Storm Boy: The Game – Recensione

Storm Boy: The Game

Nel corso degli anni il media videoludico si è evoluto notevolmente, raggiungendo vette che, qualche generazione di console fa, non erano nei piani di coloro che lavoravano nell’industria. Sviluppo a livello tecnologico, sì, ma anche nuovi modi di rinnovarsi e di raccontare: Storm Boy: The Game è solo l’ultima di una sperimentazione del media per anteporre lo storytelling al resto della produzione, sul filone delle avventure in stile Telltale Games o dei prodotti firmati Quantic Dream (come l’ultimo Detroit: Become Human).
Basato sull’omonimo racconto del 1964 di Colin Thiele, da cui sono stati tratti un film nel 1976 e uno proprio quest’anno, Storm Boy: The Game si pone come obbiettivo principale quello di far vivere al giocatore una storia: ci sarà riuscito?

Storm Boy – Announcement Trailer | PS4

Storm Boy is about the dreams and memories of a young adventurous boy whom we join as he has the time of his life running, playing and getting into all kinds of mischief on the beaches of South Australia near the mouth of the Murray River.

Un bambino e un pellicano

Il gioco ci racconta la storia di un bambino, chiamato appunto Storm Boy, che vive con il padre Hideaway Tom in Australia. Un giorno il bambino trova tre pellicani la cui madre è stata uccisa, e decide di prendersene cura, stringendo un legame con uno di loro, che chiama Mr Percival.
La storia è piuttosto semplice e scorre molto rapidamente: facendo camminare il bambino lungo la spiaggia compaiono delle frasi su schermo che ci narrano cosa sta accadendo, e il tutto è intercalato da dei minigiochi (come disegnare sulla sabbia o lanciare una palla a Mr Percival) che sono quasi tutti facoltativi. Infatti, con la pressione del tasto A vicino all’icona di un minigioco possiamo decidere se fare una pausa dalla camminata o se continuare con la storia.

La storia in sé, per quanto breve, risulta toccante e gradevole da seguire, ma, pur completando tutti i minigiochi, non si supera la mezz’ora di gioco: sembra più di giocare a una demo che non a un prodotto completo, il che è un vero peccato considerando la bontà del materiale di partenza.
I minigiochi, poi, aumentano sì il livello di interazione, ma sono abbastanza noiosi da portare a termine e non aggiungono nulla di memorabile all’esperienza, oltre ad alcuni (come il nuotare sott’acqua e il dare da mangiare ai pellicani) anche abbastanza scomodi a livello di comandi. Per fare un esempio pratico, tornando proprio sul minigioco del dar da mangiare ai pellicani, la sensibilità della levetta analogica risulta troppo alta e i pesci vengono più volte lanciati nella direzione sbagliata, rendendo frustrante quella che in teoria dovrebbe essere una task semplicissima da compiere.
Insomma, è proprio il lato ludico della produzione quello che, alla fine, risulta l’anello debole di tutto il gioco: una maggiore cura avrebbe favorito alla qualità e, soprattutto, alla longevità di Storm Boy: The Game.

Camminando sulla spiaggia

La direzione artistica di Storm Boy: The Game risulta abbastanza piacevole e ispirata, con dei modelli poligonali ben realizzati, l’utilizzo di una palette di colori delicata e una colonna sonora che ci accompagna con delicatezza fino al finale; a livello meramente tecnico, invece, non si può di certo gridare al miracolo, ma lo stile utilizzato riesce a far ignorare questo fronte.
Sul fronte dei comandi, come già detto in precedenza, in alcuni minigiochi si può avere qualche problema anche nel compiere il compito più semplice, cosa che potrebbe essere leggermente frustrante anche se, per fortuna, è possibile interrompere i minigiochi in qualsiasi momento per tornare a concentrarci sulla storia.

Storm Boy: The Game è stato localizzato esclusivamente in lingua inglese, scelta che lo rende non giocabile da quello che sarebbe il target principale dell’intera produzione, ovvero bambini in età prescolare, mentre dei bambini che hanno già iniziato a studiare la lingua a scuola non avrebbero nessun problema nel fruire del gioco, vista la semplicità del lessico utilizzato.

In attesa del tramonto 

Storm Boy: The Game è solo l’ultimo di una serie di titoli che fanno della narrativa il loro punto cardine, ma sembra non aver imparato molto dai giochi che lo hanno preceduto: il suo più grande difetto è senza dubbio la longevità, visto che nemmeno trenta minuti per un’esperienza alla fine nella media non valgono il prezzo, seppur basso, a cui il titolo viene proposto. Si sarebbe potuto fare di più, magari realizzando, per dire, una raccolta di storie molto brevi tutte sullo stesso filone, in modo da giustificare maggiormente l’acquisto e da rendere l’esperienza più piacevole per coloro che hanno investito nell’acquisto.

Prezzo di lancio: 5,99€
Prezzo da noi consigliato: 1,29€

Storm Boy: The Game

Storm Boy: The Game
4.5

Pro

  • Storia semplice e toccante

Contro

  • Esperienza estremamente breve
  • Tecnicamente non brillante
  • Minigiochi abbastanza noiosi con alcuni comandi da rivedere
About Sofia "EvilPhimie" Marotta 593 Articles
Nei momenti liberi dai suoi piani per la conquista dell'intero universo, si diletta a giocare a tutto ciò che il mondo videoludico ha da offrirle e, in particolare, alla serie Megami Tensei: forse è proprio per questo che i suoi sogni di conquistatrice leggendaria di quarto livello sono ancora in alto mare...