad esempio un aumento della velocità di movimento) per il nostro personaggio. Infine, sarà cruciale recuperare i pezzi di metallo Cleria, necessari per migliorare il livello della nostra arma presso un personaggio non giocante collocato alla base della torre.
Come potete intuire, ad Ys Origin non manca davvero nulla. L’architettura dei piani è sì ristretta, ma non banale, anzi. Essi si dispongono come un mosaico da ricostruire pezzo per pezzo, un po’ alla volta, e premiano sempre il giocatore desideroso di esplorarli con un qualche tipo di ricompensa. La semplicità del gioco probabilmente sarà in grado di catturare il vostro interesse sin da subito, intrappolandovi in una spirale da cui sarà davvero difficile staccarsi. Terminata la modalità storia con uno dei personaggi, potrete subito usarlo nelle varie sfide a tempo che il gioco mette a vostra disposizione. Una prevede di combattere tutti i nemici più importanti in sequenza, uno dopo l’altro; l’altra (introdotta nella versione Xbox One) è una semplice sfida a tempo che vi chiede di finire l’intera avventura nel minor tempo possibile. Il vostro risultato sarà poi condiviso con quello dei vostri amici o con quello di altri giocatori sparsi per il globo.
La longevità, in base a quanto appena detto, va ben oltre le circa dieci ore necessarie ad un completamento superficiale della trama. Sia che vogliate conoscere ogni dettaglio della storia, sia che vogliate migliorare sempre di più fino a padroneggiare anche i livelli di difficoltà più alti, Ys Origin non vi porterà via meno di trenta ore, ma è probabile che ve ne regali molte, molte di più, in virtù delle sue meccaniche estremamente gratificanti e divertenti.

Emozioni bidimensionali
L’aspetto grafico del gioco Nihon Falcom non risente particolarmente degli anni trascorsi dalla sua prima edizione. Un tratto caratteristico della serie (eccezion fatta per gli ultimi capitoli) è sempre stato quello di alternare dei personaggi squisitamente bidimensionali a degli ambienti completamente poligonali. Va da sé che, in questo modo, anche se gli effetti di luce e le superfici non sono particolarmente dettagliati, l’impatto generale è decisamente buono anche a distanza di dodici anni. Il gioco girerà a sessanta fotogrammi al secondo, non paventando il benché minimo rallentamento, nemmeno nelle situazioni più concitate, ed offrendo dei caricamenti sempre rapidi e quasi impercettibili. La responsività dei comandi è praticamente perfetta.
Gran parte del fascino visivo di Ys Origin viene dalla sua componente artistica, ispirata ai più classici canoni fumettistici giapponesi. Ogni dialogo sarà coadiuvato dalle illustrazioni dei vari personaggi, i quali risultano tutti decisamente azzeccati e caratterizzati, pur nella loro genericità. Molto suggestivi, poi, sono i disegni che, di tanto in tanto, ruberanno la scena per raccontare vicissitudini passate dei protagonisti, spiegandone i pensieri e le motivazioni. Nella versione Xbox One, oltretutto, sarà possibile attivare un’opzione per la visualizzazione del sangue. Essa, ad essere onesti, non cambia poi molto le carte in tavola, ma risulta comunque un’aggiunta gradita. Tutto ciò sarà accompagnato da una colonna sonora che, pur presentando qualche brano orecchiabile e piacevole, non si fa notare per chissà quale peculiarità, optando per scelte abbastanza classiche e spaziando da momenti più energici e battaglieri ad altri malinconici e toccanti, a seconda delle esigenze narrative.
L’unico difetto del comparto tecnico è rappresentato dalle sequenze animate, che, per non si sa bene quale motivo, ci sono state proposte con una risoluzione decisamente bassa e sgranata. Anche alcuni filmati d’intermezzo (pochi, per fortuna), inspiegabilmente, soffrono di un bel paio di bande nere ai lati dello schermo.
Si tratta, comunque, di difetti da poco, visto che non andranno ad intaccare di molto l’esperienza. I ragazzi di DotEmu si confermano, ancora una volta, decisamente a loro agio nello sviluppo di prodotti di questo tipo, consegnandoci un prodotto molto pulito e quasi del tutto pieno di sbavature.

Un esordio col botto
Che altro dire, quindi, di questo Ys Origin? Siamo al cospetto di un gioco divertente, dotato di una buona narrativa, rigiocabile, semplice, con un grado di sfida soddisfacente ed un comparto estetico accattivante. Il prezzo di 19,90 €, poi, è così basso che sconsigliare l’acquisto di un’opera di tale qualità sarebbe davvero un colpo basso. Sia che apprezziate i giochi d’azione vecchio stile, sia che vi interessino i prodotti giapponesi, sappiate che questa è la scelta che fa per voi. Forse non parliamo di un capolavoro, visto che non sono presenti guizzi di genialità tali da far gridare al miracolo, ma le avventure di Yunica e Hugo meritano di essere prese seriamente in considerazione da chiunque non abbia giocato il titolo in passato.

Prezzo di lancio: 19, 90 €
Prezzo da noi consigliato: 19, 90 €

Ys Origin

Ys Origin
8.5

Pro

  • Gameplay solido e divertente
  • Trama appassionante
  • Buona direzione artistica
  • Ottimo livello di sfida
  • Estremamente rigiocabile

Contro

  • Alcuni filmati in bassa risoluzione
About Michele Anastasia 34 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.