Magic Box – Syberia

Ritorna Magic Box, la rubrica grazie alla quale proviamo a farvi (ri)scoprire piccole o grandi perle del passato che avrebbero meritato maggior fortuna, e lo fa con una delle migliori avventure grafiche dell’epoca a 128 bit: Syberia.
Perché proprio Syberia? Beh, se avete seguito un po’ le vicende legate all’universo ideato dal fumettista belga Benoît Sokal saprete certamente che un terzo capitolo è in lavorazione e che dovrebbe vedere la luce sul finire di quest’anno (almeno si spera), e quindi quale miglior modo per ingannare l’attesa se non il rigiocare i primi due, fantastici episodi, così da rinverdire nelle nostre menti le vicende di Kate Walker?
Questa ovviamente non si pone come una vera e propria recensione (che non avrebbe senso di esistere ad oltre dieci anni dall’uscita del gioco) ma più come un punto di vista del sottoscritto sul capostipite della serie, nonché una disamina sul come si presenti il gioco dopo tutti questi anni.

Syberia Trailer

The award winning game by Benoit Sokal, Syberia is acclaimed for its graphics and intelligent script. Kate Walker, a young ambitious lawyer from New York, is handed what seems a fairly straight forward assignment – a quick stopover to handle the sale of an old automaton factory hidden in the alpine valleys, then straight back home to the US.

Ritorno a Valadilène

In Syberia vivremo le vicende di Kate Walker, giovane ed affascinate avvocatessa newyorkese, inviata a Valadilène, un piccolo paesino sperduto nelle Alpi francesi, con lo scopo di acquisire la proprietà della rinomata fabbrica di automi Voralberg (e non di robot, badate bene!).
Sfortunatamente, una volta arrivati dall’avvocato della proprietaria della fabbrica, la signora Anna Voralberg, scopriamo che quest’ultima è trapassata da qualche giorno e che l’azienda di famiglia è succeduta in eredità al fratello Hans, considerato morto da decenni da tutto il paese ma che la sorella svela essere ancora vivo e vegeto.
A questo punto, per concludere l’acquisizione, ci tocca cercare il fratello minore di Anna, ma il problema è che nessuno ha la benché minima idea di dove possa essere finito.
Non ci resta quindi che fare delle ricerche in tutto il paese, parlare con i bizzarri abitanti del luogo, analizzare polverosi documenti ed esplorare tutte le aree disponibili alla ricerca di una pista da seguire.
Syberia affascinò tantissimi giocatori in tutto il mondo non solo grazie ad un comparto narrativo di prim’ordine, ma anche per un universo unico, affascinante e magnetico, al quale era difficile non affezionarsi ed appassionarsi.
Valadilène, l’università di Barrockstadt ed Aralbad riescono ancora oggi a colpire per ricercatezza di design e per la maestosità di ogni veduta o scorcio, anche al netto di scenari statici e che ovviamente sono stati modellati con un motore di gioco ormai vetusto.
Per non parlare degli automi Voralberg, vero cuore pulsante di tutte le vicende che andremo a vivere in prima persona: il concetto di un essere meccanico senziente, caricato a molla, capace di avere dei sentimenti e di prendere delle decisioni autonomamente rende ogni incontro con ognuno di essi unico e magico al contempo. E guai a chiamarli robot, che si offendono!
Purtroppo, però, la versione console (e nella fattispecie abbiamo giocato quella PlayStation 3) risente molto il peso degli anni, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei movimenti del nostro personaggio: questi risultano macchinosi e poco intuitivi, oltre che imprecisi a causa di una scarsa percezione della profondità degli scenari; inoltre, anche lo spostamento tra uno scenario e l’altro risulta alquanto farraginoso, in quanto non sono ben visibili i punti da cui è possibile avanzare.
Problemi che, però, vista la natura compassata del titolo, risultano sì fastidiosi ma non così gravosi da nuocere alla bontà dell’esperienza ludica che resta ancora di altissimo livello.

Evadere dalla realtà

Riassumendo in poche parole: perché giocare Syberia per la prima volta ad oltre quindici anni dal suo debutto? Semplicemente perché l’universo messo in piedi da Benoît Sokal è, ancora oggi, uno dei più ispirati della scena ludica, ma soprattutto perché Syberia non è solo una grande avventura grafica fatta di dialoghi ben scritti ed intrecci narrativi intriganti, ma è più che altro un’esperienza unica ed indimenticabile che vi ammalierà già dalle primissime ore di gioco, rapendovi completamente fino ai titoli di coda. Perché rigiocarlo invece? Che domande, ovviamente per prepararsi al meglio all’arrivo del terzo episodio che promette davvero di far sognare ancora una volta i moltissimi videogiocatori e fan di questo fantastico universo, fatto di civiltà perdute, automi a molla e personaggi al limite dell’assurdo!

About Luca "Big Boss" Panizzoli 1877 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!