Shadow of the Colossus – Recensione

Quando tredici anni fa uscì su PlayStation 2 Shadow of the Colossus, probabilmente l’universo videoludico non era ancora pronto ad accogliere un’avventura di tale portata. I voti della stampa specializzata furono, giustamente, eclatanti: in effetti i giornalisti lo accolsero con giudizi che quasi sempre sfioravano la perfezione o gli andavano vicino, eppure le vendite furono scarsissime, considerando anche l’enorme base installata di quelle che è ancora tutt’oggi la console più venduta di sempre.
Perché allora l’avventura di Fumito Ueda fu un fiasco commerciale così clamoroso, tanto da mettere in pericolo il futuro progetto – The Last Guardian – che ha visto la luce solo l’anno scorso dopo un travaglio che quasi sembrava portare ad un aborto?
A mio parere le cause furono molteplici: Ueda con Ico (il fratello maggiore di Shadow of the Colossus) aveva inventato un genere e su questo non ci piove; i titoli del Maestro erano criptici, misteriosi, onirici, da vivere tutti d’un fiato ma, purtroppo, non adatti ad una vasta platea, soprattutto quella dell’epoca. Non molti dei giocatori di inizio millennio erano pronti a vivere avventure così desuete, cosa che adesso il mercato sembra, più in larga parte, pronto a fare.
E poi c’era la pirateria, quel male che aveva affossato le vendite di praticamente tutti i giochi della libreria della prima PlayStation e di PlayStation 2, ma questa è un’altra storia, su cui è meglio non addentrarsi.
Ma nel 2018 il genere ha attecchito, i semi piantati da Ueda sono divenuti una bella e rigogliosa pianta, grazie anche a tanti altri sviluppatori che hanno deciso di ispirarsi al Game Designer giapponese per le loro opere, continuando a dare linfa vitale al genere.
Ed allora Sony ha ben pensato di riproporre questa perla anche sulla sua attuale console ammiraglia, questa volta con un vero e proprio remake, che mantiene gli asset del titolo originale ma che ne stravolge ed ammoderna ogni singolo pixel su schermo.
Andiamo a vedere più nel dettaglio come è andata.

SHADOW OF THE COLOSSUS – Launch Trailer | PS4

https://www.playstation.com/en-us/games/shadow-of-the-colossus-ps4/ Available Now! Experience the timeless classic, rebuilt from the ground up for the PlayStation 4 system by JAPAN Studio and Bluepoint Games. ©2018 Sony Interactive Entertainment Inc. SHADOW OF THE COLOSSUS is a trademark of Sony Interactive Entertainment LLC.

Sacrificio

Shadow of the Colossus è una favola, una di quelle tristi che ci vuole insegnare, come da tradizione, una morale: in Ico era quelle dell’affetto e dell’amicizia, che potevano nascere anche tra perfetti sconosciuti, legati da un destino avverso, come ed esempio l’essere entrambi rinchiusi in un castello, con una perfida strega alle calcagna; in Shadow of the Colossus, invece, è quella dell’amore e dei sacrifici che si è disposti a fare per la persona amata, finanche sacrificare la nostra stessa vita.
Ed in effetti, il nostro eroe, Wander, in sella al fido destriero Agro si incammina verso le Lande Proibite, terre che, già il nome suggerisce, sono state precluse agli uomini; questo perchè lì esistono entità malvagie, impure, con cui gli uomini non dovrebbero avere niente a che fare.
Arrivato al santuario, Wander chiederà allo spirito ivi presente, il Dormin, di ridare vita alla propria amata: l’entità dirà lui che per farlo dovrà utilizzare la spada magica di cui il nostro eroe è in possesso, per eliminare i sedici, misteriosi colossi che infestano la regione.
Piccolo ricorso storico che poco c’entra con la trama, ma che potrebbe rendere bene l’idea dello spirito con cui Ueda ha creato il gioco: Dormin, letto al contrario è Nimrod, che fu il re di Babilonia e che ordinò la costruzione della famosa torre; un gesto che andava a sfidare le divinità (proprio come Wander) e per questo il suo corpo fu diviso in sedici pezzi, proprio come i Colossi. Coincidenze?
La morale, però, resta sempre la stessa: mai sfidare le divinità; siamo dei comuni mortali e infastidire antiche divinità, probabilmente, non è mai una buona idea. E la morte purtroppo è un fenomeno che nessuno di noi può e potrà mai controllare del tutto. Importante è invece imparare ad accettare i propri lutti, anche i più dolorosi, ed andare avanti, per quanto difficile questo sia in alcuni casi.

Volontà

A livello di gameplay, Shadow of the Colossus è un titolo che prevede mondo aperto (non molto vasto a dire il vero) in cui dovremo eliminare uno alla volta tutti e sedici i colossi, in un ordine ben preciso, che ci indicherà il Dormin.
Ogni boss fight è diversa dall’altra: infatti ogni avversario avrà forme diverse, alcuni Colossi saranno grandi quanto palazzi, altri piccoli ed altri di media grandezza. Ogni colosso si ispira come design ad un animale (mitologico e non) ed ha un proprio pattern d’attacco ed un punto debole sempre diverso.
Per avere la meglio sarà fondamentale innanzitutto individuare il punto debole, e poi studiare come raggiungerlo: a volte dovremo sfruttare l’arena e le sue peculiarità, altre dovremo prima rallentarlo per poi scalarlo.
Molte boss fight mi sono sembrate ancora molto attuali e piacevoli, altre un po’ forzose e di difficile comprensione, per quanto riguarda alcune meccaniche.
Tra un Colosso e l’altro potremo esplorare le Lande Proibite, alla ricerca di code di lucertole argentee e frutti, entrambi per accrescere la nostra salute e la stamina; oppure trovare i Santuari che fungono da punto di ristoro e da checkpoint.
Il titolo si completa in circa 7-8 ore, giocato con tranquillità e col il giusto quantitativo di esplorazione; chiaramente è prevista la possibilità di un new game plus a difficoltà più elevate, cosa fondamentale per sbloccare skin, armi, bozzetti, trofei e quant’altro.
Una struttura vecchia scuola insomma, che potrebbe far storcere un po’ il naso alle nuove leve, abiutuate a titoli strutturati in modo totalmente opposto e più “user friendly”.

Restyling

Ed adesso passiamo a parlare delle novità di questo remake, sviluppato da Bluepoint Games: innanzitutto è stata proposta una mappatura dei tasti più adatta ai tempi che corrono; una soluzione che rende effettivamente più fruibile il gioco, anche se alcune meccaniche restano tutt’ora un po’ vetuste. Agro in particolare è ancora abbastanza legnoso, soprattutto nei movimenti nello stretto, anche se questo non mina la fruibilità del gioco.
E poi ovviamente abbiamo la nuova veste grafica: ogni singolo pixel è stato rifatto da zero, le strutture sono le medesime ma adesso abbiamo una pulizia ed una definizione impensabile per l’epoca, tanto da farlo sembrare un titolo nato in questa generazione. Si è persa però quella foschia verdastra di fondo che effettivamente rendeva molto più mistica e misteriosa l’atmosfera.
Resa fantastico l’accompagnamento sonoro, che riesce a restituire una sensazione di desolazione nelle fasi d’esplorazione e di tensione e determinazione durante le boss fight.
Ma veniamo anche alle possibilità date esclusivamente ai possessori di PlayStation 4 Pro: è possibile scegliere tra la Cinematic Mode, che permette di visualizzare il titolo in 4K e HDR, sempre che il vostro televisore supporti queste feature; e la Performance Mode, che garantisce un frame rate ancorato ai 60 fotogrammi, rinunciando però al 4K.
Io personalmente ho preferito godermi il titolo in 4K, in quanto, a mio avviso, i 60 fotogrammi al secondo per un titolo come questo, che punta molto più sulle immagini che sull’azione, non sono poi così essenziali.

Perla

Shadow of the Colossus era ed è ancora oggi un capolavoro senza tempo, un titolo che insieme ad Ico ha creato un genere che ad oggi vede tanti che provano, e spesso, falliscono nell’impresa di riuscire a ricalcarne il successo.
Un titolo che tocca tematiche sempre attuali, e che riesce con la forza delle immagini ad emozionare come pochi giochi riescono a fare, pur non trascurando il lato ludico che è fortemente presente, anche più del già citato Ico.
Inutile dire che se non avete ancora avuto modo di giocarlo è un acquisto quasi obbligato; consigliato anche a chi vuole rivivere le gesta d Wander in HD o 4K e HDR nel caso in cui abbiate una PlayStation 4 Pro.

Prezzo di lancio: 39,99 €
Prezzo da noi consigliato: 34,99 €

Shadow of the Colossus

Shadow of the Colossus
9

Pro

  • Remake fatto con tutta la minuzia del caso
  • Storia che resta coinvolgente
  • Boss fight di qualità
  • Tasti rimappati bene
  • Ancora attualissimo

Contro

  • Agro resta ancora un po' legnoso
  • Alcune dinamiche risulteranno un po' vecchie per le nuove leve
About Luca "Big Boss" Panizzoli 1871 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!