Games Week – Speciale Indie

Games Week, in collaborazione con AESVI, ha deciso quest’anno di dedicare un ampio spazio ad alcune delle migliori realtà indipendenti italiane, sia per dare loro l’occasione di mostrare i loro titoli a potenziali clienti sia, soprattutto, per farsi pubblicità di fronte agli importanti publisher presenti all’evento.
Un lungo concorso ha portato alla selezione dei quasi 40 titoli, tutti interamente italiani, che hanno avuto l’occasione di guadagnarsi il loro posto al sole. Ecco una breve compilation dei giochi che hanno catturato di più la nostra attenzione.
Partiamo con Lost Paradise, ambizioso action game sviluppato da Stigma Studios che si pone al pubblico con uno stile visivo unico, coadiuvato da una direzione artistica accattivante e da idee di gameplay interessanti, strutturate per rendere il gioco quanto più vario possibile a seconda della volontà dei giocatori: sarà addirittura possibile evitare ogni singolo boss del gioco se solo lo vorremo e dedicarci all’esplorazione della ricca lore dell’universo creato dagli sviluppatori, con dialoghi unici e non ripetibili ai quali occorrerà prestare molta attenzione.
Secondo titolo ad averci convinto è stato Downward, di Caracal Games, titolo in prima persona con elementi platform chiaramente ispirato a Mirror’s Edge, ambientato in un innovativo Medioevo post apocalittico, 200 anni dopo che la profezia sulla fine del mondo dell’anno 1000 si e’ avverata.
Nel titolo potremo viaggiare su svariati livelli costruiti in verticale, pieni di trappole e di rovine, affrontando gli antichi guardiani di questi luoghi ed ottenendo infine nuovi poteri che permetteranno di controllare i 3 misteriosi pianeti che orbitano attorno al nostro per modificare maree e forza gravitazionale a nostro piacimento e per raggiungere nuove vette e scoprire la verità sull’Apocalisse.
I tempi sembrano maturi per il ritorno delle vecchie avventure grafiche punta e clicca, delle quali abbiamo visto ben 3 esempi molto promettenti: Detective Gallo e The Wardrobe, rispettivamente di Footprint Games e C.I.N.I.C. Games , avventure che si ispirano senza ombra di dubbio alla scuola Lucas Arts, soprattutto lo spassoso The Wardrobe, mentre Detective Gallo offre un look che non può non ricordare alcuni dei migliori esempi di disegnatori Disney italiani. Conclude il trio il tenebroso Dry Drowning, avventura investigativa punta e clicca matura e noir di Studio Oneiros che vede il malinconico detective Morderd Foley e la sua compagna Hera intenti ad investigare sugli omicidi causati da uno sfuggente serial killer che si rifà alla letteratura greca. Particolarmente notevole il suo tratto di disegno, maturo e tenebroso, che rende alla perfezione la natura distopica dell’ambientazione.
Una piccola perla, più italiana che mai si è rivelata essere il buffo sparatutto con visuale a volo d’uccello basato sulle coperture Milanoir, di Italo Games, ambientato nella Milano degli anni di piombo e caratterizzato da una frizzante colonna sonora Funky anni ’70. Per chi è pratico del capoluogo lombardo sarà uno spasso sparare alle peggiori cosche militari scambiandosi proiettili da un lato all’altro delle rive del Naviglio.
L’horror è sempre un tema favorito dagli sviluppatori indipendenti come dimostrano l’interessantissimo Blind per la realtà virtuale, che però non abbiamo avuto modo di provare, e Feel me, Fear me di Stelex Software, che ha ricordato per certi versi l’eccellente Layers of Fear, ed infine l’ottimo Daymare 1998, titolo sviluppato da Invader Studios, ovvero il team che in passato si era lanciato nello sviluppo del remake amatoriale di Resident Evil 2 e che ora offre al pubblico uno sparatutto horror in terza persona dalla forte anima hardcore.
Altri titoli che ci sentiamo di consigliare di tenere d’occhio sono Voodoo, action dal setting africano sviluppato da Brain in the Box che mostra evidenti tracce del DNA di Shadow of the Colossus e che permette a ben 4 giocatori di affrontare le colossali creature nemiche, e Fangold, gioco di carte che ricorda per certi versi HeartStone.
Oltre ai titoli più complessi, non mancano le esperienze più vicine al concetto arcade di gioco: oltre ai già citati Atomine di Broken Arms Games e Gridd: Retroehnanced di Antab Studio, presenti anche allo stand Microsoft, non possiamo non citare lo spassoso 5 Minutes Rage di Indomitus Games, ibrido tra uno Smash Bros., uno sparatutto 2D ed uno sport simile al calcio

Il talento dimostrato dagli sviluppatori italiani nella sede della Games Week è stato veramente molto e siamo dispiaciuti di non aver avuto modo di provare tutti i titoli disponibili, ma in ogni caso non possiamo non augurare il meglio a ciascuno di loro perché quello a cui abbiamo assistito in fiera era semplicemente il futuro dell’industria videoludica italiana che usciva dal bozzolo per mostrarsi coraggiosamente al mondo.

About Mattia "PortuXIII" Portunato 673 Articles
Dopo anni passati ad elemosinare Game Boy/Megadrive/Snes da parenti ed amici, la mia vita è cominciata ufficialmente nel 1997 quando mi fu regalata la mia prima PlayStation. Tutto sembrava andare bene, giocavo a giochi abbastanza normali come Spyro, Crash o Tomb Raider, ma ahimè un giorno da mio zio vidi un curioso gioco, con personaggi strambi e un gameplay stranamente magnetico. Quel gioco era Final Fantasy VII e fu l'inizio della mia grave malattia ossessivo-compulsiva verso quel magico e colorato universo chiamato JRPG!