Devil May Cry 5 – Recensione

È difficile iniziare questa recensione. Volevo trovare una frase ad affetto per esprimere quanto sia stato strano vivere gli ultimi undici anni senza un episodio regolare della serie Devil May Cry, un episodio che non fosse il discutibile reboot operato da Ninja Theory, s’intende, ma sinceramente non so davvero cosa dire. Nel corso degli ultimi mesi Capcom ha rilasciato demo, trailer, brani musicali e quant’altro fosse utile ad anticipare l’arrivo del titolo preso in oggetto, ma avevo la testa altrove e mi ero perso davvero tutto. Così, una settimana fa, Fabio mi scrive: “Ehi, vorresti recensire Devil May Cry 5?”, e io gli faccio: “Si, certo che lo voglio recensire!”, ma non avevo davvero alcuna aspettativa. Non era una questione di sfiducia nei confronti della software house giapponese, anzi, leggendo la recensione del remake Resident Evil 2 vi sarete resi conto di quanto quel lavoro sia stato apprezzato dal sottoscritto. Semplicemente, la vita mi aveva assorbito a tal punto che non avevo più seguito gli sviluppi della nuova avventura di Dante.
E poi a un certo punto è arrivata e non sapevo come prenderla. Perché, ehi, è una delle serie a cui sono più affezionato in assoluto, ma erano pur sempre undici maledettissimi anni, e chissà se ci si può innamorare di nuovo di una cosa che ci piaceva undici anni fa e con la quale l’unico contatto recente era stata la pessima collection dei primi tre giochi uscita l’anno scorso.
Dopo una settimana passata a spolpare il nuovo arrivato in ogni suo dettaglio, però, posso affermare che la mia percezione delle cose è decisamente cambiata e che no, Devil May Cry non è più un tenero ricordo dell’adolescenza, ma è ancora una solida, solidissima realtà.

Devil May Cry 5 – Final Trailer | PS4

WARNING! STORY SPOILERS. The world as we know it is falling apart after a sudden demonic invasion, and it’s up to Nero, Dante and the mysterious V to team up and face the ultimate challenge. Devil May Cry 5, the latest, craziest and most stylish entry in the series, launches on PlayStation 4 on March 8th!

Oh, no, il mondo è di nuovo minacciato dai demoni!
Rivedere Dante invecchiato e con una barbetta bianca, lo ammetto, fa un certo effetto, nonostante già il trailer di presentazione dell’E3 l’avesse mostrato in questa sua nuova veste. Questa barbetta bianca, dicevo, per quanto possa sembrare un mero vezzo estetico atto a farci rendere conto di quanto tempo sia passato dall’ultimo Devil May Cry (e Dante, in effetti, sembra più vecchio del solito), è in realtà un ottimo indizio di come la narrativa del quinto episodio sia diversa rispetto al solito.
Ancora una volta abbiamo un demone che minaccia il mondo (a questo giro si chiama Urizen), e ancora una volta il nostro eroe, per quanto maturato, dimostrerà di essere molto prodigo con le battute e gli insulti che lo hanno reso celebre presso i fan, ma, udite udite, Devil May Cry 5 dimostra che la serie ha deciso di prendersi sul serio anche sotto questo punto di vista. Non che in passato fossero mancati i momenti emozionanti e carichi di tensione, ma basta osservare le sequenze iniziali per rendersi conto dello stacco netto operato dagli sviluppatori.
Tanto per cominciare la trama non è raccontata in maniera lineare. Dopo un prologo scoppiettante che ci mostra Dante e Nero in seria difficoltà, il giocatore viene accompagnato a ritroso da diverse cinematiche abbastanza lunghe per il genere, nel tentativo di ricostruire gli avvenimenti che hanno portato alla momentanea disfatta dei due eroi di fronte al villain.
Ecco che veniamo a conoscenza di come Nero abbia perso il suo braccio demoniaco, o del ruolo ricoperto dal misterioso V all’interno della storia, o del significato del gigantesco albero infernale noto come Qlipoth, il quale sovrasta la cittadina di Red Grave riempendola di demoni, per poi procedere in maniera spedita e senza tentennamenti verso il finale una volta superata la metà della storia, non senza lesinare qualche colpo di scena molto interessante ed inaspettato.
Devil May Cry 5, diciamocelo, vanta un’articolazione della trama molto moderna e al passo coi tempi. Con semplicità, mantenendo l’attitudine sopra le righe che fa parte del suo DNA, riesce a scavare nella psiche dei personaggi, approfondendone le motivazioni e riuscendo nel tentativo di renderli più umani del solito. Anche le nuove comparse risultano convincenti, soprattutto la procace Nico, collega di Nero e addetta alla manutenzione del suo braccio meccanico e, appunto, V, il quale, neanche a dirlo, nasconde un importantissimo segreto che non voglio certo svelarvi in questa sede.
Calma, però. Non fraintendiamoci. Devil May Cry 5 non è il nuovo God of War e nemmeno vuole esserlo. Solo che, fra un cazzotto e l’altro, fra una pioggia di proiettili ed il contatore delle combo che sale sempre di più, saremo accompagnati da dei personaggi tridimensionali e legati da relazioni in qualche modo credibili, per quanto possa essere assurdo un contesto del genere.
Capcom, insomma, ha mantenuto lo stile che ha sempre caratterizzato il brand e lo ha in qualche modo reso più appetibile ad un pubblico che, dopo undici anni, non è più quello di un tempo.
Dispiace giusto per il mancato approfondimento di alcuni comprimari che avrebbero meritato più spazio, ma è chiaro che l’obiettivo di rilanciare la serie può dirsi pienamente riuscito, almeno per quanto riguarda il fronte narrativo.

Stile Super Sexy
Quando si parla di Devil May Cry, però, si pensa soprattutto alla sua azione frenetica e “stilosa”, in grado di mettere alla prova il giocatore desideroso di approfondire appieno il sistema di combattimento per sciorinare tutta una serie di combo dalla notevole complessità. Anche qui Capcom decide, fortunatamente, di non stravolgere troppo la formula, presentandoci due eroi già noti, ovvero Dante e Nero, più un nuovo personaggio, il già citato V, che adopererà uno stile di battaglia decisamente particolare.
Per quanto riguarda Nero la novità più interessante è rappresentata dalla possibilità di utilizzare diverse tipologie di braccia meccaniche, ognuna dotata di un potere particolare. Ogni braccio potrà essere scartato per passare al successivo, spingendo il giocatore a prestare molta attenzione sia alla creazione di un set adatto alla missione da svolgere, sia al suo utilizzo durante la stessa, vista l’eventualità che il dispositivo venga distrutto dagli attacchi avversari.
Quella che sembra un’innovazione di poco conto, tuttavia, lascia impalliditi quando si scopre che il moveset di ogni attrezzo è più profondo di quello che sembra, permettendoci addirittura di eseguire dei poderosi attacchi caricati in grado di ribaltare le sorti della battaglia o delle schivate aeree capaci di scaraventare in aria il nemico. Ecco che il giovane cacciatore di demoni, che nel quarto episodio appariva una semplice versione semplificata di Dante, diventa ora molto più soddisfacente e completo da utilizzare, trovando finalmente una propria personalità anche sul campo di battaglia.
Tornando al suo collega più anziano, invece… Beh, Dante è Dante. Con la bellezza di ben quattro armi melee, quattro armi a lungo raggio e quattro stili di combattimento intercambiabili, è lecito dire che il nostro eroe non è mai stato così in forma come oggi. Se già in Devil May Cry 4 avevamo assistito ad un potenziamento della formula introdotta nel terzo episodio, qui possiamo dire di essere di fronte alla perfezione più assoluta in materia di hack and slash. Su Youtube sono già sorti alcuni video molto interessanti che mostrano le prodezze dei giocatori più abili. Le combo realizzabili con il pistolero lungocrinito rappresentano l’essenza stessa del genere di appartenenza, e fanno il paio con delle bossfight incredibilmente ardue anche a difficoltà normale che ci obbligheranno ad utilizzare ogni mossa a nostra disposizione per avere la meglio. A ciò si aggiunge la possibilità, ovviamente, di attivare una forma demoniaca dal potere devastante anch’essa dotata di alcune abilità specifiche. Mi rendo conto che spiegare quanto possa essere profondo l’utilizzo di Dante in Devil May Cry 5 sia difficile con l’ausilio delle sole parole. Richiederebbe troppo tempo. Sarebbe più fruttuoso fare un giretto presso i menu adibiti alle tecniche apprendibili e verificare con i propri occhi la vastità del sistema di combattimento ideato da Capcom.
Ecco, quindi, che arriviamo a V. Il nuovo arrivato, a differenza degli altri due eroi, non prenderà direttamente parte alla battaglia, delegando il compito ai suoi tre aiutanti, il corvo Griffon, la pantera Shadow e il gigantesco golem Nightmare. Premendo i tasti X e Y, infatti, potremo far attaccare i nostri famigli, con tanto di combo specifiche per ciascuno di loro, mentre con il tasto LB potremo evocare Nightmare, purché la barra del Devil Trigger sia riempita mazzolando i nostri avversari. Con il tasto B, infine, potremo finire i nemici morenti. Sarà, anzi, l’unico modo per toglierli di mezzo. Il sistema funziona abbastanza bene e riesce a variare la formula, impedendo al titolo di scadere nella monotonia. La sensazione, tuttavia, è che V sia un personaggio ancora perfezionabile, essendo il suo stile troppo votato ad un button mashing che non si sposa benissimo con il tecnicismo a cui la serie ci ha abituati da molto tempo a questa parte.
Poco male, però, perché spesso e volentieri Devil May Cry 5 ci permette di scegliere l’eroe da utilizzare in missione, salvo quando questo non sia possibile a causa di limitazioni narrative. È un peccato, in tal senso, che non esista la possibilità di utilizzare il nostro eroe preferito in tutte le missioni, nemmeno una volta completata l’avventura principale, anche perché la prima partita, salvo una piacevole impennata di difficoltà nella seconda metà, risulterà molto semplice per i veterani. Una volta sbloccata la modalità Figlio di Sparda, perlomeno, il livello di sfida diventerà davvero soddisfacente e ci spingerà a dare il meglio di noi con il punteggio nel tentativo di raggiungere il tanto agognato voto “S”.
In generale ci sono alcune piccole criticità che impediscono a Devil May Cry 5 di raggiungere l’eccellenza. Il difetto principale è proprio il level design, aperto all’esplorazione per la prima metà di gioco ma estremamente lineare nella seconda, con alcune missioni che si risolveranno in semplici corridoi da attraversare ripulendoli dai nemici o, addirittura, in singole bossfight. Va detto, però, che la linearità sarà ampiamente ricompensata dalla difficoltà degli scontri, con alcune bossfight, come quella finale, che raggiungono livelli di perfezione assoluta (le altre, comunque, non sono da meno e sono tutte divertenti e diverse fra loro!).
Non fosse per la presenza di tre personaggi molto diversi, quindi, Devil May Cry 5 peccherebbe un po’ di monotonia, laddove altri capitoli della serie o altri titoli più recenti (come Bayonetta, il concorrente principale) riuscivano a garantire dei guizzi di level design brillanti ed esaltanti.
Forse Capcom ha dovuto limitare i tempi di sviluppo, e questo spiegherebbe una seconda metà del titolo meno ispirata e l’assenza di piccoli dettagli che avevano reso il terzo episodio uno dei giochi più belli della sua generazione. Non importa, però. Quello che conta è che il gameplay di Devil May Cry 5, nei suoi momenti migliori (e di momenti brutti a dire il vero non ce ne sono) è limato alla perfezione e riesce, da solo, a sopperire a qualunque mancanza nella struttura dei livelli.
Una gradita aggiunta, per quanto marginale, è la cooperazione con altri giocatori. Essa, in realtà, avviene solo in alcune missioni che, narrativamente, si svolgono in parallelo. In determinati punti panoramici potremo osservare le gesta di altri giocatori al comando di un personaggio diverso dal nostro, per poi valutarli una volta terminata la missione. Quando verremo valutati positivamente riceveremo in cambio un globo dorato, il quale, come sapranno tutti gli appassionati della serie, ci permetterà, abbassando il punteggio finale, di resuscitare in caso di decesso senza ripartire dal checkpoint. Non ne ho mai usato uno, e se lo avete fatto sappiate che siete delle mammolette.
Questo ci porta ad un’altra questione molto chiacchierata nei mesi antecedenti all’uscita del gioco, e cioè la presenza di microtransazioni adibite all’acquisto di sfere rosse (con le quali acquistare nuove mosse per i personaggi. Ammetto una mia mancanza in sede di recensione dicendo che non ho mai nemmeno selezionato l’opzione dal menu introduttivo. Non so nemmeno bene cosa si possa fare. Tuttavia posso affermare che non mi è davvero mai servito fare ricorso a questo tipo di servizio e che Devil May Cry 5, non preoccupatevi, non è assolutamente un gioco pay to win.

Aiutarsi in famiglia
Per quanto riguarda il versante tecnico è interessante notare come Devil May Cry 5 utilizzi il RE Engine, lo stesso motore grafico che ci aveva deliziato in Resident Evil VII e nel recente remake di Resident Evil 2. Il RE Engine garantisce, durante l’azione di gioco, un frame rate granitico, ancorato ai sessanta fotogrammi al secondo persino nei momenti più concitati, condizione necessaria per godersi appieno un titolo del genere, mentre dimostra qualche incertezza durante i filmati. Questi ultimi, nonostante siano bloccati a trenta fotogrammi al secondo, tenderanno a subire dei bruschi cali in dererminati momenti, sintomo che forse le attuali console si stanno ormai dirigendo verso la fase finale del loro ciclo vitale. Ho testato il gioco sul primo modello di Xbox One, e, sebbene non possa garantire per testimonianza diretta, sono pronto a scommettere che su PlayStation 4 Pro e Xbox One X il rendimento del titolo debba essere decisamente più alto.
Detto ciò, tuttavia, le ambientazioni presenteranno comunque un ottimo livello di dettaglio e delle texture perlopiù dettagliate e piacevoli, oltre ad una notevole distruttibilità ambientale un po’ fine a se stessa ma davvero appagante nella sua realizzazione. La realizzazione dei visi dei personaggi, poi, mostra un realismo del tutto nuovo per la serie, capace di rendere i personaggi molto più espressivi che in passato.
Ciò che davvero stupisce, ad ogni modo, è il comparto artistico. La cittadina di Red Grave offrirà degli scorci davvero belli, coadiuvati da un uso suggestivo dei colori e delle fonti di luce, rendendo quello che poteva essere un anonimo ambiente cittadino molto più interessante e gotico del previsto. Sebbene si senta un po’ la mancanza delle vecchie costruzioni dal sapore gotico che avevano caratterizzato i vecchi episodi (Devil May Cry 2 e il DmC non esistono, non riuscirete mai a convincermi del contrario), gli sviluppatori di Capcom sono riusciti a rendere un setting più moderno completamente aderente ai toni che caratterizzano da sempre la serie, trasferendoci oltretutto la sensazione di un mondo molto più ampio di quanto si possa immaginare.
Come non parlare, poi, dello splendido accompagnamento musicale? Le musiche del titolo sono tutte incalzanti e a tema, e seguiranno in maniera dinamica l’andamento della battaglia, aggiungendo diverse tracce al brano in riproduzione in base a quanto saremo stilosi nello sterminio delle orride creature che incontreremo. Devil Trigger, poi, è già diventato un classico presso la fanbase e riesce a far dimenticare il brutto episodio accaduto al cantante Eddie Hermida, il cui brano è stato rimosso dalla tracklist in seguito alle accuse a sfondo sessuali a suo carico.  Il doppiaggio in inglese (coadiuvato, ovviamente, dai sottotitoli in italiano) è di buon livello, come sempre, e conferma il coinvolgimento di alcuni attori già noti in passato e ormai cari ai fan.

Ancora un’altra lacrima
Il rilancio di Devil May Cry può dirsi in sostanza riuscito. Devil May Cry 5 è allo stesso tempo un titolo tradizionalista e un tentativo di svecchiare la serie senza tradirne l’identità. Ad un’ossatura di base decisamente classica, infatti, si affiancano alcune introduzioni molto gradite, come la cooperativa e la presenza di un nuovo personaggio, oltre che uno spiccato interesse per la narrativa, che questa volta si presenta un po’ più matura rispetto al passato.
Certo, la seconda metà dell’avventura è leggermente meno ispirata rispetto alla prima metà per quanto riguarda il level design, mentre la prima metà è decisamente troppo semplice rispetto alla seconda, e in generale alcune scelte (come l’impossibilità di utilizzare i tre personaggi in tutte le missioni) possono essere contestabili, ma alla fine, più che di difetti, si tratta di mancanze. Il gameplay solidissimo del titolo Capcom riesce a divertire senza difficoltà grazie alla spropositata sequenza di combo e attacchi speciali a nostra disposizione e, la cosa forse più importante, grazie al carisma innato che la serie si porta dietro e che la rende, ancora oggi, tanto amata dai fan.
Devil May Cry 5 è un nuovo inizio per una serie che ha ancora tanto da insegnare e che si era data per morta tempo ad29dietro. Grazie ancora, Capcom.

Prezzo di lancio: €59,99
Prezzo da noi consigliato:
€59,99

Devil May Cry 5

Devil May Cry 5
8.5

Pro

  • Sistema di combattimento profondo e completo
  • Scontri contro i boss molto divertenti
  • Esteticamente molto piacevole
  • Narrativa interessante
  • Finalmente un nuovo Devil May Cry!

Contro

  • Level design altalenante
  • Alcuni cali di frame rate durante le cutscene
  • Non è possibile utilizzare i personaggi liberamente
About Michele Anastasia 86 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.