Yakuza Kiwami – Recensione

Yakuza Kiwami

Sono passati oltre dieci anni da quando Sega ha rilasciato il primo capitolo del franchise, e quest’anno ha deciso di tirarlo a lucido in un momento in cui Yakuza, con il rilascio di Zero e quello in arrivo del sesto capitolo, è più florido che mai: Yakuza Kiwami è un remake del primissimo capitolo della serie ed è di natura cross-gen, essendo stato sviluppato sia per PlayStation 3 che per PlayStation 4, rilasciato a fine agosto sul mercato italiano in esclusiva per l’ultima arrivata di casa Sony.
La casa di sviluppo sarà riuscita a ridare smalto al primo Yakuza e alle origini di Kazuma Kiryu, oppure sembra di giocare a un porting senza infamia e senza lode? Scopriamolo assieme!

Yakuza Kiwami Launch Trailer | PS4

https://www.playstation.com/en-us/games/yakuza-kiwami-ps4/ Own Yakuza Kiwami today for the PS4! 10 years ago, Kazuma Kiryu took the fall for a crime he didn’t commit to save his best friend. Expelled from his yakuza family, Kiryu is released from prison to a city he no longer recognizes.

Dieci anni 

Yakuza Kiwami inizia nel 1995: Kazuma Kiryu è un mafioso in ascesa nella famiglia Dojima, la quale è a sua volta a servizio del Clan Tojo. Il giovane è sul punto di fondare una propria famiglia, ma, una fatidica notte di ottobre, Yumi, donna di cui è innamorato, viene rapita proprio dal boss Dojima, che intende abusare di lei; Nishikiyama, amico d’infanzia di Kiryu, uccide Dojima per salvare la ragazza, e il nostro protagonista decide di farsi incastrare per l’omicidio per far evitare all’amico la prigione.
Dopo dieci anni, e quindi nel 2005, Kiryu finisce finalmente di scontare la pena: è malvisto dall’intero Clan Tojo a causa dell’omicidio di Dojima e, proprio in quei giorni, l’intero clan è in subbuglio per il furto di dieci miliardi di yen. In tutto questo, Kishikiyama è diventato uno spietato yakuza pronto a tutto pur di salire al potere…

La trama è scritta e sviluppata in modo eccelso, e fa in modo che il giocatore riesca a immedesimarsi nelle vicende che coinvolgono Kiryu anche se, da un punto di vista culturale, ci risultano alquanto lontane. La storia principale, la quale risulta appassionante e dai contenuti forti, è accompagnata da tutta una serie di sottotrame (che fungono da missioni secondarie) volutamente dai toni più leggeri per staccare un po’ dalle drammatiche vicende delle vite di Kazuma Kiryu e tutti coloro che lo circondano.
Ai contenuti del titolo originale sono stati aggiunti circa trenta minuti di filmati, volti a collegare il tutto a Yakuza Zero, prequel del franchise ambientato negli anni ’80; altra novità è tutta una serie di missioni legate a Goro Majima, il “Cane Pazzo di Kamurocho” (quartiere fittizio dove è ambientato Yakuza), che ci consentono di sbloccare nuove e devastanti mosse per il combattimento corpo a corpo.

Facciamoci strada a suon di pugni 

La parte centrale di tutto il gameplay è costituita dai combattimenti corpo a corpo: gli sviluppatori hanno deciso di riprendere da Yakuza Zero (rendendo anche i combattimenti meno legnosi rispetto all’originale, oltre che modificando il sistema di progressione di livello), e quindi Kiryu ha a disposizione un totale di quattro stili di combattimento, ovvero Rush (basato sulla rapidità nel movimento e nello sferrare tanti colpi consecutivi), Beast (con movimenti più lenti, ma con maggiore potenza d’attacco), Brawler (lo stile più bilanciato) e infine Dragon (novità rispetto al prequel), lo stile principale di Kiryu che però, dopo dieci anni di prigione, non è più come nei primi minuti di gioco (per recuperare tutte le mosse e tornare in forma splendente è necessario finire le missioni di Goro Majima); inoltre sono presenti le Heat Action, dei Quick Time Event attivabili dopo aver riempito la barra apposita e, come novità, è presente l’Essenza del Kiwami, mossa utilizzabile contro i boss (dopo aver riempito la barra della Heat Action fino alla zona Climax) e in grado di capovolgere le sorti dell’incontro.
Escluso lo stile Dragon (che, come abbiamo già detto, viene potenziato grazie alle missioni di Majima), gli altri tre stili sono potenziabili utilizzando i punti ottenuti una volta saliti di livello e permettendo di, oltre che imparare nuovi attacchi, aumentare anche le statistiche del nostro protagonista.
Inoltre, la possibilità di utilizzare armi da mischia per un breve lasso di tempo, sia armi bianche che da fuoco, può risultare un’ottima risorsa per vincere gli incontri, e con lo stile Beast è possibile usare statue di pietra, moto e altri oggetti pesanti come se nulla fosse.

Oltre alle missioni principali e a quelle secondarie, sono presenti anche altre attività di svago nel quartiere di Kamurocho, il quale è liberamente esplorabile (anche se pieno di muri invisibili, e fastidiosi, ovunque n.d.r.): tra sale giochi, baseball, karaoke, tentare di sedurre qualche ragazza e cercare le carte collezionabili di MesuKing, il tempo passa in fretta e, in men che non si dica, si raggiunge la trentina di ore di gioco necessaria per terminare Yakuza Kiwami e sbloccare il New Game Plus, il quale offre un nuovo livello di difficoltà, una serie di sfide (dette Climax Battle) e delle novità per le fasi esplorative a Kamurocho.

Ritorno con stile 

Yakuza Kiwami è un ottimo remake anche da un punto di vista tecnico: è stato utilizzato lo stesso motore grafico di Yakuza Zero e sia gli ambienti, sia soprattutto le espressioni facciali dei vari personaggi ne hanno tratto vantaggio, offrendo una gioia per gli occhi (anche se a volte ci sono dei piccoli cali di frame rate, dovuti principalmente alla natura cross-gen del titolo n.d.r.); il doppiaggio (in lingua giapponese) è stato interamente rifatto anche per via di tutta una serie di dialoghi non presente nell’originale, e la recitazione dei doppiatori è eccelsa.

I testi del gioco sono stati localizzati esclusivamente in lingua inglese in quanto, nonostante per l’originale sia stata fatta una traduzione dei testi, la mole di dialoghi nel remake è di gran lunga maggiore. Visto che la trama è il fulcro di tutta l’avventura, è preferibile avere almeno una conoscenza basilare della lingua anglofona per non perdere passaggi importanti della storia.

In attesa del remake del secondo capitolo 

Yakuza Kiwami è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori remake mai fatti: Sega non si è limitata a riproporci lo stesso gioco a distanza di quasi undici anni, ma ha dato nuova linfa all’inizio (o quasi, visto Yakuza Zero) delle avventure di Kazuma Kiryu portando tante gradite novità rispetto all’originale. Consiglio l’acquisto sia a coloro che vogliono approcciarsi al franchise per la prima volta, sia a quei giocatori che, in uno scaffale, hanno ancora i capitoli rilasciati su PlayStation 2 e vogliono rinfrescarsi la memoria… In attesa di Yakuza Kiwami 2.

Prezzo di lancio: 34,99€
Prezzo da noi consigliato: 34,99€

Yakuza Kiwami

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Pro

  • Trama ben realizzata
  • Gameplay eccelso e ripreso da Yakuza 0
  • Ottimo remake
  • Goro Majima

Contro

  • Un po' troppi muri invisibili
  • Si sente la natura cross-gen
About Sofia "EvilPhimie" Marotta 595 Articles
Nei momenti liberi dai suoi piani per la conquista dell'intero universo, si diletta a giocare a tutto ciò che il mondo videoludico ha da offrirle e, in particolare, alla serie Megami Tensei: forse è proprio per questo che i suoi sogni di conquistatrice leggendaria di quarto livello sono ancora in alto mare...