Conan Exiles (early access) – Recensione

Chiunque abbia bazzicato nel mondo della letteratura fantastica non può non aver letto almeno uno dei racconti partoriti dalla fervida mente di Robert Ervin Howard. L’autore texano, nel primo trentennio del XX secolo, è stato il creatore di molti personaggi iconici, come ad esempio Solomon Kane o Kull di Valusia. Uno soltanto, però, è riuscito ad imprimersi nel tempo come un’icona del genere. Come avrete intuito, stiamo parlando di Conan il Barbaro, eroe di numerosi racconti grazie ai quali si può dire che il fantasy epico abbia mosso i primi vagiti, ben prima di Tolkien ed in una maniera completamente diversa dal Professore di Oxford. Grazie ai due film interpretati da Arnold Schwarznegger, la fortuna di Conan è arrivata quasi intatta ai giorni nostri, portando al pubblico numerose trasposizioni in diversi ambiti, come fumetti, giochi da tavolo e, ovviamente, videogiochi. Va da sé che in quest’ultimo caso il cimmero non sia stato esattamente trattato con la cura che gli sarebbe spettata, fra titoli action dal dubbio valore incapaci di rendere giustizia ad una figura tanto importante, con la sola eccezione di Age of Conan, un gioco di ruolo multiplayer dalla componente massiva in grado di sfruttare a dovere tutti gli spunti offerti dall’ambientazione dell’età hyboriana, che fa da sfondo anche alle vicende cartacee.
Proprio gli stessi sviluppatori, i norvegesi Funcom, si accingono a bissare il successo con un nuovo titolo, oggetto di questa disamina. Conan Exiles è disponibile in accesso anticipato per pc e Xbox One (è qui che ho avuto modo di giocarci), ma si appresta ad essere pubblicato in forma completa nel maggio di quest’anno, anche su PlayStation 4. Vediamo com’è andata, cercando di analizzare tutti i cambiamenti che, mese dopo mese, hanno portato il gioco verso il suo stadio finale.

Conan Exiles – Official Cinematic Trailer

You are an exile, outcast and downtrodden, sentenced to walk in a barbaric wasteland where the weak are crushed and only the strong can live. Here you must fight to survive, build, and dominate the world alone on your own server or with enemies and allies in online multiplayer.

Meglio male accompagnati che soli
Non c’è bisogno di perdere molto tempo a descrivere l’aspetto narrativo di Conan Exiles. Il titolo appartiene, infatti, al genere dei survival, che tanto ha spopolato nel recente passato. Come si potrebbe coniugare un’ambientazione tanto affascinante con delle meccaniche di gameplay che, invece, esulano quasi totalmente da una narrazione compatta? Proprio qui, infatti, si trovava la principale attrattiva del nuovo lavoro Funcom, ovvero nella possibilità di garantire un sottotesto più approfondito rispetto ad altri esponenti del genere. A parte una breve introduzione, però, scopriremo che la possibilità di sfruttare il mondo di Hyboria per donare profondità narrativa al gioco è stata sfruttata in maniera blanda. Salvo qualche documento sparso qui e lì e la possibilità di scegliere una divinità alla quale affiliarci, infatti, Conan Exiles rimarrà, come vedremo fra poco, soltanto l’ennesimo esponente di una categoria che non ha più nulla da dire in termini di innovazione.
Il titolo si apre con una sequenza in computer grafica: saremo soli, incatenati ad un palo nel bel mezzo del deserto, destinati a scontare la nostra condanna a morte nelle aspre terre degli esiliati. Sarà proprio Lui, il nostro Cimmero preferito, a salvarci e a slegarci dai ceppi, forse per un atto di bontà che sembra essere tanto estraneo al suo carattere. “Queste terre sono fatte per gente dura come me,” ci spiega, “bisogna imparare a sopravvivere, bisogna essere forti, dei veri uomini, solo così potrai dare un senso a questa libertà”. Poi, come se niente fosse, se ne va, ignorando forse il fatto che il mio avatar era di sesso femminile. Ma, del resto, viviamo in un mondo in cui le disparità di genere sono quasi del tutto superate. Vero? Non so dirvelo. La trama di Conan Exiles finisce qui, con una breve quanto affascinante sequenza introduttiva.  Il primo passo, però, sarà appunto quello di creare il nostro avatar grazie ad un editor decisamente completo. Sarà possibile scegliere il sesso, ovviamente, ma anche modificare tutte le proporzioni e gli aspetti del fisico del nostro protagonista. La versione per console, tuttavia, non permette di visualizzare i personaggi nella loro totale nudità: non potremo andare in giro con i nostri gioielli al vento, per la gioia di alcuni e il dolore di altri, anche se il gioco non disdegna affatto di mettere in mostra i seni delle procaci e feroci donzelle con cui avremo a che fare. Valle a capire, certe cose. Oltre alle varie caratteristiche estetiche, però, avremo la possibilità di scegliere, come già detto, una divinità da venerare, ognuna delle quali ci donerà delle abilità particolari. Si può dire, insomma, che la scelta religiosa coincida a tutti gli effetti con la scelta di una classe, e non ho usato questo termine a sproposito. Fatto ciò, potremo scegliere uno dei quattro livelli di difficoltà, che vanno dal più semplice e adatto ai neofiti, a quelli più complessi, che prevedono una minore disponibilità di risorse, una maggiore distruttibilità degli edifici.
Conan Exiles presenta una vena ruolistica che impatta pesantemente sulle meccaniche di gameplay. Il nostro personaggio, inizialmente seminudo e privo di mezzi per difendersi, dovrà, come in ogni survival, iniziare a procacciare le risorse, raccogliendo pietre, ramoscelli e quant’altro per realizzare vestiti (necessari a proteggersi dal sole o dal freddo) ed utensili come picconi o accette (utili per racimolare i materiali più in fretta). Fin qui, niente di nuovo. Ogni azione, però, come la raccolta, la creazione di oggetti, l’esplorazione e l’uccisione di nemici ci fornirà esperienza, grazie alla quale potremo salire di livello e spendere punti sia per potenziare le nostre statistiche (che sono cinque e sono suddivise in quelle classiche di ogni gioco di ruolo), sia per sbloccare nuovi oggetti da realizzare.
Avremo la possibilità di giocare sia in prima che in terza persona, senza che vi siano differenze sostanziali: entrambe le visuali funzionano molto bene, adattandosi ai gusti dell’utente. Il combattimento è molto basilare e non si discosta molto da quello visto in altri esponenti del genere, con i grilletti adibiti alle mani e i tasti frontali alle varie azioni disponibili, come il salto, la raccolta o la corsa. A ciò si aggiunge la possibilità di utilizzare alcuni gesti per interagire con gli altri giocatori, qualora decidessimo di connetterci ad un server per giocare online. Le hitbox, inizialmente altalenanti, hanno subito un netto miglioramento, anche se, ogni tanto, si ha ancora la sensazione di partecipare a delle baruffe confusionarie, piuttosto che a delle vere e proprie battaglie, soprattutto quando si affronta più di un avversario. Poco male, visto che sarà possibile dedicarsi anche alle armi da lancio e che, assieme a qualche buon compagno, sarà possibile sviluppare delle tattiche niente male, a patto di avere un’ottima intesa.
Il sistema, a dire il vero, è migliorato parecchio nel corso del tempo. Inizialmente i menu del titolo erano macchinosi e complessi da usare, almeno su console, ma, aggiornamento dopo aggiornamento, il tutto è stato reso più snello ed alleggerito dai numerosi bug. Ciò non toglie il fatto che bisognerà passare un po’ di tempo in compagnia del gioco per prenderci la mano e gestire con cura le nostre risorse, segno che forse è ancora presto per portare certi titoli su una console casalinga. Proseguendo nel nostro percorso riusciremo a migliorare le nostre capacità di artigianato, arrivando a costruire persino case, armature, armi da taglio e così via (e cominciando ad organizzarci in piccole società qualora decidessimo di giocare assieme a degli amici, scelta consigliatissima). Nulla che non si sia già visto altrove, anche se, bisogna ammetterlo, in Conan tutto funziona abbastanza bene ed ogni aspetto gode di una certa profondità. Saranno numerosi i soprammobili e i trofei con cui decorare le nostre abitazioni (che, ai livelli di difficoltà più alti, dovranno essere costantemente riparate), così come sarà possibile sbizzarrirsi nella scelta del nostro vestiario (il quale influirà moltissimo sulla nostra resistenza alle condizioni atmosferiche), così come dovremo fare attenzione a cosa mangeremo, visto che un pezzo di carne avariata (il cibo si degrada col tempo) potrebbe avvelenarci e addirittura ucciderci. Sarà possibile costruire un falò e cucinare, a patto di avere legna a sufficienza, così come sarà possibile commerciare con gli altri giocatori. Insomma, Conan Exiles è un titolo davvero completo a cui, al giorno d’oggi, non manca nulla.
Il gioco, nei primi mesi di accesso anticipato, era molto lontano dallo stato attuale. Le aggiunte sono state numerose, e prevedevano il bilanciamento delle risorse e dei livelli di difficoltà, il numero di nemici, l’aggiunta di nuove creature con cui avere a che fare e la pulizia generale dell’opera, che adesso è totalmente giocabile in tranquillità, senza lo spauracchio dei frequenti crash e glitch che la affliggevano inizialmente. I caricamenti, che superavano a volte il minuto di durata, sono ora brevi e concisi, mentre sembra che anche la velocità relativa alla costruzione degli oggetti abbia subito un leggero aumento, in modo da rendere tutto più fluido e veloce. Le animazioni dei personaggi sono migliorate, anche se risultano ancora un po’ goffe, così come quelle dei mostri e degli avversari umani che incontreremo, ed il combattimento è stato reso un po’ più permissivo rispetto agli inizi, almeno da quanto ho potuto notare in seguito a sessioni di gioco molto discontinue nel corso del tempo.
Insomma, non si può dire che Funcom sia stata con le mani in mano. Attualmente Conan Exiles si presenta in maniera davvero piacevole ed è impossibile parlare di veri e propri difetti, eccezion fatta per l’assoluta prevedibilità della proposta. Da una parte, esplorare la mappa del mondo sarà piacevole, sia perché essa cattura pienamente, con la bellezza e la varietà dei paesaggi, lo spirito dei racconti cartacei; dall’altra parte, tuttavia, chi ha già provato qualche altro videogioco di sopravvivenza non troverà stimoli sufficienti a continuare. Se giocare in multiplayer assieme ad altre persone potrebbe risultare divertente, almeno per un po’, vi sconsiglio assolutamente di giocare da soli. Se, come me, speravate che l’ambientazione su licenza avrebbe permesso interazioni più profonde con il mondo di gioco, sappiate che dovrete ricredervi. Esplorare una buia città dimenticata, o una distesa innevata, cercando di proteggerci dal freddo e dalla fame, sarà certamente interessante sulle prime, ma verrà a noia in poco tempo qualora il genere proposto non dovesse rientrare nelle vostre corde. Veder migliorare il proprio equipaggiamento, riuscire a costruire edifici sempre migliori, abbattere bestie sempre più grosse e così via è soddisfacente, senza dubbio, ma non è nulla che già non sia visto altrove.
Certo, è presto per giudicare un titolo che non è ancora uscito, e in tal senso gran parte del giudizio sarà influenzato dall’affiatamento della community, come avviene sempre in questi casi. Tuttavia, ho ragione di sperare che Conan Exiles possa effettivamente fare il botto in tal senso.

Un engine surreale
Avevo parlato poco sopra dei difetti grafici e tecnici che affliggevano il titolo al momento del suo lancio in accesso anticipato. Caricamenti lunghi, animazioni legnose, svariati crash che costringevano al riavvio e diversi cali di frame rate, anche in single player. Gran parte di questi problemi è stata risolta, ed adesso il gioco è in ottime condizioni. Il motore di gioco utilizzato è l’Unreal Engine 4. La natura sandbox dell’opera limita ovviamente la qualità delle texture, che non sono molto belle a vedersi, così come i modelli poligonali dei mostri con cui avremo a che fare non sono particolarmente dettagliati, né godono di animazioni particolarmente rifinite. La bella direzione artistica, però, aiutata dal fantastico sistema di illuminazione (le cui qualità vengono messe in mostra soprattutto al calar della notte, quando saremo obbligati ad accendere una torcia per vederci qualcosa), sopperisce agevolmente a queste mancanze. I fotogrammi sono stabili, le ambientazioni sono vaste e godono di un campo visivo molto esteso, garantendo all’utente la possibilità di raggiungere qualunque luogo desideri.  Siamo al cospetto di una terra dal sapore esotico, in cui deserti, oasi, palme e antiche rovine dal sapore mesopotamico convivono con altre culture più occidentali ed ambienti più lussureggianti o addirittura innevati, ma sempre primitivi e ancestrali. Camminare nel deserto e intravedere le mura di una città significherà poterla raggiungere, per poi scoprire come, anche all’interno di una stessa zona, possano coesistere habitat molto diversi. Durante una delle mie peregrinazioni, infatti, mi sono imbattuto in una città maledetta e completamente abbandonata, in cui le ombre sembravano addensare l’aria nonostante fosse ancora giorno. Una situazione orrorifica che ricorda da vicino molte avventure lette e rilette negli anni e che qui riprendono vita sullo schermo. Le terre dell’esilio sono pregne di quel misticismo e di quel senso del terrore che abbondavano nelle opere letterarie cui gli autori del gioco si sono ispirati, e questa, di per sé, è una grandissima conquista, visto che, pur sfruttando solo in parte le possibilità che l’universo di Conan avrebbe permesso, il prodotto di Funcom rappresenta, almeno esteticamente, una boccata d’aria fresca in un panorama ormai saturo di mondi fantastici ispirati al medioevo nordeuropeo.
Anche il comparto sonoro ha modo di dire la sua. A degli effetti sonori di buona fattura si accompagna una colonna sonora davvero epica e magniloquente, capace di sottolineare con forza i diversi momenti della partita, sia grazie a sonorità sinfoniche, sia grazie agli strumenti a corda, che fanno da sfondo ai momenti più tranquilli. Spicca in particolare il tema principale, che si stamperà a lungo nelle vostre orecchie e non fa rimpiangere le musiche dei film degli anni ’80.

Lotta per la sopravvivenza
Cos’altro dire, quindi, di Conan Exiles? Il gioco, allo stato attuale, non presenta gravi lacune, anzi: il suo comparto tecnico, per quanto non perfetto graficamente, è decisamente stabile, e le meccaniche di gioco sono ben rodate e complete. Il problema principale, come avrete capito, è l’assoluta mancanza di novità nella formula di gameplay, che potrebbe scocciare sia chi ha già giocato tanti titoli survival, sia chi invece questo genere proprio non lo sopporta e sperava, come il sottoscritto, che l’ambientazione hyboriana avrebbe potuto rappresentare un’occasione per immergersi nuovamente in un mondo che ogni appassionato di sword & sorcery ha amato con tutto il cuore.
La community, in casi come questo, potrebbe fare la differenza fra un successo o una caduta nell’abisso. Il mio consiglio, pertanto, è di valutare con attenzione se spendere i cinquanta euro necessari al suo acquisto, anche (o soprattutto?) se siete fan del personaggio.
A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: a quando un bel gioco di ruolo single player con protagonista il nostro Barbaro preferito?

Prezzo di lancio: 49, 90 €
Prezzo da noi consigliato: 19, 90 €

Conan Exiles

Conan Exiles
7

Pro

  • Ambientazione affascinante...
  • Meccaniche complete e complesse
  • Buon comparto tecnico

Contro

  • ... Ma sfruttata solo a metà
  • Nessuna vera novità
  • Ripetitivo in singolo giocatore
About Michele Anastasia 28 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.