Minecraft: Dungeons – Recensione

Introdurre un titolo come Minecraft è inutile, nel 2020. Sin dal 2009 l’opera indipendente ideata da Markus Persson (in arte Notch) ha saputo conquistare una vastissima schiera di appassionati di tutte le età, diventando un fenomeno a livello globale capace di varcare i già vasti confini del mondo videoludico.
Undici anni dopo, Mojang decide di tornare nel mondo dei cubi pixelati proponendo, però, una formula molto diversa dal survival che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare negli anni.
Abbiamo provato per voi, su gentile concessione di Microsoft, questa particolare incursione nelle terre dei Diablo-like, grazie ad un codice per Xbox One (ma il gioco è disponibile su tutte le piattaforme). Come sarà andata?

Un cubetto per nemico
Soffermarsi sulla narrativa di Minecraft: Dungeons sarebbe quantomeno superfluo. In linea con la tradizione del genere, infatti, l’opera di Mojang non punta su una trama particolarmente articolata, e vede l’eroe di turno, impersonato dal giocatore, contrapposto all’Arci-Abitore, un potente malvagio che ha deciso, semplicemente, di conquistare il mondo con un esercito di sgherri.
Da qui, dunque, ci toccherà farci largo fra infinite ondate di avversari per arrivare al termine dell’avventura.
Il nucleo principale da cui partire è il nostro villaggio, nel quale potremo scambiare smeraldi con i vari personaggi non giocanti presenti per ottenere nuovi oggetti o nuove armi.
Accedendo alla schermata della mappa, invece, potremo decidere di affrontare una delle diverse missioni che il titolo ci mette a disposizione, ognuna corrispondente ad un macro-bioma diverso e tutte rigiocabili a livelli di difficoltà più alti.
Una volta scesi in azione, Minecraft: Dungeons non si comporta in maniera dissimile da altri hack and slash usciti precedentemente su console. I punti di riferimento sembrano essere proprio Diablo III, l’ultimo esponente della celebre serie Blizzard, e l’altrettanto noto Torchlight.
Un tasto sarà ovviamente dedicato all’attacco, mentre gli altri tre frontali ci permetteranno di utilizzare tre item a nostra scelta, che qui sostituiscono le più classiche skill. Di default avremo anche un’arma a distanza, una pozione rigenerativa (che si ricaricherà col tempo e non andrà quindi acquistata o raccolta nuovamente) e la possibilità di utilizzare una rapida schivata.
Come evidente dal risicato editor del personaggio (che ci permetterà solo di scegliere una fra le tante skin preassemblate disponibili) in Minecraft: Dungeons non sono presenti classi diverse di personaggi, ma la costruzione della build sarà affidata al potenziamento delle armi e delle armature che decideremo di equipaggiare.
Salendo di livello, infatti, oltre ad un aumento generale nelle statistiche, guadagneremo un punto tramite il quale sbloccare, per ogni pezzo d’equipaggiamento, un’abilità particolare scelta in maniera casuale dal gioco. Qualora dovessimo decidere di cambiare arma, potremo riciclare gli oggetti più obsoleti e ottenere indietro tutti i punti spesi.
Ne consegue che lo sviluppo del personaggio, in Minecraft: Dungeons, è particolarmente libero e semplice, in modo da permettere al giocatore di variare in continuazione stile di gioco senza dover pianificare in maniera troppo attenta (almeno ai livelli di difficoltà più bassi) la spesa di ogni singolo punto.
L’avanzamento in una mappa è lineare e consisterà perlopiù nello sterminare tutti i nemici presenti o nel risolvere dei piccoli e semplici puzzle ambientali che non porteranno via troppo tempo.
I mostri con cui avremo a che fare spazieranno attraverso tutto l’immaginario di Minecraft, passando dagli scheletri agli zombie, fino agli iconici Creeper o agli Slime. Ciascuno di questi mostri ci costringerà ad adottare una tattica differente, donando una certa varietà all’azione.
Il titolo non sarà mai troppo complesso, ma spesso ogni livello si protrarrà davvero troppo a lungo, portando alla luce alcune magagne strutturali.
Affettare ondate di nemici è sicuramente divertente, come ben sa chiunque abbia provato un titolo di questo genere, ma, forse per un feedback dei colpi un po’ blando, o forse a causa di aree troppo molto vaste, si ha la sensazione che Minecraft: Dungeons fallisca nel vivacizzare la formula, proponendo più di quanto sia in grado di offrire.
Insomma, non siamo ai livelli di titoli come Champions of Norrath o lo stesso Diablo III, che su console rimangono ancora lo standard per questo genere.
La semplicità del sistema di build, inoltre, potrebbe annoiare i giocatori più avvezzi ad opere complesse come Titan Quest, rendendo Minecraft: Dungeons appannaggio dei più piccoli o dei meno smaliziati.
In questo senso, la longevità ridotta della campagna (circa sette ore per una prima tornata) rappresentano un pregio non indifferente.
Ovviamente è possibile giocare anche assieme ad altri quattro amici, anche in cross-play con piattaforme diverse, grazie ad un futuro aggiornamento, ed è forse così che Minecraft: Dungeons dà il suo meglio.

Pixel colorati
Graficamente parlando, invece, Minecraft: Dungeons è semplice, pulito e colorato. Lo stile minimal della serie è ormai noto a tutti, e Mojang, saggiamente, ha deciso di non distaccarsene troppo.
Le ambientazioni sono variegate e spaziano da fitte foreste a canyon desertici, fino ad infide paludi e caverne profonde, mentre i colori sono tutti molto vibranti e restituiscono un feeling bucolico in linea con i momenti più rilassanti del titolo originale, alternando con una certa grazia tonalità calde e fredde.
Il gioco, su Xbox One, scorre a trenta fotogrammi costanti, salvo qualche piccolo inciampo (segno che ormai siamo alle porte della next-gen?) praticamente ininfluente sul risultato finale. I tempi di caricamento, inoltre, sono brevi e mai invasivi, cosa quanto mai fondamentale in titoli come questo, dove l’accessibilità e la rapidità sono elementi imprescindibili.
L’accompagnamento sonoro è rilassante e si appoggia a composizioni di poche note ripetute in loop, anche in questo caso assai vicine ai brani presenti nel titolo originale. Il discorso, naturalmente, è valido anche per gli effetti sonori, decisamente retro, ma adatti al contesto estetico.

Diablo per famiglie
Minecraft: Dungeons non rappresenta una rivoluzione nel genere degli hack and slash, ma si prefigura come un’ottima occasione di introdurre i giocatori più piccoli e meno esperti ad una tipologia di titoli che, in molti casi, riesce a raggiungere vette di complessità non indifferenti.
Il sistema di sviluppo molto semplice e la direzione artistica colorata lo rendono piacevole da vedere, anche se alcune lungaggini nella struttura degli atti potrebbe stancare chi, di loot e punti esperienza, ne ha visti già tanti.
Questa incursione di Mojang nel mondo dei Diablo-like, tuttavia, non è assolutamente malvagia e potrebbe valere il prezzo del biglietto.

Prezzo da noi consigliato: Giocatelo sul Gamepass!
Prezzo di lancio: 19,99 €

Minecraft: Dungeons

19,99 €
7.5

7.5/10

Pro

  • Semplice e divertente
  • Molto rilassante
  • Sistema di sviluppo molto libero

Contro

  • Molto ripetitivo
  • Potrebbe stufare i giocatori più esperti
About Michele Anastasia 118 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.