God of War – Recensione

Sì, lo so: effettivamente God of War è stato rilasciato un mesetto fa. Uscire ora con una recensione non è certo una scelta felice in termini di visite, eppure ho preferito giocare a fondo l’ultima fatica di Santa Monica per poterne valutare ogni singolo aspetto, per poter dare così un parere più approfondito, cosa impossibile da fare in meno tempo, soprattutto a causa dei tanti impegni del sottoscritto.
Ecco, dopo questo breve cappello che potrebbe avervi annoiato o fatti chiedere il perché di questa premessa passiamo, come si potrebbe dire parafrasando una celebre citazione calcistica, “alle cose formali”: che Santa Monica avesse chiuso la serie dedicata al celebre spartano dalla pelle cerulea con Ascension è cosa nota, che volesse sviluppare una nuova proprietà intellettuale è altrettanto risaputo ed infine, che Sony abbia cassato il progetto e chiesto allo studio californiano di ridar vita al Fantasma di Sparta è lo stato delle cose. L’annuncio all’E3 di qualche anno fa, da pelle d’oca ad essere onesti, è solo il primo tassello del mosaico messo insieme con sapienza e minuzia da Santa Monica, un mosaico che, vi anticipo, ha dato vita ad una ripartenza con i fiocchi, nonché ad uno dei migliori titoli della generazione, che sono certo in tanti di voi hanno già apprezzato e finito, ed altri ancora che non vedono l’ora di metterci sopra le mani.
Non resta che iniziare il nostro viaggio attraverso le fredde lande di Midgard.

God of War – Story Trailer | PS4

https://www.playstation.com/en-us/games/god-of-war-ps4/ From Santa Monica Studio and creative director Cory Barlog comes a new beginning for one of gaming’s most recognizable icons. Living as a man outside the shadow of the gods, Kratos must adapt to unfamiliar lands, unexpected threats, and a second chance at being a father.

Un nuovo inizio

Chiunque abbia tentato di cambiare vita dovrebbe ben sapere quanto sia difficile farlo, e se si è il Dio della Guerra che ha ucciso un po’ tutti gli Dei dell’Olimpo, compreso il proprio padre, Zeus, lo è certamente un “pochettino” in più.
Ci ritroveremo a rivestire i panni di Kratos, non più nelle vesti del Fantasma di Sparta che ha messo a ferro e fuoco l’antica Grecia, bensì nei panni non meno scomodi del genitore che deve superare il lutto della propria moglie. Non sapremo bene il perché, eppure la nostra amata ci ha lasciati soli, non una novità per lo spartano, con un figlio da accudire: Atreus, un ragazzino dalla salute cagionevole, ancora poco abile nel maneggiare delle armi e chiaramente affranto dalla perdita della genitrice.
l nostro primo compito sarà dunque dare una giusta cerimonia funebre alla nostra amata, dapprima cremandola, per poi spargerne le ceneri sul picco più alto della regione, come da volere della defunta. Un compito ingrato, all’apparenza non difficoltoso, eppure le cose non saranno mai semplici: dopo la cerimonia di cremazione, infatti, verremo attaccati da uno sconosciuto che sembra proprio avercela con noi.
E qui direi che mi fermo, lascio a voi il piacere della scoperta di quella che vi posso però dire sarà una storia coinvolgente, ricca di colpi di scena (uno in particolare da salto sulla sedia, n.d.r.), momenti topici ed una conclusione soddisfacente e che sà tanto di prologo per una trilogia che si preannuncia epica almeno quanto quella precedente.
Una menzione anche ai personaggi messi a schermo è dovuta: mediamente il lavoro svolto è più che buono; Kratos è ora un personaggio molto più maturo e umano, in cui potersi, a tratti, immedesimare (non mancano però i suoi momenti di furia tipici, state tranquilli); Atreus è un ragazzino credibile nei comportamenti e nella maturazione durante il viaggio; e  i comprimari mi sono sembrati sostanzialmente ben scritti, e stesso discorso da fare sui nemici, alcuni dei quali solo accennati, e chiaramente lasciati avvolti dal mistero in previsione dei prossimi capitoli.
Fantastico è, a mio avviso, anche il modo in cui gli sviluppatori sono riusciti a far conoscere al giocatore la mitologia norrena, attraverso i tanti dialoghi tra Kratos ed Atreus (quest’ultimo ha appreso tutti i miti e le leggende dalla madre) e mediante un escamotage che vi lascio il piacere di scoprire voi stessi.
Insomma, un qualcosa che non si era visto, se non in minima parte, nella trilogia ambientata in Grecia, e questo a mio parere è un plus da non sottovalutare certamente.

Cambiamento

Se i cambiamenti di approccio alla narrativa sono considerevoli, lo sono ancor di più quelli sotto l’aspetto più strettamente ludico: God of War era un action game puro dalla struttura abbastanza classica, che presentava dei livelli molto lineari, un’interazione con l’ambiente minima, pochi bivi (utilizzati unicamente per nascondere dei forzieri), una visuale ben distante dalle spalle del Dio della Guerra, telecamere fisse e un sistema hack’n’slash basato su colpi ampi ad aria e sulla spettacolarità dell’azione (con un pesante uso dei quick time event).
Ecco, in questo reboot non c’è praticamente niente di tutto ciò, come già annunciato ai fan in fase di presentazione del gioco, del resto.
Ora ci troviamo tra le mani un action GDR, che presente ambientazioni ampie ed esplorabili, un gameplay meno frenetico e una discreta componente ruolistica; tutte cose che tenterò di spiegarvi al meglio nelle prossime righe.
Innanzitutto, i vecchi corridoi sono stati rimpiazzati da delle aree vaste e piene zeppe di segreti ed attività da svolgere: al centro di tutto vi è Midgard, che sarà sempre e comunque il vostro punto di arrivo e di partenza. Esplorarla tutta non sarà da subito possibile, principalmente per due motivi: il primo è perché non avrete, banalmente, le abilità giuste per farlo; il secondo consiste nel fatto che la regione cambierà diverse volte i connotati dopo alcuni eventi legati alla trama principale.
Questa trovata a mio avviso è geniale, un qualcosa che riesce a spingere il giocatore ad esplorare quanto basta in un determinato momento dell’avventura, senza mai essere gravoso. Oltre a Midgard ci saranno anche altre regioni, molto più piccole, che potremo esplorare a tempo debito, ma questo aspetto è meglio non approfondirlo in quanto il rischio di anticiparvi qualcosa è molto alto; vi basti sapere che oltre a Midgard c’è dell’altro.
Ma allora, cosa possiamo fare a Midgard? Potremo girare in barca, esplorando ogni anfratto alla ricerca di reliquie, equipaggiamento, tesori nascosti, artefatti, e soprattutto quest secondarie (qui ribattezzate “favori”): queste ultime le ho travato tutte ben bilanciate e mai banali; sotto questo punto di vista siamo vicini a quello che si è visto in un altro titolo prodotto dal colosso nipponico, ovvero Horizon: Zero Dawn: poche missioni ma tutte ben caratterizzate, una cosa che si fa preferire di gran lunga lunga alla gestione di altri titoli, come può essere un Dragon Age Inquisition, pieno zeppo delle cosiddette “fetch quest” (del tipo: porta l’oggetto A al punto B, uccidi tizio, raccogli questo e riposta a tizio) senza un filo di narrativa a che aggiungono poco o nulla all’esperienza.
Oltre a ciò, come detto poc’anzi, è stato impiantato in sistema ruolistico abbastanza interessante: potremo costruire armature con gli oggetti più o meno rari ottenuti ed ovviamente ogn’una di esse ha un proprio valore, dei parametri peculiari (focus sulla forza, sulla difesa, sulla vitalità, valori equilibrati e così via) e bonus aggiuntivi di svariata natura; ad esse potremo aggiungere, in base alle nostre esigenze, fino a tre castoni (le armature di livelli inferiori hanno solo uno o due slot, n.d.r.) che aggiungono altre abilità extra.
Completando missioni e uccidendo nemici otterremo punti esperienza, questi utilizzabili per migliorare le abilità di Kratos con l’ascia (di cui vi parlerò a breve), con lo scudo, con la seconda arma di cui eviterò proprio di parlarvi per evitare anticipazioni e le capacità di tiro con l’arco del nostro figlioletto.
Ed infine passiamo alla parte sui combattimenti: l’Ascia del Leviatano, arma che ci verrà da subito detto essere potentissima e diversa da qualunque altra (e che ci ha lasciati in dono la nostra amata che ormai non c’è più), sostituisce le ben più note (a tutti i fan) Lame del Caos, proprio a sottolineare ancora una volta quanto Kratos sia una persona nuova. Ovviamente l’Ascia è molto meno dinamica e spettacolare delle Lame, ma ben più tecnica e precisa: il vecchio sistema di colpi “ad aria” è stato sostituito da quello “targeting”, molto simile a quello di un The Witcher 3 o un Souls Like; ciò rende il gameplay più tecnico, le combo non sono però tantissime e fondamentale sarà la nostra capacità di parare con lo scudo al momento giusto per contrattaccare, o nel caso non fosse possibile, schivare il colpo. Un sistema di combattimento semplice, niente di eclatante, ma arricchito dagli attacchi runici, due per la precisione (intercambiabili dopo che ne avrete ottenuti diversi), che sbloccheremo esplorando o proseguendo nella main quest, e che potremo anche in questo caso potenziare con i nostri punti esperienza. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di chiedere a nostro figlio di scoccare delle frecce sui nemici: inizialmente sarà lento e scoccherà frecce lentamente, ma col passare del tempo e sbloccando le giuste abilità, questa possibilità che ci offre in più il gameplay ci sarà davvero d’aiuto, soprattutto nelle lotte più concitate.
La domanda ora sorge spontanea: ma quanto dura questo God of War?
Beh, se vi limiterete ad arrivare ai titoli di coda, svolgendo giusto qualche attività di contorno, impiegherete non meno di 20 ore; tuttavia, credo che molti di voi punteranno ad approfondire meglio le vicende del Fantasma di Sparta, ed in questo caso potreste arrivare ad accumulare anche 50 ore di gioco per il 100% (esperienza personale, n.d.r.).
Un ammontare di ore più che buono, cosa che rende questo God of War ancora più appetibile di quanto non lo sia mai stato, considerando che la durata media dei precedenti episodi andava dalle 7 alle 10 ore, con ben pochi extra a supportare la campagna principale.

Eccellenza

Inutile girarci intorno, questo God of War rappresenta un un nuovo step evolutivo per quanto riguarda la qualità delle texture, la mole poligonale e l’impatto visivo su console.
Una vera e propria meraviglia tecnica, uno spettacolo sotto ogni punto di vista: personaggi super dettagliati ed espressivi, comprimari compresi; ambientazioni da urlo, tecnicamente impeccabili e stilisticamente evocative e mai banali. Una vera e propria pietra di paragone con la quale tutti i prossimi titoli tripla A dovranno fare il confronto e difficilmente ne usciranno vincitori.
Tutto ciò su PlayStation 4 Pro (la versione da noi testata), dove la risoluzione è in 4K con HDR attivo; ovviamente anche su PlayStation 4 base l’impatto è favoloso, anche se renderizzato alla sola risoluzione di 1080p e senza chiaramente l’HDR.
Il gioco gira molto fluidamente attorno ai 30 fotogrammi al secondo, prestando il fianco a sporadici rallentamenti solo in alcune situazioni caotiche, niente di compromettente insomma; c’è da dire che questo risultato è dovuto anche all’ottimo lavoro di rifinitura post lancio di Santa Monica, che ha messo delle pezze su alcuni problemi che minavano la solidità del gioco nei primi giorni dopo il lancio.
Infine, comparto sonoro ottimo ma non incisivo come nella prima trilogia a mio avviso; buono invece il doppiaggio nella nostra lingua, convincente e ben sincronizzato con il labiale dei protagonisti e non.

L’alba di una nuova era

Insomma, se avete avuto la pazienza di leggere tutta la mia disanima, avrete capito quanto sia buono il lavoro di Santa Monica, che è stata capace di rimettersi in gioco, rilanciare il suo brand più noto stravolgendone le fondamenta e riuscendo a rinfrescarne le meccaniche rendendolo un gioco attuale come non mai.
Inutile quindi ribadire il concetto: questo è un gioco da avere se siete in possesso di una PlayStation 4, che siate o meno fan della serie, perché questo è il primo capitolo di quella che si prospetta essere una delle più belle e promettenti trilogia da qui ai prossimi anni.

Prezzo di lancio: 74,98 €
Prezzo da noi consigliato: 74,98 €

God of War

God of War
9.5

Pro

  • Gameplay rivoluzionato ma che funziona alla grande
  • Trama interessante e ben narrata
  • Tecnicamente un gioiello
  • 50 ore di gioco per il 100%
  • Sistema ruolistico ben implementato…

Contro

  • Qualche sporadico rallentamento
  • Alcuni personaggi appena abbozzati e chiaramente tenuti in caldo per i prossimi capitoli
  • … ma con alcune componenti che non convincono
About Luca "Big Boss" Panizzoli 1876 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!