Oure – Recensione

Presentato silenziosamente al Parig Games Week 2017, non nascondo il mio stupore nel poter assaporare questa nuova avventura, proveniente dal mercato indipendente. Oure si mostra delicatamente sia dal trailer che al lancio del gioco su PlayStation 4, dove ho avuto l’onore di provarlo. Un’esperienza che, sebbene il ridotto tempo, ti immerge in una larga distesa di nuvole, nel quale il binomio bambino-drago riesce con tranquillità a miscelarsi. Questo progetto rappresenta per Heavy Spectrum Entertainment Labs una sfida interessante, che si oppone drasticamente al precedente titolo Shadow of the Beast, rifiutando un gameplay frenetico e un soggetto molto più cruento, per trovare in Oure un’avventura tanto pacifica quanto alla portata di tutti. Inoltre, sono sicuro che il titolo non racconti una semplice storia: come capita leggendo lo stesso libro a cinque anni e poi a cinquanta, si riesce a carpirne sfumature intense, che prima apparivano velate.

Oure – PGW 2017 Announce Trailer | PS4

Check out the Announce Trailer for Oure.

Chiamati dal destino

Scopriamo da subito che il mondo si è corroso sempre di più a causa dei conflitti che hanno coinvolto i vari popoli della Terra. Questa situazione è riuscita a destabilizzare l’equilibrio mantenuto dai titani, giganti che hanno da sempre preservato la pace nel mondo, a tal punto da uscire di senno, e scoprire i loro ruoli, permettendo, così, a velare il pianeta di un’immensa coltre di nuvole. Il cielo turchese, il sole caldo e la luce radiosa sono ormai fievoli ricordi, che la gente moderna stenta ormai a credere siano reali. Ciò nonostante, nasce un bambino, o bambina a seconda del giocatore, che pare l’unico ad avere visioni dei soavi paesaggi al di là delle nubi, dimostrando di avere ereditato poteri antichi, utili, forse, a ristabilire la tranquillità che regnava un tempo. Tuttavia, i genitori appaiono tristi appresa la dura realtà, in quanto il loro figlio potrebbe mai più tornare, se riuscirà compierà il suo destino. A malincuore, dunque, decidono di realizzare il triste fato, conducendolo presso la porta, da cui inizierà la sua avventura. Infatti, non appena viene valicata la soglia, avremo pieno controllo del protagonista, e del suo alter ego draconico, con il quale trascorreremo la maggior parte del tempo.
Perciò, con la testa tra le nuvole siamo spinti a inseguire i leggendari titani, calmarli dalla loro ira, e restituire al mondo la sua vera essenza, pacifica e serena. Questa esperienza al di là dei sogni, purtroppo, non supererà le cinque ore, alimentando velocemente la fiamma della nostra curiosità verso questa piccola opera, sebbene si dimostri non poco intensa.

Un’avventura tra le nuvole

Oure non concede ulteriore tempo al giocatore: infatti, concluse la cutscene iniziale e il breve ma utile livello di tutorial, ci immerge nell’iconico spazio aperto al di là della coltre di nuvole, del quale il titolo ne fa copertina. Liberi da (quasi) qualsiasi ostacolo, sorvoliamo spensierati per l’estesa mappa di Oure nella nostra forma draconica, utilizzando uno spartano pattern di tasti, i quali ci permetteranno di viaggiare in qualsiasi direzione, accelerando o meno. Una fondamentale, per quanto ingenua sia, meccanica che il gioco ci pone come barriera è la stamina: una caratteristica a cui dobbiamo prestare attenzione, perché si consuma con lo sprint, e ci lascerà cadere verso il basso per un breve lasso di tempo, interrompendo, ad esempio, il raggiungimento di un punto alto della mappa. Tuttavia, per sopperire a questa carenza temporanea, è possibile ricaricare la propria energia immergendosi nelle nuvole, evitando di fermare, anche per poco tempo, il gameplay già poco dinamico. Inoltre, si può potenziare quest’abilità raccogliendo alcune sfere: infatti, esiste una vasta gamma di collezionabili, di diverse forme e genere, sparsi qua e là tra le nubi. Che siano globi per migliorare certe caratteristiche o fini a se stesse, oppure strutture titaniche che ci forniscono stralci di lore, tale feature non interesserà solo i completisti, i quali saranno messi a dura prova per la ricerca di oltre settecento collezionabili, ma, crediamo, anche un’altra fetta d’utenza: difatti, completando ogni classe e/o progresso della storia, si sbloccherà una concept art degli sviluppatori, accessibile tramite l’opzione Galleria dal menù di pausa.

 

Pace e Distruzione

Oltre alla costante pacifica, e quasi onirica, del mondo al di sopra delle nuvole, Oure offre epiche battaglie contro i titani, gli altri protagonisti del titolo, a livello, però, sonoro e visivo. Per quanto rimanga impressa nella memoria, il nostro tentativo di calmare il colosso di turno, non sembra esistere una difficoltà che mantenga viva la sfida, condita con puzzle via via sempre meno semplici, e la meccanica particolare, più sentita nelle fasi finali, ovvero l’assenza di morte. Come è possibile, quindi, leggere sullo schermo la classica frase “Game Over” sullo schermo? Facile, non si può. Al fine di rimanere concordi allo spirito non bellico che si respira nel titolo, gli sviluppatori, a quanto pare, hanno preferito andare incontro al giocatore, e impedendo che l’avventura si interrompesse. Tuttavia, il trapasso non viene completamente abolito: infatti, nell’occasione opportuna, essa viene sostituita da un malus importante, quale l’azzeramento istantaneo della stamina, con relativo lento recupero. Ciò, comunque, induce il giocatore a mantenere viva la concentrazione, perché allungherebbe sensibilmente le azioni decisive contro i boss.
Una volta rassicurati, essi compariranno sopra la coltre di nubi, presso la loro torre di controllo, colorando, inoltre, Oure di una tonalità sempre diversa, e permettendoci di cogliere il tema che ognuno rappresenta, e del quale l’umanità si è dimenticata di credere.

 

L’arrivo delle intemperie

Sebbene Oure mi abbia colpito per le sue tematiche e la sensazione leggera che regala, faccio fatica a scrivere le note dolenti, e purtroppo non futili, relative al comparto tecnico: difatti, il gioco sembra che mantenga un’ambiguità non indifferente, per il quale rimango ancora scosso. Come molti dettagli siano stati poco considerati, quasi tralasciati, la colonna sonora è uno delle più evidenti dimostrazioni di questa tesi. Essa accompagna delicatamente i nostri viaggi per la mappa onirica, e rimane una fedele alleata durante gli scontri titanici; tuttavia è composta da poche tracce audio, ripetendosi durante il prosieguo del gioco, e viene bruscamente, oserei dire, spezzata, al fine di favorire la prossima musica da cutscene, nota per l’ennesima volta al giocatore. In aggiunta, molte delle poche e brevi scene di intermezzo presentano diversi cali di frame, distruggendo quella finzione, di cui Oure vuole renderci complici. Esse sono tutte inezie, che, pur essendo un titolo proveniente dal mercato indipendente, possono far storcere il naso ai potenziali acquirenti del prodotto, prevalendo sulle sue positività.
Un altro punto a suo sfavore è stato riscontrato con un possibile bug, che impedisca di ottenere tutti i collezionabili, ostacolando, così, il completamento della citata galleria: un’ulteriore sventura che tristemente non avvalora Oure del riconoscimento che meriterebbe.

 

La quiete dopo la tempesta

Ciò che rimane dopo aver giocato Oure è un senso di benessere, che, purtroppo, svanisce con molta facilità: i brevi momenti durante il gameplay saranno lo specchio dei più dolci sogni a cui potremo mai immergerci. Tuttavia, i fastidi tecnici a cui si viene sottoposti e la ridotta difficoltà dei puzzle potrebbe trovare nell’esteso mercato videoludico una stretta cerchia di adesioni o, comunque, una veloce dimenticabilità. Ciò nonostante, mi sento di consigliarlo a chi apprezza questo genere di avventure, senza però aspettarsi chissà quale capolavoro.

Prezzo di lancio: € 19,99
Prezzo da noi consigliato: € 9,99

Oure

Oure
7

Pro

  • Pacifica esperienza di gioco
  • Scenari tenui e rilassanti
  • Ottima sfida per i completisti..

Contro

  • Cali di frame durante alcune cutscenes
  • Puzzle tutt'altro che difficili
  • ...con possibili bug che impediscono l'ottenimento di obiettivi o trofei
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Chimica e videogiochi riescono a convivere nella malsana testa di questo bizzarro individuo, così come la passione per il cinema, i fumetti e serie tv. Gioca sin da piccolo alla PlayStation, poi cerca di spaziare anche alle altre console, mantenendo la sua ignoranza per l'epopea PC.