World to the West – Recensione

Rain Games aveva lasciato il segno qualche anno fa con la loro prima produzione: Teslagrad è stato una delle rivelazioni di fine 2013 nello scenario indie su PC, per poi approdare su ogni piattaforma fissa e portatile, venendo rilasciato recentemente anche su Nintendo Switch. World to the West, uscito su PC, PlayStation 4, Xbox One a maggio e infine approdato anche su Nintendo Switch, è il secondo progetto dello studio, carico di aspettative soprattutto da coloro che hanno avuto il piacere di provare la loro prima opera. Sarà andato secondo le aspettative, oppure il voler cambiare genere e approccio ha portato a un calo di qualità?

World to the West – Announcement Trailer

SOEDESCO and Rain Games announce a second collaboration, on their new game: World to the West. After Rain Games’ succesful debut-game Teslagrad on all major platforms, the two companies will work together on World to the West, an action puzzler that will further explore the universe of Teslagrad!

Quattro eroi e un destino da svelare 

In World to the West ci ritroviamo a destreggiarci tra quattro personaggi, uniti dal fato e contraddistinti da abilità diverse, Lumina, Knaus, Miss Teri e Lord Clonington, i quali devono salvare il mondo da una temibile minaccia. Il quartetto si intercambia tra loro in quella che però è una storia che decolla molto lentamente e con un incipit che impiega quasi due ore per presentarci tutto il cast; i dialoghi sono piuttosto scialbi e il plot in sé non riesce a risultare minimamente interessante, e, visto che contrariamente a Teslagrad la trama è più “esplicita”, ci si sarebbe aspettati da Rain Games una cura maggiore per rendere World to the West un titolo maggiormente godibile sotto questo punto di vista.
Il ritmo è davvero un grosso problema del titolo anche tralasciando il già citato incipit un po’ troppo prolisso: la scelta di gameplay di far ripercorrere la stessa strada a ogni eroe (per un totale di quattro volte) ha finito con l’incidere anche sul comparto narrativo che, pur offrendo dei dialoghi a tratti anche divertenti, si è ritrovato diluito fin troppo con un backtracking onnipresente che non ha giovato nemmeno al gameplay…

Quattro eroi e la maledizione del backtracking 

Il gameplay di World to the West si basa principalmente sull’utilizzare le abilità dei nostri quattro eroi, intercambiandoli nel corso dell’avventura, per poter risolvere enigmi e procedere nel nostro viaggio: Lumina ha l’abilità di teletrasportarsi per brevi distanze, Knaus può scavare determinati terreni e muoversi sottoterra, Miss Teri combatte con la sua sciarpa stordendo i nemici e può controllarne la mente, mentre Lord Clonington avanza utilizzando la sua forza bruta.
Si cambia personaggio tramite dei totem che raffigurano i volti dei nostri protagonisti, e si possono usare anche per il viaggio rapido, ma è qui che iniziano i problemi: un personaggio può utilizzare solamente i totem che ha raggiunto in prima persona, in caso contrario è necessario ripercorrere la stessa strada con tutti per un totale di quattro volte, ritrovandoci davanti gli stessi scontri e gli stessi enigmi. Questo backtracking aumenta ovviamente la longevità del titolo, ma ne mina anche il divertimento e la rigiocabilità in maniera impressionante poiché fa sperare in una fine rapida e indolore; per ovviare a questo problema Rain Games avrebbe potuto far ritrovare i quattro eroi in un punto e poi farli viaggiare insieme, ma rimane un mistero il perché della strada intrapresa in fase di sviluppo.

Nemmeno a livello di enigmi e combattimenti, però, World to the West riesce a dare il meglio di sé: se i primi sono fin troppo semplici da risolvere, gli scontri non solo sono estremamente facili, ma anche tediosi (e vanno fatti gli stessi combattimenti quattro volte per andare avanti) e non presentano nemmeno una hitbox precisa in quanto spesso si prende danno quando il colpo dei nemici ci manca clamorosamente.

Quattro eroi e i loro punti di forza 

Ciò che salva, almeno in minima parte, la seconda opera di Rain Games è il comparto tecnico: World to the West presenta uno stile davvero unico e piacevole da guardare, sia per quanto riguarda i personaggi che l’ambientazione, ed è il maggior punto di forza del gioco assieme a un’ottima colonna sonora che ci accompagna nel corso di tutta l’avventura.
La versione per Nintendo Switch presenta alcuni dettagli meno rifiniti, come le ombre o l’acqua, ma riesce a tenere testa alle edizioni su PC e sulle altre console; inoltre non sono stati riscontrati bug o altri problemi tecnici, come invece è successo al lancio della controparte su PlayStation 4.

Quattro eroi e la fine del loro viaggio 

World to the West era un progetto ambizioso in quanto voleva distaccarsi prepotentemente da quanto fatto da Rain Games con Teslagrad, e in realtà avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare un altro titolo memorabile: sono state determinate scelte in fase di sviluppo a rovinarne il concept interessante e a rendere vani gli sforzi fatti con il comparto tecnico. Si raggiunge una decina di ore di gioco a forza di backtracking frustrante in cui il comparto narrativo non riesce ad alleviare nemmeno in minima parte il tedio di dover rifare percorsi interi quattro volte per poter proseguire, e sarebbe bastato non avere la pretesa di voler raggiungere una certa longevità per salvare il destino di questo progetto.

Prezzo di lancio: 19,99€
Prezzo da noi consigliato: 7,99€

World to the West

World to the West
6

Pro

  • Concept interessante
  • Buon comparto tecnico

Contro

  • Enigmi troppo semplici
  • Backtracking onnipresente
  • Ripetitivo e privo di rigiocabilità
About Sofia "EvilPhimie" Marotta 584 Articles
Nei momenti liberi dai suoi piani per la conquista dell'intero universo, si diletta a giocare a tutto ciò che il mondo videoludico ha da offrirle e, in particolare, alla serie Megami Tensei: forse è proprio per questo che i suoi sogni di conquistatrice leggendaria di quarto livello sono ancora in alto mare...