Shadow of the Tomb Raider – Recensione

L’estate è ormai agli sgoccioli e le splendide giornate in riva al mare in compagnia degli amici sembrano già diventate solo uno sbiadito ricordo; un vero peccato, certo, ma a consolarci sta per arrivare la stagione autunnale, che porta notoriamente con sé una carrellata di titoli tra cui c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Uno dei primi ad aprire le danze è questo Shadow of the Tomb Raider, terzo capitolo della nuova trilogia aperta con il reboot del 2013, che ci permetteva di scoprire le origini del mito di Lara Croft, e seguito egregiamente dal secondo episodio, Rise of the Tomb Raider, che ci metteva nei panni di una archeologa già sulla via dell’esploratrice di tombe che siamo stati abituati a conoscere.
Uno Shadow of the Tomb Raider sviluppato per l’occasione da Eidos Montreal e non più da Crystal Dynamics (che comunque ne ha supervisionato lo sviluppo) che ci consegna nelle mani una Lara decisamente più spietata, sicura di sé, impavida e decisa dei due precedenti capitoli; insomma, peculiarità in linea con quanto siamo stati abituati a vedere storicamente nella bella eroina inglese.
Ma bando ai preamboli, andiamo subito ad addentrarci nelle fitte giungle peruviane nel tentativo di porre fine a un’antica maledizione.

Shadow of the Tomb Raider – Launch Trailer 🌒

Experience Lara Croft’s defining moment as she becomes the Tomb Raider : http://TombRaider.Games/BuySOTTR In Shadow of the Tomb Raider, Lara must master a deadly jungle, overcome terrifying tombs, and persevere through her darkest hour. As she races to save the world from a Maya apocalypse, Lara must become the Tomb Raider she is destined to be.

Catastrofe Maya

La nostra avventura ha inizio in Messico, in compagnia del nostro fidato amico Jonah; ovviamente Lara non ha attraversato il mondo per turismo, ma per cercare un antico artefatto: un pugnale risalente al periodo Maya attorno al quale aleggiano miti e leggende.
Ben presto però ci renderemo conto che averlo ritrovato darà il via ad una catastrofe di dimensioni planetarie che potrebbe portare alla fine del mondo, andando a compiere una delle più note profezie dell’antico popolo scomparso.
E questa catastrofe dà subito le prime avvisaglie in quanto il villaggio messicano da poco visitato verrà colpito da una fortissima alluvione che causerà molte morti tra dei poveri innocenti; una cosa che segnerà profondamente la nostra eroina, la quale si lancerà a capofitto alla ricerca di un altro artefatto in Perù, questo fondamentale per mettere un freno alla fine del mondo.
A darci filo da torcere ci sarà immancabilmente la Trinità, l’antica società segreta che ci ha già dato filo da torcere nei precedenti capitoli; quello che la Trinità vuole è molto semplice: la fine del mondo, così da purificarlo da tutti i mali e poter di conseguenza gettare i semi per la rinascita di umanità più pulita, redenta in un certo senso.
Le vicende messe in scene dalla sezione con sede a Montreal di Eidos mi hanno convinto a pieno: devo dire che la trama è interessante e ben scritta dall’inizio alla fine, la quale presenta momenti drammatici e di grande impatto, intervallati da azioni dal ritmo serrato ed adrenaliniche. Una sceneggiatura che riesce a mettere in luce la parte più oscura della ragazza britannica, la quale ha ormai ha perso l’innocenza del primo episodio e, in parte, l’umanità che gli era restata dopo il secondo capitolo. La ragazza è spietata, uccide chi gli si pone ad ostacolo senza alcun rimorso, anche se il suo lato più umano e l’empatia per le vittime innocenti permane e ci permette di scorgere anche il lato più tenero della giovane.

Sentirsi a casa

Con il reboot del 2013 Crystal Dynamics rivoluzionò la serie, introducendo tantissime nuove meccaniche che stravolsero i canovacci del brand e che diedero le basi per le evoluzioni poi innestate nel secondo capitolo. Ebbene, questo Shadow of the Tomb Raider riprende il filo interrotto col secondo episodio e ne segue la scia, introducendo alcune, poche novità alla formula già ben rodata e perfettamente funzionante.
La struttura è quindi sempre la stessa: macro-aree liberamente esplorabili, nelle quali svolgere le missioni della storia, alcune quest secondarie e ricercare tesori nascosti, collezionabili, sfide (come ad esempio la distruzione di alcuni oggetti in un’area circoscritta, tuffi da punti sopraelevati e così via), e tombe in cui portare a termine dei puzzle ambientali per poi riuscire ad ottenere abilità uniche una volta completate. Devo dire che in questo capitolo il livello di difficoltà di queste ultime si è innalzato e non vi nego che in alcuni casi ho perso decine di minuti per riuscire a venire a capo del problema.
Sempre per quanto concerne la difficoltà, in questo capitolo è possibile impostare quest’ultima a proprio piacimento: possiamo alzare al massimo le capacità offensive dei nemici e settare al minimo quella degli enigmi e viceversa, oppure impostare tutto su una difficoltà intermedia, diminuire la frequenza con cui appaiono le risorse e le munizioni o aumentarla, regolare la frequenza dei punti di salvataggio e così via; sotto questo punto di vista il titolo di Eidos Montreal si dimostra molto eclettico ed adatto a tutti i palati.
Torna anche il classico skill tree, mediante il quale potremo potenziare la nostra affascinante inglesina, attraverso uno dei tre rami (Saccheggiatrice, Guerriera, Esploratrice) che ci permetterà di ottenere tutte le abilità di cui avremo bisogno nel nostro viaggio; chiaramente alcune di queste sono molto più utili di altre, ma questo non pesa eccessivamente nell’economia del gioco.
E le novità? Beh, queste sono effettivamente un po’ poche, il tutto si riduce ad alcune migliorie negli scontri, come la possibilità di uccidere dagli alberi attraverso delle corde, quella di mimetizzarci tra la vegetazione, la presenza di dardi allucinogeni, trappole e poco altro. Shadow of the Tomb Raider è il classico more of the same, perfetto per chi apprezzava già la serie, decisamente meno per chi sperava in novità sostanziose.
Per quanto riguarda la longevità, questa si attesta attorno alle 20 ore per il 100% del gioco (approccio che vi consiglio caldamente), e sulle 10 se lo giocherete tirando dritto con la trama principale e completando pochi eventi di contorno. Insomma, nel complessivo qualche ora in meno del precedente episodio ma comunque un quantitativo sufficiente, a mio modo di vedere.

Sempre in gran forma

Shadow of the Tomb Raider è indubbiamente uno dei titoli visivamente più belli e d’impatto di questa generazione: i modelli poligonali dei personaggi a schermo, Lara su tutti, sono eccezionali, davvero realistici, ma soprattutto sorprende la qualità delle animazioni dei volti, i quali riescono a trasmettere lo stato d’animo dei vari protagonisti come pochi altri titoli hanno saputo fare fino ad ora.
E poi ci sono gli scenari, e da questo punto di vista il lavoro svolto dal team di sviluppo è stato indubbiamente facilitato tantissimo dalla bellezza intrinseca degli ambienti che si sono trovati a riprodurre: le location forestali dell’Amazzonia sono suggestive come poche altre e quindi il risultato non poteva che essere spettacolare una volta riprodotte nel gioco. Alcuni scorci, soprattutto quando ci troviamo su dei punti rialzati, sono di grande impatto e restituiscono un senso di maestosità incredibile.
Bene anche le musiche scelte che ben accompagnano le fasi esplorative, quelle drammatiche e quelle narrative più in generale.
Un plauso va ancora al doppiaggio in italiano che si conferma tra i pochi casi che riescono a reggere il passo con quello d’oltremanica, grazie soprattutto alla voce di Lara interpretata da una Benedetta Ponticelli che ha saputo darle un’anima già dal primo capitolo del 2013.
Il titolo gira già bene sia sulle versioni base di Xbox One e PlayStation 4 (seppur prestino il fianco a qualche rallentamento, in particolar modo sulla console di casa Microsoft), ma chiaramente con le versioni Pro ed X possiamo accedere a delle migliorie non di poco conto, come la possibilità di scegliere tra una versione che privilegia il frame rate (si passa dai 30 di base ai 60 frame) e una che dà più peso alla risoluzione (si passa da un 1080p ad un 4K, nativo su Xbox One X, upscalato su PS4 Pro).

La chiusura di un cerchio

Shadow of the Tomb Raider è il classico more of the same che va a limare le imperfezioni dei capitoli precedenti e ad introdurre qualche miglioria più o meno significativa che comunque migliora l’esperienza complessiva.
Il titolo di Eidos Montreal è il tipico prodotto ben confezionato che fa bene e a tratti molto bene quello per cui è stato pensato, e sono certo non deluderà tutti quelli che decideranno di dargli una chance, siano essi fan o meno del brand.
Non è un titolo esente da difetti e di certo si poteva osare di più per quanto riguarda le novità apportate, ma resta comunque una perfetta chiusura della prima trilogia sulla splendida archeologa inglese.
Cosa riserva il futuro a questa serie? Beh, probabilmente a questa domanda neanche il popolo Maya saprebbe darvi una risposta.

Prezzo di lancio: 69, 98 €
Prezzo da noi consigliato: 54, 98 €

Shadow of the Tomb Raider

Shadow of the Tomb Raider
9

Pro

  • Storia interessante e ben narrata
  • Graficamente una bomba
  • Gameplay ulteriormente rifinito
  • Doppiaggio in italiano di prim’ordine
  • Difficoltà scalabile

Contro

  • Davvero poche novità
  • Qualche rallentamento sulle versioni base di Xbox One e PlayStation 4
  • Un po’ più breve del precedente capitolo
About Luca "Big Boss" Panizzoli 1877 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!