Magic Box – Cook, Serve, Delicious!

Cook, Serve, Delicious!

In occasione del rilascio di Cook, Serve, Delicious! 2 su Steam, abbiamo deciso di sfruttare quest’occasione per riaprire la nostra rubrica Magic Box, dedicata a farvi riscoprire i giochi usciti nel passato.
Cook, Serve, Delicious! fa il suo debutto su PC nell’ormai lontano 2012 (su Desura), per poi approdare l’8 ottobre 2013 su Steam oltre che su Android e iOS nello stesso anno: il titolo, pubblicato da Vertigo Games, si propone come un misto tra gestionale e typing game dove ci ritroviamo a gestire un ristorante come manager e cuochi, cercando di soddisfare giorno per giorno gli ordini di tanti clienti fino a diventare un locale di successo.

Cook, Serve, Delicious! Official Trailer

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La nostra avventura nella Sherrisoda Tower

Il gioco inizia con l’apertura del nostro ristorante, chiamato appunto Cook, Serve, Delicious!, all’interno della Sherrisoda Tower: nei primi minuti della nostra avventura ci ritroviamo in quella che è a malapena una tavola calda con un urgente bisogno di lavori di ristrutturazione, e le nostre scelte per quanto riguarda il menù sono poche, ma fin da subito ci rimbocchiamo le maniche per far salire il nostro locale di livello e renderlo quello dei nostri sogni.

In Cook, Serve, Delicious! c’è un sistema di crescita: partiamo con un locale a zero stelle e, per poterlo far salire di livello (fino a cinque stelle) dobbiamo soddisfare dei requisiti, come ad esempio lavorare un determinato numero di giorni e superare una o più ispezioni sanitarie; esattamente come il nostro ristorante, anche le ricette, una volta acquistate, possono salire di livello comprando gli aggiornamenti per inserire molte più opzioni di personalizzazione. Possiamo anche acquistare oggetti che possono aiutarci a rendere più calmi i clienti o aiutarci a velocizzare il carico di lavoro: comprando un condizionatore, dei menù carini e degli snack i clienti saranno molto più pazienti nell’attendere i propri piatti, mentre acquistando una lavastoviglie e un compattatore di rifiuti avremo meno faccende da fare tra un ordine e l’altro.
Parte del nostro lavoro è anche scegliere il menù del giorno, stando attenti a combinare bene le varie pietanze per mantenere la percentuale del Buzz alta; tale percentuale indica quanto è popolare il ristorante, e ciò dipende anche dai piatti proposti poiché alcuni alzano la cifra in caso di pioggia o perché sono salutari, altri invece la abbassano perché sono cibi grassi o che creano molta spazzatura, ma anche alcuni che non possono stare più di tre giornate lavorative di fila. È possibile ricevere dei bonus nella percentuale di Buzz il giorno dopo aver superato un’ispezione sanitaria.
Infine, prima di entrare nel vivo delle giornate lavorative, abbiamo la possibilità di finanziare dei progetti di crowdfunding per l’acquisto di oggetti migliori, di avere degli appuntamenti tramite un’app e di riservare un posto a un vip (in entrambi casi dobbiamo avere determinati piatti nel menù dopo aver accettato) e possiamo scommettere con un nostro rivale dei soldi (solitamente 300$) di riuscire a fare il maggior numero di ordini perfetti in una giornata con determinati piatti nel menù del giorno.

Quando siamo nel vivo di una giornata lavorativa abbiamo fino a otto slot che contengono gli ordini dei clienti o le faccende da fare e compaiono man mano che i secondi passano, ma bisogna stare attenti a non ignorarli troppo a lungo perché dopo poco tempo scadono e rischiamo di perdere un cliente molto arrabbiato o di disgustare per la nostra mancanza di pulizia nel locale (e, soprattutto durante un’ispezione sanitaria, è importante portare a termine tutte le faccende per tempo). Ci sono due momenti della giornata chiamati Rush Hour, durante i quali gli ordini arrivano molto più rapidamente e in massa, e i clienti sono più impazienti del solito e meno tolleranti nel caso di un ingrediente in più o in meno nelle pietanze servite.
È molto importante leggere attentamente la comanda di ogni ordine perché, anche se i piatti disponibili sono soltanto una trentina, ci sono molte variabili da prendere in considerazione: per esempio, un hamburger ha un sacco di varianti, soprattutto acquistando tutti gli aggiornamenti, sul tipo di carne (manzo o pollo) e la quantità (fino a tre svizzere), su quale e quanto formaggio e se includere o meno pancetta, pomodori, cipolle, cetriolini e insalata; altri piatti, invece, hanno una preparazione specifica (le lasagne hanno bisogno di avere gli strati impostati esattamente come scritto, e anche il petto di pollo ha una preparazione specifica).

Ogni pietanza ha dei tasti specifici da premere per i vari ingredienti (la versione PC offre la possibilità di giocare anche con un controller o soltanto con il mouse, ma personalmente mi sono trovata molto meglio con la tastiera n.d.r.), più i tasti numerici da 1 a 8 per aprire i vari ordini o per completarli dopo la cottura (ci sono dei piatti che si preparano senza il bisogno di cottura – come le insalate -, altri che una volta cotti sono pronti – come le bistecche – e altri che invece dopo la cottura hanno bisogno di altro lavoro – come le patate al cartoccio).
La chiave per ottenere ottimi risultati in Cook, Serve, Delicious! è quella di conoscere bene i pulsanti della tastiera senza la necessità di abbassare continuamente lo sguardo e, soprattutto, di valutare quali ordini fare per primi e quali successivamente (un trucco utile è non mettere a cuocere troppi alimenti – soprattutto quelli che hanno bisogno di essere lavorati nuovamente – tutti in contemporanea, in modo da non rischiare di bruciare qualcosa e far arrabbiare un cliente n.d.r.).

Infine, abbiamo la possibilità di accettare dei lavori di catering all’infuori delle giornate lavorative e, cosa maggiormente interessante, partecipare a degli eventi in grado di sfidare le nostre abilità e di portarle al limite (e in modo da far sembrare Hell’s Kitchen una passeggiata n.d.r.) una volta ottenuti degli appositi biglietti per partecipare.

Cook, Serve, Delicious! 

Di tutti i titoli offerti a tema culinario, Cook, Serve, Delicious! è stato l’unico a sorprendermi davvero con un gameplay solido e un tasso di difficoltà crescente (e un livello di sfida ancora più difficile del normale per chi vuole testare le sue abilità alla tastiera), ed è riuscito a regalarmi la bellezza di oltre quaranta ore di gioco senza mai stancarmi. Non si tratta di un titolo adatto a tutti, ma di una piccola gemma che attende di essere scoperta dagli amanti dei gestionali.

About the author

Sofia "EvilPhimie" Marotta

Nei momenti liberi dai suoi piani per la conquista dell’intero universo, si diletta a giocare a tutto ciò che il mondo videoludico ha da offrirle e, in particolare, alla serie Megami Tensei: forse è proprio per questo che i suoi sogni di conquistatrice leggendaria di quarto livello sono ancora in alto mare…