The Vanishing of Ethan Carter – Versione Xbox One – Recensione

Di questi tempi non è mai una cattiva idea farsi una passeggiata, ogni tanto. Questo, almeno, è quello che sembrano suggerirci tutti i titoli usciti negli ultimi anni in cui non si fa altro, appunto, che passeggiare. Fra essi, tuttavia, ve n’è uno che, qualche anno fa, fu in grado di catturare l’attenzione dell’utenza grazie alle sue innegabili qualità artistiche e narrative (che, in questi casi, sono tutto): stiamo parlando, ovviamente, di The Vanishing of Ethan Carter, opera prima dei polacchi The Astronauts.
Pubblicato nel 2014 su personal computer e nel 2015 su PlayStation 4, ecco che da poche settimane anche i possessori di Xbox One potranno finalmente godersi questa piccola perla, con l’aggiunta di una nuova modalità libera che permetterà loro di esplorare le magnifiche ambientazioni del titolo senza alcun elemento di gameplay che li possa anche lontanamente impensierire. Vediamo assieme perché tutti dovrebbero dare una chance all’avventura del detective Paul Prospero.

The Vanishing of Ethan Carter Xbox One trailer

The Vanishing of Ethan Carter is a first-person weird fiction horror in which you – Paul Prospero, an occult detective – try to solve the mystery of a missing boy named Ethan Carter. The Xbox One version offers a new Free Roam game mode, in which you can freely explore the Red Creek Valley and just enjoy the views, without even a trace of evil and murder.

La potenza di una foto
Generalmente, quando mi accingo ad analizzare un videogioco, tendo ad esporne prima di tutto i suoi caratteri narrativi, come la trama, i personaggi, la compenetrazione fra le meccaniche e la narrazione e così via. Per questa volta, però, farò un’eccezione. Avviando The Vanishing of Ethan Carter, infatti, si rimane letteralmente folgorati dalla bellezza della sua estetica. Non parlo soltanto della qualità del suo comparto grafico, sul quale sarà opportuno ritornare, ma anche e soprattutto della semplice atmosfera che respireremo nella piccola ambientazione di Red Creek Valley, piccolo villaggio nel quale sarà ambientata gran parte della nostra avventura. Esso si presenta al giocatore come un luogo sperduto fra laghi e monti, il classico paesino di montagna in cui persino i collegamenti terrestri sembrano aver fatto fatica ad attecchire. Uscendo da un tunnel ferroviario saremo subito circondati dal verde dei boschi e la nostra vista si affaccerà su un crepaccio profondo, lasciandoci intravedere l’orizzonte alla luce del tramonto e i riflessi del sole morente su un ampio specchio d’acqua. Le casupole abbandonate, i sentieri di sterrato, le fronde degli alberi, l’enorme diga che collega una sponda all’altra creano una sensazione di desolazione e tranquilla malinconia, in cui non esita spesso e volentieri a farsi strada anche un po’ di inquietudine, dovuta agli elementi sovrannaturali e orrorifici con cui avremo a che fare. Basta davvero poco, all’opera di The Astronauts, per parlare al giocatore. Lo fa con semplicità e senza tanti fronzoli, ma lo fa anche grazie ad un motore grafico per certi versi strabiliante.
La base, ovviamente, è quella dell’Unreal Engine 4, che già di suo è una garanzia di qualità. Quello che rende The Vanishing of Ethan Carter così speciale, però, è l’utilizzo della fotogrammetria per la creazione di texture e modelli poligonali. Non sono la persona adatta a spiegarvi il funzionamento di questa tecnica, utilizzata perlopiù nel campo della topografia e dell’architettura, ma sappiate che ha permesso agli sviluppatori di ricreare delle superfici talmente definite da essere quasi indistinguibili dai rispettivi oggetti nel mondo reale. Tramite l’applicazione dei fotogrammi stereometrici alle masse di poligoni, ogni angolo di Red Creek Valley sembrerà più una cartolina che non la schermata di un videogioco. Certo, c’è da dire che la mappa di gioco sarà statica e priva di personaggi non giocanti, né vi sarà alcun implemento della fisica. Il software, quindi, non gestisce molti elementi, ma il tutto gira fluidamente a sessanta fotogrammi al secondo, salvo sporadici cali che, comunque, data la natura del titolo, non costituiscono certo un problema. La modalità di gioco libero, introdotta nella versione Xbox One, ci consentirà di godere di cotale bellezza ancora meglio, essendo totalmente assente la componente sovrannaturale della trama, la quale, infatti, sarà il fulcro delle nostre azioni.
La bellezza, però, risiede anche nella componente acustica: il doppiaggio di Paul Prospero e degli altri (pochi) comprimari è di ottima fattura, così come gli effetti ambientali. Quello che, però, colpisce maggiormente, è l’accompagnamento musicale. Le tracce composte da Mikolai Stroinski sono delicate ed eleganti. Il compositore polacco riesce nell’arduo compito di mischiare la musica sinfonica con alcune componenti acustiche e con dolci note di pianoforte, arricchendo ulteriormente il valore dell’immenso lavoro svolto dagli sviluppatori. Il tema principale, soprattutto, resterà a lungo nelle vostre cuffiette grazie alla sua carica emotiva.

La potenza di una storia
Se The Vanishing of Ethan Carter è senza dubbio una gioia per gli occhi, è pur vero che un gioco non può vivere solo di quello, soprattutto quando si parla di un genere tanto difficile come quello dei simulatori di camminata. Qualora la narrativa dovesse risultare meno che perfetta, ecco che tutto il castello di carte rischierebbe di crollare su se stesso. I ragazzi di The Astronauts, fortunatamente, sembrano avere davvero le idee chiare su quello che un’opera deve trasmettere al giocatore e su come debba farlo. Slegare la componente narrativa da quella del gameplay, in questo caso, non avrebbe alcun senso.
Il protagonista della storia, nonché nostro alter ego, è il già citato Paul Prospero, investigatore del paranormale che riporta alla mente i personaggi di tante storie fantastiche pubblicate nei primi decenni del secolo scorso su riviste come la famosissima Weird Tales. Il signor Prospero si reca a Red Creek Valley per rispondere alla richiesta d’aiuto di un ragazzino, Etan Carter, il quale lo avverte con una certa urgenza che qualcosa di strano e pericoloso sta avvenendo nel paese. Normalmente un investigatore non risponderebbe alle sciocche fantasie di un bambino, ma il Nostro sembra intenzionato ad indagare a fondo nella faccenda.
The Vanishing of Ethan Carter ha una bella narrativa. Non una bella storia, badate bene, perché di eventi importanti ve ne saranno davvero pochi, vista anche la longevità davvero limitata dell’avventura (ho terminato tutto in circa due ore e non vi saranno attività secondarie cui dedicarsi). Parlavo di narrativa perché tutto quello che dovremo fare, nel nostro breve viaggio, sarà esplorare la fantastica ambientazione rurale per trovare gli indizi utili a risolvere i diversi casi disseminati per tutta la mappa per poi mettere assieme tutti i puntini e giungere alla soluzione finale. Oltre a camminare, correre, eseguire uno zoom, abbassarsi e azionare una leva, ad esempio, ci sarà ben poco da fare. A tal proposito, potremo esplorare quasi liberamente ogni anfratto di Red Creek Valley sin da subito, senza avere quasi mai un ordine preciso in cui svolgere i suddetti compiti, proprio come ci esplicano gli sviluppatori stessi poco prima di iniziare, avvisandoci che il gioco non sarà un’esperienza lineare. In realtà, a differenza di quanto avviene in altri titoli come Kholat, orientarsi non sarà molto complesso: nonostante la vastità dei vari luoghi, infatti, sarà facile trovare percorsi, edifici e oggetti cui fare riferimento, ma ciò non toglie che il piacere dell’esplorazione sarà sempre elevatissimo (anche per il solo gusto di vedere il successivo scorcio mozzafiato).
Arrivati nel luogo da ispezionare, dovremo raccogliere i vari indizi sparsi nei dintorni per poi ricostruire, grazie alle capacità sovrannaturali del nostro alter ego, ciò che vi è avvenuto prima del nostro passaggio, ordinando in sequenza tutti i suggerimenti che il protagonista ci metterà a disposizione. Sarà pressoché impossibile sbagliare e la risoluzione di questi semplici puzzle non richiederà grande impegno. Sono presenti, tuttavia, alcuni momenti in cui il gioco ci proporrà qualche variazione, ad esempio una sequenza (non fra le più riuscite) in cui dovremo cercare di non farci acciuffare da una creatura mostruosa o un’altra in cui dovremo ricostruire una casa collegando le varie stanze tramite dei portali. In generale, però, The Vanishing of Ethan Carter non sarà un gioco punitivo o complesso. Tutti i suoi pregi, infatti, risiedono nella narrazione ambientale e nei documenti che otterremo procedendo nell’esplorazione. Fra situazioni surreali, visioni eteree e strani brani di storie sparsi qui e lì, inizieremo a poco a poco a far luce sul mistero che attanaglia questo luogo disabitato, giungendo ad un finale illuminante ed inaspettato.
L’opera di The Astronauts è un sincero tributo alla letteratura fantastica della prima metà del XX secolo, con diverse citazioni a sua maestà Lovecraft e ad altri maestri della fantascienza e dell’orrore. Ogni situazione farà vibrare il cuore dei lettori appassionati, quali devono essere probabilmente gli stessi sviluppatori. Una narrativa ambientale, quindi, e non una narrazione cinematografica, come vuole una tendenza che si sta imponendo sempre di più negli ultimi anni. Il risultato generale è davvero elevato, e la curiosità del giocatore nel voler capire cosa sia accaduto al piccolo Ethan sarà sempre alta. Nel complesso, dunque, si tratta di una delle migliori esperienze di questo genere che possiate provare.

La potenza dell’immaginazione
The Vanishing of Ethan Carter è un prodotto maturo e solido, che riesce a proporre, in sole due ore di durata, un’esperienza avvolgente ed appassionante, nonostante non si faccia altro che camminare, interagire con qualche elemento dell’ambiente e risolvere qualche piccolo puzzle. Gli amanti del gameplay duro e puro o degli enigmi complessi, ovviamente, potrebbero rimanere interdetti da questa scelta, ma il mio consiglio è che anche loro provino a dare una possibilità a questo titolo, magari approfittando di qualche sconto (il prezzo di 19, 90 €, infatti, è un po’ esagerato, vista la scarsa longevità, ed è anche il principale difetto del titolo). La narrativa ambientale proposta dagli sviluppatori di The Astronauts è convincente sotto tutti i punti di vista, e il comparto tecnico e artistico sono senza dubbio fra i più riusciti degli ultimi anni. Se dovessi consigliare uno ed uno solo fra tutti i titoli di questo genere, da oggi, non avrei più dubbi.

Prezzo di lancio: 19, 90 €
Prezzo da noi consigliato: 
9, 90 €

The Vanishing of Ethan Carter

19,90
The Vanishing of Ethan Carter
8

Pro

  • Aspetto tecnico superlativo
  • Narrativa interessante
  • Comparto artistico eccezionale

Contro

  • Prezzo troppo alto in relazione alla longevità
  • Gameplay privo di guizzi particolarmente interessanti
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Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.