PES 2019 – Recensione

Di certo le premesse per questo Pro Evolution Soccer non erano delle migliori: Konami ha infatti perso da quest’anno le licenze ufficiali della Uefa Champions League e dell’Europa League, ed inoltre continuano a mancare le licenze di tanti top club europei quali Real Madrid, Juventus, Atletico Madrid e in sostanza tutta la Premier League, fatta eccezione per Arsenal e Liverpool.
Licenze che FIFA, lo storico rivale di PES che ha già il predominio del mercato in quanto ad utenza e copie vendute, ha tutte incamerato sotto la propria bandiera, completando da quest’anno un pacchetto in cui mancavano solo i loghi e le musiche delle più note competizioni di club europee.
E poi, parlando fuori dai denti, solitamente gli appassionati di calcio acquistano un solo titolo all’anno su cui dedicarsi anima e corpo, quindi non c’è spazio per entrambi nelle case della maggior parte dei giocatori, per cui la domanda è: perché preferire PES a FIFA?
Continuate la lettura per scoprire tutto quello che c’è da sapere in merito e farvi un’idea per poi orientare la vostra scelta.

PES 2019 Launch Trailer

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The pitch is ours

Direi di cominciare la disamina dalle modalità di gioco, visto e considerato che, al netto del gameplay, è fondamentale che queste siano stimolanti e che spingano il giocatore a non abbandonare il titolo per sopraggiunta noia dopo svariate ore di gioco.
Devo dire, purtroppo, che tutto sembra essere rimasto congelato all’anno scorso, primo tra tutti il Campionato Master, che è molto, troppo simile a sé stesso, e oltremodo semplice nella sua modalità di base; io con l’Inter, in sole due sessioni di mercato, sono riuscito a tesserare senza particolari problematiche top player quali Mbappè, Milinkovic Savic, De Bruyne e il tormentone dell’estate Modric, al netto di cessioni di calciatori marginali pagati cifre astronomiche da club di medio-bassa fascia.
Inoltre, mi ha convinto poco il comportamento degli altri club sul mercato e in quanto a scelte societarie, con acquisti e cessioni che dire singolari è dir poco (ad esempio una Juve che punta a Pinsoglio come portiere titolare o un Leicester che resta con 14 giocatori in rosa, giusto per citare due eventi, trai tanti, in cui mi sono imbattuto).
La cosa migliora, ovviamente, se selezionate la difficoltà avanzata, che vi mette difronte a club più difficili da accontentare in sede di calciomercato e problemi di bilancio più stringenti.
L’altra grossa modalità per giocatore singolo, Diventa un Mito, a mio avviso resta quella più stagnante dell’intero pacchetto, la quale dovrebbe essere pesantemente rivista per poter essere considerata un’opzione appetibile e sui cui spendere del tempo per i giocatori di vecchia data (o a quelli che comunque non l’abbiano già giocata almeno una volta in passato); nel mio caso ha impiegato ben poco ad annoiarmi.
E poi abbiamo myClub, la modalità che si va idealmente a contrapporre all’Ultimate Team di FIFA, sulla quale in passato sono stati apportati grossi miglioramenti che hanno reso quest’ultima quella preferita dai giocatori del calcistico targato Konami. Purtroppo, però, quest’anno è rimasto tutto un po’ troppo simile all’anno precedente, un male che, come già accennato e ribadito, ha colpito praticamente ogni modalità di gioco.
Un vero peccato perché alcune meccaniche avrebbero dovuto essere riviste, prima fra tutte quella degli agenti e delle aste in cui è possibile acquistarli, le quali restano macchinose, non molto intuitive e scarse in quanto a numerosità, soprattutto per quelle in cui è possibile ottenere agenti a cinque stelle.
Devo aggiungere inoltre che, anche in questo caso, le facilitazioni sono decisamente troppe: con giusto sei partite in croce mi sono ritrovato ad avere una squadra che annoverava giocatori quali Cristiano Ronaldo, Leo Messi, Neymar, Eriksen, Handanovic e diversi altri elementi al di sopra dell’80 di valutazione. Questo perché i GP (una delle due valute di gioco), mi si sono stati elargiti generosamente per quasi ogni mia azione e i pacchetti da 25.000 crediti donano spesso giocatori di livello “nero” (al di sopra dell’85); e con le altre monete (acquistabili anche tramite micro-transazioni, che per inciso non ho sfruttato) è possibile acquistare pacchetti con top player in forma.
Insomma, troppe facilitazioni che semplificano eccessivamente l’ottenimento dei calciatori top, con conseguente perdita di mordente già sul breve periodo. Il problema è solo ottenere un allenatore che possa riuscire ad avere la capacità gestionale abbastanza elevata da poter non far scendere lo spirito di squadra.
E poi, mi sembrano troppo vincolanti gli schemi legati agli allenatori, e veramente troppo esigue le opzioni di gioco disponibili, in quanto il tutto si riduce al partecipare a piccoli tornei a tempo e a tema oppure a scontri uno contro uno con altri utenti online, cosa che è comunque possibile farla anche al di fuori da questa modalità, pure nelle varianti due contro due e tre contro tre. Peccato solo che il net-code non sia stabilissimo anche avendo buone connessioni, problematica che spero venga risolta da future patch.

Palla al centro

Se è vero che il colosso nipponico non ha saputo dare nuova linfa vitale al suo pacchetto contenutistico, lo stesso non si può dire per quanto concerne le azioni sul rettangolo di gioco.
PES 2019, pad alla mano, è un gioco piacevolissimo, davvero molto divertente ed appagante una volta apprese le meccaniche se siete dei novizi, oppure appena presa coscienza delle novità, se siete giocatori navigati.
E questo lo si denota già dalla prima partita: i movimenti e le animazioni dei giocatori in campo sono coerenti, realistiche, sempre diverse e molto simili a quelle che potremmo ritrovare guardando la controparte reale.
Può capitare che un difensore faccia uno stop più lungo del dovuto, che allunghi una gamba perché mal posizionato, oppure che vada semplicemente ad impattare male un pallone in fase di rilancio, soprattutto se pressato. Da questo punto di vista Pro Evolution Soccer 2019 dà il meglio di sé, restituendo un feeling davvero ottimo, molto diverso dalla concorrenza ma egualmente gratificante.
Si era sempre imputato a PES di essere troppo “arcade” ed a FIFA di puntare più al realismo: beh, devo dire che ormai la situazione sembra essersi ribaltata, con un FIFA fin troppo marcatamente votato al dribbling mediante le skill dei giocatori d’attacco migliori (e questo soprattutto quando si va a giocare online contro i cosiddetti pro gamer), e un PES che punta più a mettere in scena partite più credibili, fatte da pochi dribbling, molti passaggi, e match che si risolvono con infilate vincenti, cross dal fondo o da palla inattiva; insomma, un qualcosa di molto più simile a quello che possiamo vedere allo stadio o in TV.
Tutto oro bello che luccica, insomma? Non proprio, perché permangono alcune deficità che minano un po’ l’esperienza di gioco: la difesa si fa prendere un po’ troppo d’infilata dai passaggi filtranti, sia centrali che sulle fasce, e l’IA tenta di segnare troppo spesso in alcuni modi, mentre altri (quali il tiro da fuori, ad esempio) sembra non contemplarli. Insomma, una IA che andrebbe rivista, tentando di renderla più imprevedibile e varia in attacco, e decisamente più furba e smaliziata in difesa.

Il bello del calcio

La resa generale di PES 2019 è delle migliori: l’atmosfera da stadio è ottimamente riprodotta, la resa del pubblico e del terreno di gioco è più che buona e i calciatori, in buona parte dei casi, è ben ricreata. Sotto questo punto di vista il Fox Engine mostra i muscoli, anche se quell’effetto un po’ “plasticoso” tipico del motore di Konami permane.
In particolare, Inter e Milan, partner ufficiali del gioco (con tanto di limited edition a testimoniarne il sodalizio) sono stati riprodotti nei minimi dettagli, dai giocatori fino ad arrivare ad i cori reali che è possibile sentire dopo ogni goal.
La telecronaca, ormai è inutile ribadirlo, resta il punto debole della produzione: scialba, banale, piatta, monotona, spesso fuori contesto e più in generale, oltremodo fastidiosa; chissà se arriverà un giorno in cui potrò tesserne le lodi, anche se inizio a dubitarne.

Domande aperte

PES 19 è il prodotto che ti aspetti: le modalità di gioco restano, purtroppo, da svecchiare o comunque da sistemare, ma fortunatamente il gameplay era ed è il piatto forte che mantiene in piedi una produzione che continua a perdere pezzi (alias, le licenze) e giocatori di anno in anno.
Avevo aperto chiedendomi cosa avrebbe potuto portare i giocatori a preferire il calcistico di Konami a quello di Electronic Arts, ebbene la risposta dovrebbe essere chiara se avete letto con un minimo di attenzione la mia disamina: il realismo, se cercate il calcistico che più tende al simulativo, PES 2019 si pone come il simulatore di riferimento in tal senso.

Prezzo di lancio: 69,98 €
Prezzo da noi consigliato: 49,98 €

PES 2019

PES 2019
8

Pro

  • Il titolo più simulativo sul mercato
  • Pad alla mano è molto divertente
  • Graficamente top
  • Atmosfera da stadio ben riprodotta

Contro

  • Modalità di gioco da svecchiare
  • Telecronaca sempre piatta e scialba
  • IA degli avversari che presta il fianco a qualche criticità
  • Le licenze?
About Luca "Big Boss" Panizzoli 1877 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!