Horizon: Zero Dawn – Provato

Eccoci finalmente al momento clou della Games Week, finalmente un faccia a faccia esteso e pad alla mano con il titolo Sony più atteso del 2017, quell’Horizon Zero Dawn di Guerrilla già più volte citato ed addirittura vincitore di premi prestigiosi come il Best E3 Original Games Critics Award.

Horizon Zero Dawn – E3 2016 Gameplay Video | Only on PS4

http://www.playstation.com/ps4/games/horizon-zero-dawn-ps4.html Launching February 28, 2017, Horizon Zero Dawn is an exhilarating new open-world action role playing game exclusively for the PlayStation 4 System, developed by the award winning Guerrilla Games, creators of PlayStation’s venerated Killzone franchise. Take on the role of skilled hunter Aloy as you explore a vibrant and lush world inhabited by mysterious mechanized creatures.

La storia di Aloy

La prima parte della prova consisteva in realtà nella visione di un nuovo, esclusivo trailer che introduce interessantissimi spunti per la trama: la protagonista Aloy infatti non è una nativa della tribù vista nei precedenti trailer ma un’estranea senza passato, adottata dalla tribù quando era solo una bambina. A causa delle sue misteriose origini, Aloy è sempre stata guardata con diffidenza e sospetto dai membri più anziani, anche per via del misterioso legame che la giovane sembra poter instaurare con le macchine che popolano il mondo di gioco.
Aloy, donna forte e indipendente ma divorata da una insaziabile curiosità, si imbarcherà nel suo epico viaggio con una duplice missione: da un lato vuole scoprire le origini della corruzione, una sostanza nera vischiosa che trasforma le comuni macchine in potentissime e pericolosissime macchine corrotte; mentre dall’altro sogna trovare le risposte che da sempre la tormentano: chi è? Da dove viene? Perché è diversa da tutti gli altri umani e riesce ad avere un contatto più profondo con le macchine?
Nel suo viaggio Aloy non si scontrerà solo con aggressive macchine selvagge e pericolose macchine corrotte ma anche, altra novità del trailer, con degli altri esseri umani ostili, appartenenti ad una misteriosa tribù che veste di rosso.

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Hands-Off

Terminato il video abbiamo potuto assistere ad una live demo, giocata da un membro del team Q&A della software house olandese, volato direttamente da Amsterdam per partecipare alla kermesse milanese. Da subito ci è parso chiaro quanto il mondo di gioco di Horizon sia curato in ogni dettaglio per apparire quanto più verosimile possibile: è un mondo dove l’umanità, sconfitta, è tornata alla preistoria mentre una nuova generazione di esseri senzienti, non biologici ma meccanici, ha preso il sopravvento, costruendo un ecosistema unico e autoregolato, dove gli umani sono degli estranei, a volte prede, a volte semplici disturbatori. Come sottolineato durante la live demo, ogni specie meccanica ha uno ruolo nell’ecosistema del mondo e segue comportamenti connaturati al suo scopo nella catena alimentare: gli enormi granchi Shell Walker raccolgono minerali e pietre preziose nei contenitori sulla loro schiena mentre creature simili a gazzelle assorbono l’acqua da fiumi e laghi per ripulirla e rimetterla in circolo, il tutto sorvegliati da colossali giraffe con la testa a disco , in grado di tenere sott’occhio l’attività di ogni altro macchinario nelle vicinanze.
Il mondo di Horizon è vivo, credibile e colorato e non sarà raro vedere la convivenza di animali biologici con le macchine: nulla impedisce infatti ad un cinghiale di scavare in cerca di radici al fianco di alci meccaniche che pascolano tranquille sorvegliate dai sempre vigili Watchers.
La demo, ambientata all’incirca 3-4 ore dopo l’inizio del gioco, vede Aloy tornare al proprio villaggio natìo di Mother’s Crown per scoprire che l’accampamento ha subito l’attacco di una potentissima macchina corrotta, rinominata Thunder Giant, che è stata sconfitta solo al prezzo di molte vite. Numerose sono le quest disponibili al villaggio, affrontabili in totale libertà, ma ai fini della demo Aloy ha scelto di dare la caccia ad una seconda macchina corrotta individuata nelle vicinanze. Dopo aver raccolto informazioni a riguardo grazie ad una serie di domande a risposta multipla, la giovane si è diretta verso il negoziante per acquistare nuove armi, munizioni e nuovi abiti con un tipo di difesa più adatta al nemico che andremo ad affrontare (la scelta del vestiario, come in ogni RPG che si rispetti, modifica il look degli abiti indossati dalla nostra protagonista). Purtroppo non è stato mostrato il sistema di crafting ma è stato confermato che sarà ampio e ricco ma molto semplice ed accessibile.
Una volta uscita dal villaggio, Aloy si è imbattuta quasi subito in una nuova razza di macchine, i già citati Shell Walker, che ha scelto di attaccare per raccogliere risorse: questo primo combattimento ha permesso di mostrare la funzione Focus, che permette di analizzare il nemico per apprenderne debolezze elementali e scoprirne i punti più delicati. Questo scontro ha permesso di mostrare l’agile schivata di Aloy, utilizzabile con il tasto Cerchio, ed una nuova arma, la fionda, particolarmente adatta per utilizzare munizioni ad area elettriche o incendiarie.
Una volta distaccato il contenitore sulla schiena della macchina e raccolte le risorse, è stato ritenuto prudente allontanarsi dal branco di creature: il sapere quando combattere e quando darsi alla fuga, magari costruendo delle trappole sul proprio cammino, sarà una componente fondamentale per affrontare le bestie più pericolose del gioco con le nostre risorse limitate.
Una volta ripresa la marcia ci è stata mostrata l’ampiezza della mappa di gioco e, essendo assenti (almeno nella demo) punti di spostamento veloce, si è reso necessario ottenere una cavalcatura e perciò, con la mappa in grado di identificare le zone abitudinarie delle singole specie meccaniche presenti nell’area, Aloy si è diretta verso una piuttosto ampia radura erbosa stretta tra una formazione rocciosa ed un piccolo fiume, dove pascolava ignaro un gruppo di creature simili ad alci. Essendo questa porzione di gioco quella presente nella prova successiva pad alla mano, lo staff ci ha mostrato un possibile approccio alla missione, ovvero quello stealth, sfruttando la copertura dell’erba alta per avvicinarsi ad una preda per poi ancorarla a terra utilizzando lo spara rampini di Aloy.
Il tutto sembrava andare liscio ma le urla della creatura spaventata hanno attirato l’attenzione dei Watchers, macchine simili a velociraptor la cui programmazione è una sola: proteggere le altre creature. Lo scontro con i rapidi sauridi ha permesso di mostrare sia le abilità con l’arco che quelle melee di Aloy, che ha dovuto comunque utilizzare le sue schivate per evitare i pericolosi artigli dei nemici. Una volta sconfitti gli avversari, la nostra rossocrinita protagonista è tornata ad occuparsi della preda che, una volta colpita da abbastanza arpioni, si è accasciata su un fianco, pronta per subire l’Override di Aloy, una mossa che permette alla giovane di riprogrammare le creature per renderle amichevoli, facendogli assumere una tinta bluastra nei circuiti e nei cavi.
Un volta riprogrammata, la creatura è liberamente cavalcabile da Aloy e richiamabile a piacimento con un (un po’ troppo penetrante) fischio. Stando alle parole dello staff, quasi tutte le creature del mondo saranno riprogrammabili e cavalcabili dalla nostra abile protagonista.
Una volta in groppa alla creatura, Aloy si è diretta vero l’obiettivo della missione, dando il via allo stesso combattimento mostrato allo scorso E3, ma questa volta con una novità: grazie al Focus è stato possibile individuare la debolezza al fuoco della creatura che, colpita più volte con frecce incendiarie, ha iniziato a surriscaldarsi, riempiendo un nuovo indicatore che ha portato alla comparsa del nucleo della creatura il quale, con un colpo ben mirato chirurgico, è stato distrutto portando alla morte immediata della minaccia.

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Hands On, finalmente si gioca

Al termine della live demo abbiamo potuto finalmente mettere mano al pad e provare in prima persona il gioco. L’Hands On era limitato alla radura dove Aloy ha catturato le macchine a forma di alce nella live demo e ci veniva data la possibilità di affrontare i Watchers, procurarci una cavalcatura ed esplorare i dintorni, dove si celavano alcune creature meccaniche “dinosauridi” mai viste prima.
Con il pad alla mano e quindi con totale libertà nel controllo della telecamera, ho avuto modo di confermare quello che i trailer ed i video avevano già fatto intuire: visivamente Horizon è eccezionale, con degli scenari poetici e dettagliati dove l’accesa palette autunnale che riempie le ambientazioni di giallo ed arancione si sposa con l’azzurro del cielo ed il bianco delle catene montuose in lontananza. Non mi viene difficile supporre che, per via della sua natura di esclusiva PlayStation 4, Horizon offrirà dei panorami da cartolina eccezionali, superiori di gran lunga a quelli offerti dal già eccelso The Witcher 3 su console. Sorprendente è anche il fatto che nelle postazioni di prova il titolo girava su PS4 standard, lasciandoci solo immaginare cosa potrà offrire grazie alla potenza dell’hardware di PlayStation Pro.
La prima battaglia controller alla mano con i Watcher che difendevano i pacifici erbivori è stata divertente e molto più difficile di quello che poteva sembrare da semplici spettatori: in particolare è apparso chiaro come in questo titolo gli attacchi a distanza con l’arco avranno un’importanza immensa, assai superiore alle mosse corpo a corpo, pure presenti in due varietà diverse: un attacco leggero assegnato al tasto R1 ed uno pesante utilizzabile con R2, le quali durante la prova sono apparse non solo inutili ma anche piuttosto scomode da utilizzare per via dell’assenza del lock on e della velocità elevata di molte delle creature più piccole ed aggressive.
Una volta sconfitti i guardiani, ho avuto modo di testare personalmente la cattura e l’Override delle pacifiche creature, ottenendo la mia prima cavalcatura e togliendo anche un dubbio che l’hands-off mi aveva lasciato: è possibile eseguire l’Override su più creature ma solo quella più recente su cui saliremo in groppa sarà considerata la nostra cavalcatura ed obbedirà al nostro richiamo, mentre le altre vagheranno pacifiche per i fatti loro fino a che non decideremo di cavalcarle.
Esplorando la limitata radura della demo, ho attraversato il fiume e scoperto una nuova razza di macchine a forma di dinosauro, il cui punto debole sono tre capsule visibili sulla schiena. Distruggendone una ho scatenato l’ira della macchina, che mi ha attaccato senza remore, rendendo necessario per la mia sopravvivenza (e per la scarsa efficacia delle mosse corpo a corpo di Aloy) l’utilizzo degli arpioni per bloccarla. Una volta crollata al suolo ho scoperto che non era possibile eseguire l’Override su di essa ma solo darle il colpo di grazia, una situazione immagino legata alla natura di demo del prodotto. Una seconda creatura sauride, dopo aver visto cosa ho fatto alla prima, ha rinunciato al comportamento aggressivo ed è fuggita terrorizzata finché, una volta messa con le spalle al muro, ha deciso di attaccarmi puntando però non a me ma alla mia cavalcatura, che ha reagito in maniera naturale, difendendosi a testate ed ingaggiando in battaglia il nemico, dandomi il tempo di colpirlo con precisione. Un comportamento molto naturale del quale non avevo mai sentito parlare. Il sistema di stealth si è dimostrato semplice e di facile lettura, con un occhio chiuso o aperto al di sotto della bussola presente nella parte superiore delle schermo per indicare se il nemico è conscio o meno della nostra presenza.
Anche la navigazione del menù, strutturato nel classico cerchio radiale ormai comune nel genere, è comoda e rapida, anche se non esattamente originale, mentre i controlli di mira dell’arco si sono dimostrati ottimali, merito anche della possibilità di accedere ad un breve bullet time utilizzando la mira di precisione.
Un’ultima nota riguarda i caricamenti, da sempre nota dolente delle produzioni open world su console, che alla prima prova si sono dimostrati rapidi ed indolori. Speriamo tutto ciò si confermi anche al momento dell’uscita.

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Promosso o Bocciato?

La domanda che apre il paragrafo è indubbiamente retorica, non esistono dubbi su come Horizon meriti la promozione totale. Questo provato ha confermato tutte le buone sensazioni trasmesse dagi svariati trailer e gameplay dell’E3 e delle altre fiere, lasciando sì spazio ad alcuni dubbi, ma convincendo su quasi tutti gli altri aspetti.
Se i pregi sono evidenti, in particolare riguardo alla resa visiva splendida, alla palette di colori (un po’ troppo) colorata in grado di trasmettere un’atmosfera realistica ma allo stesso fumettosa e all’immediatezza del gameplay, i difetti di Horizon sono pochi e solo in parte legati al gioco in sé.
L’unico dubbio grosso rimastomi è la mancanza del crafting, che potrebbe apparire fin troppo limitato, mentre mi auguro che il sistema di combattimento melee venga migliorato con l’aggiunta di un semplice lock on che permetta di concentrarsi sul nemico, portando a segno i colpi e riuscendo a schivare con precisione. L’altro grande dubbio che Horizon si porta dietro non è legato tanto al gioco in sé ma alla natura generale dei giochi a mondo aperto, che possono diventare in pochissimo tempo noiosissimi a livello di gameplay ed offrire, al di là della storyline principale, la solita sequela di quest secondarie noiose e ripetitive, la maledizione delle fetch quest degli open world dalla quale nemmeno The Witcher 3 è riuscito a sfuggire. Spero col cuore che vengano introdotte sfida extra di spessore, magari sfruttando l’immensa varietà biologica del mondo per nascondere enormi boss affrontabili con tattiche e strategie sempre diverse, prendendo spunto da titoli di caccia come i Monster Hunter.
A parte questo legittimo dubbio, tutto il resto mi ha convinto al 100%, facendo salire Horizon nella posizione più alta dei miei titoli più attesi per il 2017 e sì, lo ammetto, facendomi correre presso lo stand Unieuro per usufruire dello speciale preorder a prezzo scontato!
Colgo l’occasione per ringraziare Sony per averci dato la possibilità di affrontare un test approfondito del gioco e dò appuntamento ad Aloy e ai suoi fan il 1 marzo 2017!

About Mattia "PortuXIII" Portunato 673 Articles
Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider, ma ahimè un giorno da mio zio vidi un curioso gioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG!