The Evil Within – Recensione

Shinji Mikami, l’uomo che viene considerato il padre dei survival horror moderni, è tornato con la promessa di riportarci alle origini del genere con un titolo tutto nuovo.
Sin dal suo annuncio, The Evil Within ha suscitato un fortissimo interesse proprio da parte di quella fetta di videogiocatori stanca dei giochi a tinte horror moderni, accusati di essere troppo semplici e poco focalizzati sul concetto di sopravvivenza e di esplorazione. L’esempio lampante è proprio quel Resident Evil (di cui Mikami ne è il padre) considerato all’epoca il re del survival horror e poi trasformato in uno sparatutto in terza persona in cui la parte horror è un puro riempitivo.
The Evil Within sarà quindi riuscito a riportare quel il clima di tensione costante e le ambientazioni macabre e malate unite ad un gameplay impegnativo e punitivo che i fan di vecchia data richiedono a gran voce?

The Evil Within, trailer di lancio

Trailer di lancio per The Evil Within che debutta oggi. Bethesda ha diffuso la clip sul nuovo survival horror firmato da Shinji Mikami sviluppato da Tango Gameworks per Pc, PlayStation 3, PlayStation 3, Xbox One ed Xbox 360.

Ritorno alle origini?

Credo sia doveroso iniziare con una premessa: The Evil Within difficilmente potrà terrorizzarvi, salvo in rarissimi punti o tramite qualche jump scare, a meno che non siate delle persone facilmente impressionabili a cui basta la vista di uno zombie per schizzare dalla sedia.
Detto questo, patti chiari ed amicizia lunga, possiamo continuare con la recensione.
L’incipit iniziale non è dei più originali: il detective Castellanos è chiamato ad indagare sugli strani avvenimenti di un ospedale psichiatrico, ed ovviamente da li in poi la situazione precipiterà portandoci in una spirale di morte ed eventi all’apparenza assurdi tra allucinazioni e realtà.
Mikami da questo punto di vista va sul sicuro e non innova ma, anzi, mischia sapientemente tante situazioni già viste in altri survival horror del passato (qualcuno ha detto Silent Hill e Resident Evil? ).
Il risultato è assolutamente piacevole e la storia scorre via fino ai titoli di coda senza intoppi, lasciando al giocatore sempre la giusta suspense e con un finale che lascia più di un indizio su un possibile quanto probabile seguito (ma non era il suo ultimo gioco? Avrà la stessa sindrome di Kojima probabilmente).

the evil within 1

Ma… pad alla mano?

Pad alla mano, invece, il feeling è subito buono: la struttura è quella classica dei giochi in terza persona moderni con tanto di cambio rapido delle armi, schivata e possibilità, all’occorrenza, di accovacciarsi.
Un gameplay dinamico che strizza l’occhio al recente The Last of Us per intenderci, aggiungendoci tocchi personali come la classica “telecamera sulle spalle del protagonista” introdotta dallo stesso Mikami in Resident Evil 4.
Tutto funziona alla grande salvo nelle sezioni più action (che sono anche le meno riuscite del gioco) in cui la relativa lentezza del gameplay crea qualche grattacapo nel riuscire a gestire la mole di nemici su schermo.
Molto interessante la scelta di aggiungere una componente RPG al titolo: infatti il nostro detective potrà migliorere le proprie abilità fisiche e la potenza stessa delle armi.
Tutto questo incide pesantemente sul gioco invogliandoci ad esplorare ogni anfratto della mappa alla ricerca di “gel verde”, perchè ogni potenziamento ci darà davvero una possibilità in più di sopravvivere in quanto riuscire a scattare per due secondi in più o portare una siringa aggiuntiva per curarci potrà fare davvero la differenza tra la vita ed un game over, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati.
Perchè sì, The Evil Within non è un gioco facile, anzi, già dal secondo livello di difficoltà ci darà più di un grattacapo tra scarsità di munizioni, nemici numerosi e resistenti, trappole piazzate ovunque e checkpoint non propriamente vicini.
Sarà quindi importante sfruttare le situazioni favorevoli che il gioco ci presenterà: ad esempio utilizzare al meglio le trappole presenti girandole a nostro favore scegliendo di disinnescarle (a nostro rischio e pericolo in quanto sbagliando il tempo del QTE vi sarà un esplosione letale), o di attirare degli ignari mostri al loro interno facendoci risparmiare così preziose munizioni, e ultima ma non meno importante la possibilità di bruciare i cadaveri (tramite un numero limitato di fiammiferi) degli zombie e bruciando di conseguenza i nemici vicini.

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Next Gen?

Purtroppo da questo punto di vista The Evil Within delude.
Graficamente il gioco si presenta abbastanza “sporco” con texture poco definite soprattutto per quanto concerne i fondali e gli elementi dello scenario in generale, da salvare invece i modelli dei protagonisti che invece sono dettagliati e realistici.
E’ evidente quindi che la natura cross-gen del titolo lo abbia azzoppato da questo punto di vista, non permettendogli di raggiungere gli standard grafici degli altri prodotti usciti nello stesso periodo.
Molto bello invece il lato artistico del gioco, con ambienti macabri che trasudano sangue da ogni poligono e con un filtro grafico “retrò” che dà un piacevole tocco cinematografico. Il tutto contribuisce ad immergere il giocatore nel macabro mondo messo in scena dai ragazzi di Tango Gameworks.
D’altro canto, è davvero inspiegabile la scelta di aggiungere delle orrende bande nere sopra e sotto lo schermo che riducono drasticamente il campo visivo senza aggiungere niente al gioco e senza la possibilità di disattivarle.

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Quindi?

Mikami ha impacchettato un buon gioco, action al punto giusto e horror quanto basta per creare un survival horror moderno, con un gameplay divertente e profondo mischiandolo alle ambientazioni malate tipiche del survival.
Ma questo non è di certo il ritorno alle origini tanto sbandierato per tutto il processo di lavorazione.
I fan del survival duro e puro storceranno più di una volta il naso difronte ai tanti compromessi inseriti da Mikami per rendere il gioco accessibile alla maggior fetta di pubblico possibile.
The Evil Within mette delle ottimi basi per una possibile e probabile serie che, se rifinita e potenziata saprà sicuramente ritagliarsi una sua nutrita fetta di fan.

the evil within 4

Prezzo di lancio: 70€
Prezzo consigliato: 40 €

The Evil Within

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Pro

  • Oltre 15 ore per portarlo a termine
  • Rigiocabiltà elevata
  • Gameplay divertente ed appagante
  • Atmosfera da film horror
  • Accessibile al punto giusto

Contro

  • Graficamente non al passo
  • Il ritorno alle origini del survival non c'è stato
  • Qualche buco di trama
About Luca "Big Boss" Panizzoli 2345 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!