Tales of Vesperia: Definitive Edition – Recensione

C’è stato uno strano periodo in cui la Xbox 360 era la console più giapponese che si potesse desiderare. Magari i più giovani di voi non ricordano l’enorme sforzo propositivo compiuto da Microsoft per accaparrarsi esclusive di un certo rilievo che potessero fare gola al pubblico composto da otaku, weeb ed altre malefiche terminologie che lasciano il tempo che trovano.
Alcune di queste esclusive sono passate sotto silenzio (ad esempio Lost Odyssey, uno dei giochi più belli mai sviluppati da Hironobu Sakaguchi), altre sono poi giunte su PlayStation 3 (come Eternal Sonata). C’era un titolo, però, che per dieci anni ha fatto piangere i cuori degli appassionati occidentali che avevano optato per l’acquisto della console Sony. Stiamo parlando, ovviamente, di Tales of Vesperia, uno degli episodi più apprezzati di una saga storica che, fino ad ora, era rimasto un’esclusiva Xbox 360 in Europa e Stati Uniti. In Giappone, invece, Bandai Namco corse ai ripari proponendo un’edizione speciale per i giocatori PlayStation contenente addirittura un personaggio inedito.
Proprio per questo motivo siamo stati tutti molto contenti quando, durante lo scorso E3, è stata annunciata una versione rimasterizzata del gioco, con tanto di traduzione in italiano, disponibile, questa volta, anche su PlayStation 4, oltre che su Nintendo Switch, personal computer e Xbox One. Per ironia della sorte ho avuto il piacere di provare il titolo proprio in quest’ultima versione. E si, i tempi sono davvero cambiati, perché un gioco di ruolo giapponese su una console Microsoft non è più una cosa comune come un tempo, ma tant’è. Ho indugiato anche troppo. Vediamo com’è andato il mio viaggio nel mondo di Terca Lumireis.

Tales of Vesperia Definitive Edition – Launch Trailer | PS4, X1, PC and Switch

To celebrate its 10th Anniversary, the beloved Tales of Vesperia is BACK — fully remastered in HD and filled with new Mystic Artes, new characters, expanded story and more! Immerse yourself in a tale of two friends who set out an epic adventure that threatens the existence of all.

Generic anime guy
Ho pensato a lungo ad un modo per rendere interessante la trama di Tales of Vesperia per chiunque non abbia mai giocato il titolo, ma non ce l’ho fatta. Potrei parlare dell’ambientazione che vede un Impero dal nome non meglio precisato in lotta contro le libere gilde commerciali, ma sarebbe una storia già scritta milioni di volte. Avrei potuto parlare dei misteriosi congegni magici chiamati Blastia e del ruolo molto importante che essi ricoprono nella vicenda, ma anche in questo caso si sarebbe trattato solo di dettagli. Magari punto sui personaggi, mi sono detto, dico qualcosina riguardo Yuri Lowell, il protagonista belloccio e un po’ cupo, dedito ad una vita ai limiti della legge, o di Flynn Scifo, il suo migliore amico, che invece è un cavaliere della Guardia Reale e per questo motivo entrerà spesso in contrasto con lui. Anche in questo caso, però, non avrei avuto molto da raccontare, a parte qualche inutile informazione di rito che avrebbe soltanto accentuato una delle caratteristiche principali della scrittura di Tales of Vesperia: la presenza di un numero spropositato di cliché derivanti dal mondo degli anime e dei manga.
Senza troppi giri di parole possiamo dire che l’avventura partirà quando Yuri si metterà sulle tracce del ladro che ha rubato un Blastia dal quartiere popolare della capitale imperiale e che, quando il giovane si intrufolerà a palazzo e incontrerà Estelise, una timida dama di corte, la vicenda prenderà, ovviamente, una piega inaspettata, e i due giovani dovranno partire per un viaggio lungo tutto il mondo di Terca Lumireis assieme ad un manipolo di compagni che si aggiungerà al gruppo di volta in volta.
In tutto ciò non mancheranno buchi di trama, scenette melodrammatiche che nemmeno i più beceri shojo di serie B e qualche colpo di scena prevedibile come Roundabout degli Yes alla fine di un episodio di Jojo. Il tutto per salvare il pianeta da una pericolosa minaccia, ci mancherebbe.
Messa così la situazione sembrerebbe tragica, ma non preoccupatevi troppo. In qualche modo, Tales of Vesperia riesce a trovare un suo equilibrio e lo fa in maniere talvolta inaspettate, grazie alle piccole cose quotidiane che spesso e volentieri vengono trascurate in prodotti di questo tipo per soffermarsi su concetti ben più imponenti ma trattati con superficialità.
Il party imbastito dagli sceneggiatori (che, per onor di cronaca, comprende davvero tutti gli stereotipi di genere, dal ragazzino insicuro in cerca della propria maturità fino alla tsundere dall’arrabbiatura facile ma dal cuore tenero) chiacchiererà davvero molto, di più o meno qualunque cosa gli passi per la mente. È durante queste “scenette” (gli sketch animati che contraddistinguono da sempre la serie di Tales of) che i personaggi hanno modo di respirare e bucare lo schermo. Per paradossale che possa sembrare, sarà più interessante vederli ridere, scherzare, chiacchierare e bisticciare fra loro che non seguire il dipanarsi dei complessi ma soporiferi intrighi politici che muoveranno la narrazione.
Per quanto gli sceneggiatori non siano riusciti a creare un’ambientazione davvero interessante, né a sviluppare sempre in maniera coerente l’evoluzione del cast, Vesperia restituisce, alla fine della lunghissima quest principale, la sensazione di aver viaggiato assieme a degli amici e di aver condiviso con essi un sacco di ricordi piacevoli. Forse solo Yuri e Flynn (l’uno deciso a perseguire una giustizia di tipo personale e che spesso sfocia nel crimine, l’altro ligio servitore della Legge con la L maiuscola e desideroso di cambiare dall’interno un sistema corrotto) riescono a regalare al giocatore degli interessanti spunti di riflessione, e non a caso il signorino Lowell è indicato dai fan come uno dei protagonisti migliori dell’intera serie. Tutto ciò non basta a redimere completamente il lavoro di scrittura, ma serve a far capire che più di qualcosa da salvare c’è.
Va da sé che per molti questo potrebbe non essere un problema. Come già ripetuto più volte, la serie di Tales of ha sempre preso spunto dai modi dell’animazione orientale, e forse gli amanti di determinati prodotti non potrebbero chiedere niente di meglio da un gioco che, anche esteticamente, fa di tutto per essere un anime. Nel bene e nel male.

È il mio turno di menare le mani
Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, fortunatamente, Tales of Vesperia presenta un pacchetto decisamente solido e compatto, che affonda a piene mani nella tradizione ruolistica giapponese con l’obiettivo, però, di guardare in avanti.
Se l’esplorazione di ambientazioni e città avviene in maniera del tutto convenzionale con il canone inaugurato da Dragon Quest (e quindi con la divisione fra città/dungeon e la mappa del mondo, esplorabile anche a bordo di una nave oltre che a piedi), la gestione dei combattimenti è decisamente più vicina agli standard attuali.
In Tales of Vesperia non esistono combattimenti casuali. I nemici saranno sempre visibili sulla mappa, il che significa che potremo evitarli e velocizzare il completamento dei dungeon, anche se il mio consiglio è quello di non abusare troppo di questa possibilità a meno che non vogliate incappare nella spiacevole evenienza di non avere dei personaggi abbastanza forti per sconfiggere il boss di turno (un classico!).
Una volta scesi sul campo di battaglia Tales of Vesperia diventa un gioco di ruolo d’azione decisamente raffinato in cui non vi è alcuna traccia di un sistema a turni. Nei panni di Yuri o di uno degli altri sette personaggi, infatti, potremo inanellare una serie di attacchi base ai quali combinare, come sempre, tutta una serie di arti che vanno da spazzate in grado di lanciare l’avversario in aria ad incantesimi offensivi o di supporto, senza dimenticare la possibilità di utilizzare l’Oltre Limite e scatenare devastanti mosse speciali.
Vesperia funziona proprio come un picchiaduro, tanto che ogni membro del party avrà un proprio stile di combattimento e starà a noi decidere quale imparare ad utilizzare meglio, lasciando alla cpu il compito di gestire i nostri compagni, grazie anche all’ottimo sistema di personalizzazione delle tattiche che ci permetterà di impostare le azioni e le strategie da assegnare ad ogni combattente. La possibilità di spostarsi nelle tre dimensioni, poi, aggiunge ulteriore complessità strategica ad un combat system che, di suo, vanta già numerose frecce al proprio arco.
Combattere è divertente, rapido (i combattimenti raramente superano i cinque minuti di durata nelle boss fight più complesse) e interessante, anche perché l’apprendimento delle numerose abilità passive dei personaggi (acquisibili tramite le armi equipaggiate) rende lo sviluppo del party complesso e soddisfacente.
Tutta questa profondità, però, ha un costo in termini di difficoltà. Ho finito l’avventura in modalità standard e ho trovato le battaglie decisamente troppo semplici. Certo, c’è da dire che la distribuzione dei punti esperienza nel corso dell’avventura è stata decisamente bilanciata alla perfezione, motivo per cui sarà difficile trovarsi in situazioni impari (salvo contro qualche nemico opzionale), ma la sensazione è che il gioco possa essere terminato senza sfruttare appieno tutte le fantastiche minuzie offerte dal battle system, costringendo i giocatori più abili a selezionare sin da subito la difficoltà massima.
Poco male. L’avventura scorrerà senza mai perdere il ritmo e offrirà davvero tanti contenuti opzionali, fra portentose beste leggendarie da abbattere, armi segrete da recuperare, un ricco sistema di crafting e i tornei al Colosseo di Nordopolica, capaci da soli di portare via un sacco di tempo.
Patty, poi, il personaggio escluso nella versione originale per Xbox 360, è dotata di un moveset molto particolare e potrà usare ben quattro stili diversi di combattimento, andando ad arricchire decisamente l’esperienza finale.
Forse Tales of Vesperia non vanterà dei dungeon incredibilmente sofisticati, ma la formula della serie è talmente ben rodata da risultare estremamente soddisfacente.

Una remaster deludente
Dove, purtroppo, il prodotto di Bandai Namco fallise è proprio nell’opera di rimasterizzazione del gioco. La Definitive Edition migliora la risoluzione portandola a 1080p e aumenta il frame rate a sessanta fotogrammi al secondo anche nelle sessioni esplorative, mentre le texture e i modelli poligonali dei personaggi sembrano essere rimasti essenzialmente invariati. Non che ci fosse molto da migliorare, per carità, visto che la grafica in cel shading è invecchiata molto bene e risulta ancora piacevolissima da guardare, soprattutto se a supportarla c’è un character design un po’ stereotipato ma comunque ispirato e delle ambientazioni varie e ricche di colori e di bellissimi scorci naturali e urbani.
Il problema sorge quando, in alcune aree precise, il frame rate si abbassa vertiginosamente senza alcuna spiegazione, causando un leggero senso di fastidio che non compromette l’esperienza ma risulta comunque sgradevole. A ciò è da aggiungersi un frequente glitch relativo all’audio, che spesso tenderà a procedere a singhiozzi per più di qualche secondo, sminuendo il buon lavoro compiuto dallo storico compositore Motoi Sakuraba e dai doppiatori inglesi e giapponesi.
Non si tratta di pecche imperdonabili, ma dalla remaster di un gioco tanto atteso ci si poteva aspettare di più, soprattutto vista la disponibilità di un hardware ben più potente della cara, vecchia Xbox 360.
Per il resto Tales of Vesperia risulta essere un’esperienza visiva sicuramente in grado di soddisfare qualunque appassionato di animazione giapponese ancora oggi.

Meglio tardi che mai
Tales of Vesperia: Definitive Edition è sicuramente il modo migliore di provare uno dei capitoli più apprezzati di questa storica serie. Il suo arrivo riesce a colmare un vuoto durato ben dieci anni nel cuore dei fan e, anche se non siamo di certo di fronte ad un prodotto curato come, per esempio, la riedizione in HD del decimo capitolo di Final Fantasy, la presenza di una traduzione in italiano e di un personaggio aggiuntivo che va ad arricchire la trama sono di per sé dei buoni motivi per cui gioire. Il gioco è invecchiato davvero bene nelle sue meccaniche di gameplay e farà felici tutti gli appassionati della serie e del genere, al netto di una difficoltà forse troppo permissiva in modalità standard. Gli altri, invece, dovrebbero valutare bene l’acquisto. La presenza di tanti cliché visti e rivisti in tutte le salse nel corso della storia dell’animazione giapponese potrebbe risultare stucchevole a chiunque non digerisca particolarmente questa tipologia di prodotti. Giocatore avvisato, mezzo salvato.

Prezzo di lancio: 39, 99 €
Prezzo da noi consigliato: 39, 99 €

Tales of Vesperia: Definitive Edition

Tales of Vesperia: Definitive Edition
8

Pro

  • Gameplay solido e divertente
  • Ottima longevità
  • Finalmente in Europa!
  • E anche in italiano!

Contro

  • Comparto narrativo non adatto a tutti
  • Diversi problemi tecnici
  • Difficoltà standard troppo semplice
About Michele Anastasia 86 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.