Devil May Cry HD Collection – Recensione

Nella mia vita ho sempre avuto alcuni punti di riferimento, nei più diversi ambiti. Da studente di lettere, ovviamente, subisco ancora l’influsso di quel Dante Alighieri che, secoli or sono, rivoluzionò in toto la letteratura dei suoi tempi, grazie alle opere che tutti (si spera) abbiamo almeno studiato a scuola. Si tratta di lavori molto importanti, capaci di influenzare persino gli autori a noi contemporanei, e di conseguenza tutte le altre forme di narrativa che conosciamo, non ultima quella dei videogiochi. Se per il Poeta Fiorentino il lavoro di filologia, ricostruzione e aggiornamento del testo è sempre stato florido e accorto, però, non si può dire lo stesso per il suo omonimo videoludico, il Figlio di Sparda che tutti abbiamo imparato ad amare nei quattro capitoli della serie Devil May Cry.
Già nel 2012 Capcom decise di proporre al pubblico della passata generazione una versione rimasterizzata della prima trilogia (risalente agli anni che vanno dal 2001 al 2005), senza dedicare al cacciatore di demoni più spaccone del mondo la cura che dei giochi di tale caratura avrebbero meritato. Oggi, a distanza di sei anni, la software house nipponica ci riprova. Dopo qualche ora passata in compagnia della versione Xbox One del titolo (disponibile anche per PlayStation 4 e PC), tuttavia, sono pronto a mostrare nuovamente il mio disappunto. Vediamo perché.

Devil May Cry HD Collection – PC, PS4, Xbox One

We’re getting this party started early! Sign up for Twitch Prime and get the original DMC for free! bit.ly/DMCTwitchPrime UPDATE: Due to unforeseen technical circumstances, we are shifting the free distribution period of the original Devil May Cry on Twitch Prime to March 6 – April 3, 2018.

Problemi in famiglia
Non mi dilungherò eccessivamente sulla qualità intrinseca della trilogia di Devil May Cry. Al tempo della sua uscita il primo episodio inventò di sana pianta il genere degli action adventure hack and slash, fungendo da base per tutti i suoi emuli successivi (fra i quali vale la pena ricordare almeno Kratos e Bayonetta). Pensato per essere uno spin off del già celebre Resident Evil, l’opera finì per diventare un videogioco a se stante, tanto diversa era la formula rispetto a quella del suo progenitore. Via gli zombi, quindi, via la Umbrella Corporation e via le armi batteriologiche, in favore di un’ambientazione decisamente più fantastica, con tanto di demoni, spadoni e ampi castelli dal sapore gotico, elementi comunque incastonati nel grigiore della contemporaneità (e questo viene reso evidente dalle armi iconiche che accompagneranno il protagonista nel corso di tutta la serie: una spada ed una coppia di pistole!).
Dante, il proprietario del negozio che dà il nome all’intera serie, è un cacciatore di demoni. È uno spaccone dalla battuta sempre pronta, capace di affettare orde di creature demoniache con grande facilità, ma nasconde un passato turbolento. Egli è, infatti, il figlio di Sparda, il demone che, molto, molto tempo prima degli avvenimenti narrati in questa sede, salvò il mondo da Mundus, l’imperatore degli Inferi, finendo per governare il nostro pianeta con giustizia e diventando una leggenda vivente. Quando Dante viene avvisato da Trish, un’avvenente fanciulla misteriosamente simile alla madre del nostro eroe dai capelli bianchi, che Mundus si è risvegliato ed è in procinto di minacciare di nuovo la Terra, non esita a partire per una nuova avventura ed emulare le gesta di suo padre. La narrativa dei tre Devil May Cry non è particolarmente approfondita, ma, complice una caratterizzazione dei personaggi azzeccata e spesso sopra le righe, sarà difficile non farsi catturare dal turbine di follia, esagerazione ed ilarità imbastito da Hideki Kamiya ed il suo team. I momenti drammatici, oltretutto, non mancano di certo, soprattutto quando, nel terzo capitolo, Dante si vedrà costretto a misurarsi  per tutta l’avventura con Vergil, suo fratello e rivale, creando alcuni dei momenti più iconici dell’intera saga.
Quello che rese grande il capostipite agli albori del nuovo millennio, però, fu il suo gameplay adrenalinico in grado di mischiare fasi esplorative (un retaggio della sua origine di spin off, probabilmente) a combattimenti al cardiopalma in cui il giocatore dovrà mostrare la sua bravura inanellando una serie di combo con spade, pistole e tutte le altre armi che sbloccherà progredendo nei vari stage, evitando di farsi colpire dagli avversari per non far azzerare il contatore dei punti. Se la difficoltà media dei tre giochi è già abbastanza alta, con dei game over molto frequenti già a Normale, la vera sfida inizierà quando, ottenuti i livelli di difficoltà più alti, vorremo ottenere il punteggio massimo in ognuno degli stage. Qualora decidiate di imbarcarvi in questo compito, siete avvisati: ci vorrà davvero tanta, tanta pazienza, ma la gratificazione vi ripagherà di tutti gli sforzi.
Nonostante un sistema di inquadrature un po’ macchinoso (soprattutto nei primi due episodi), il gameplay di Devil May Cry è invecchiato davvero bene, e, complici i sessanta fotogrammi al secondo concessi da questa HD Collection, risulta ancora più divertente al giorno d’oggi. Certo, Devil May Cry 2 rimane un gioco inferiore ai suoi fratelli, oggi come allora, ma non lo ritengo affatto così brutto come sento spesso dire in giro, nonostante un sistema di puntamento automatico tutt’altro che preciso o gradevole ed un design di avversari e comprimari che sfiora spesso il ridicolo.
Insomma, chi non ha mai giocato questa serie, per motivi anagrafici o per altro, dovrebbe seriamente rimediare. Siamo sicuri, però, che questa versione rimasterizzata sia il modo migliore per farlo?

Il Diavolo può piangere…
Giocare oggi questa Devil May Cry HD Collection dona sensazioni molto simili a quelle che ci lasciò la sua versione del 2012, sulle vecchie console. Se la risoluzione generale del titolo è stata aumentata a 1080p ed i fotogrammi sono ancorati ad una media di sessanta al secondo, è pur vero che, per il resto, sembra di essere dinanzi non dico alla vecchia remaster, ma addirittura ai vecchi titoli rilasciati su PlayStation 2! I menu, infatti, presentano un’immagine inspiegabilmente rapportata a 4 : 3, con una risoluzione bassissima, tanto da far quasi male agli occhi, soprattutto se si prendono in considerazione le scritte a schermo, affette da un aliasing davvero fastidioso. Lo stesso discorso, purtroppo, vale per i filmati d’intermezzo. In questo caso, per fortuna, almeno il rapporto d’immagine è di 16 : 9, ma la qualità video è di nuovo molto bassa, con un vistoso fenomeno di ghosting, tanto che sembra di utilizzare una PlayStation 2 su di un televisore ad alta definizione senza alcun adattatore. L’aumento della risoluzione, oltretutto, non è abbinata ad alcun miglioramento delle texture. Le superfici mostrano in questo modo tutta la loro inadeguatezza, nonostante, è bene precisarlo, Devil May Cry 3 sia un titolo ancora per certi versi sorprendente in rapporto all’epoca in cui è stato concepito, dotato com’è di modelli poligonali molto dettagliati ed effetti di luce niente male (ma per i due predecessori non vale lo stesso discorso). Anche la direzione artistica, in generale, offre degli scorci affascinanti ed ambienti vari e particolareggiati, sempre al limite del surreale.
Tutto ciò, ovviamente, non basta a nascondere la pigrizia di Capcom nel proporre una rimasterizzazione così povera di migliorie ad un prezzo, quello di 30 €, decisamente troppo alto, nonostante la qualità dei tre giochi contenuti nel pacchetto.
Il comparto sonoro, ovviamente, rimane identico al passato. L’accompagnamento musicale è ricco di tracce dall’alto tasso adrenalinico, spazianti dal metal all’elettronica, decisamente quello che ci vuole per affettare un po’ di demoni arrabbiatissimi, mentre il doppiaggio, solo in inglese ma coadiuvato da sottotitoli in italiano, rimane una prova attoriale di buon livello.

… Il portafogli no.
Che altro dire, quindi, di questa Devil May Cry HD Collection? Forse fareste meglio a recuperare i titoli originali per PlayStation 2, qualora ne abbiate la possibilità, in modo da aumentare il sentimento di nostalgia grazie alla rievocazione dei bei vecchi tempi, piuttosto che spendere soldi nell’acquisto di una rimasterizzazione scadente e a tratti imbarazzante. Certo, chi non ha giocato la trilogia potrebbe essere tentato di iniziare adesso, ma il mio consiglio è quello di aspettare perlomeno un calo di prezzo e, magari, di acquistare la versione per personal computer, piattaforma sulla quale molto probabilmente sarà verosimile arginare tutti i problemi e gli orrori tecnici di questa collection.
Demone avvisato, mezzo salvato.

Prezzo di lancio: 29, 99 €
Prezzo da noi consigliato: 9, 90 €

Devil May Cry HD Collection

Devil May Cry HD Collection
5.5

Pro

  • Un pezzo di storia dei videogiochi in un solo pacchetto

Contro

  • Opera di rimasterizzazione scadente
  • Grafica dei menu orrenda
  • Prezzo troppo alto
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Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.