Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione

Parlare di Captain Tsubasa in Italia, probabilmente, potrebbe suscitare più di una perplessità nella maggior parte delle persone; diverso è il discorso quando parliamo di Holly e Benji. Chi non conosce i mitici Oliver Hutton, Benji Price, o il potente Mark Lenders?
Holly e Benji, insieme a Dragon Ball, sono stati i cartoni animati -o anime, se preferite- più amati da tutti i bambini e ragazzi degli anni ’90, compreso il sottoscritto.
Ebbene, per chi non lo sapesse, Captain Tsubasa è il nome originale del rispettivo anime calcistico, il quale fu completamente ri-adattato nella nostra lingua, stravolgendo i nomi originali, in favore di derivanti dall’inglese, ben più familiari a noi europei.
Operazioni simili erano la normalità negli anni ’90, basti pensare ai Cavalieri dello Zodiaco che in Giappone sono conosciuti come Saint Seiya, o ai molti nomi stravolti nel prima citato Dragon Ball.
Inutile dirvi, quindi, che se siete stati degli appassionati storici della saga, sarà dura riuscire ad assimilare tutti i nuovi nomi, ma dopo un po’ di ore potreste già riuscire a farci il callo.
Ma basta indugiare, andiamo a vedere la bontà di questa trasposizione videoludica di uno degli anime calcistici più famosi e amati di sempre.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Launch Trailer | PS4

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Ritorno alle medie

La modalità principale di questo Captain Tsubasa: Rise of New Champions è certamente “Il Viaggio”, il quale abbraccia sostanzialmente due periodi dell’anime: il torneo del terzo anno delle scuole medie e l’International Champions Cup dello stesso anno.
Il torneo delle scuole medie, intitolato “Episodio Tsubasa” è pensato principalmente per introdurre il giocatore alle meccaniche di gioco, e ci vedrà impegnati nei panni di Tsubasa Ozora e della sua Nankatsu, nel tentativo di vincere per il terzo anno consecutivo il torneo delle scuole medie. Contro, manco a dirlo, la solita Accademia Toho di Tokio guidata dal capitano Kojiro Hyuga.
La seconda storia, intitolata “New Hero”, ci vedrà invece alle prese con il calcio internazionale. Dovremo creare prima di tutto un nostro alter ego virtuale attraverso un buon editor, ed inserirlo in una delle tre squadre disponibili: l’Accademia Toho, la Furano e la Musashi.
Questa seconda storia si divide in due parti: nella prima dovremo competere in un torneo comprendente le migliori squadre del Giappone, con lo scopo di metterci in mostra ed essere convocati in nazionale; nella seconda parte dovremo competere nell’International Champions Cup, allo scopo di diventare campioni del mondo.
In entrambe le modalità ci ritroveremo a dover leggere lunghe sequenze di dialoghi, i quali ci narreranno gli avvenimenti tra una partita e l’altra o persino all’interno della partita stessa.
Purtroppo le cut-scene sono ridotte all’osso e questo è certamente un punto a sfavore della narrazione, in quanto le lunghe sequenze di dialoghi testuali potrebbero tediare i giocatori meno pazienti.
La qualità di questi ultimi è altalenante: a volte la narrazione scorre via liscia, altre volte però risulta stucchevole e tediosa, in quanto viene aggiunto poco alla trama.
Episodio Tsubasa risulta maggiormente pregno di sequenze narrative, in particolar modo all’interno della partita, con tanto di sequenze scriptate nelle quali ci toccherà subire gol obbligatoriamente o vedere il nostro caro Tsubasa segnare senza che noi abbiamo fatto nulla. Eventi che comunque ci faranno rivivere alcuni momenti epici dell’anime e dunque sono assolutamente un valore aggiunto.
New Hero invece aggiunge altre meccaniche, come ad esempio un sistema di affinità con altri giocatori dell’universo di Captain Tsubasa: Rise of New Champions, i quali ci insegneranno le loro tecniche una volta conquistata gradualmente la loro amicizia.
Per poter creare affinità con questi ultimi dovremo prima trovare la loro carta all’interno di pacchetti acquistabili con moneta in-game che guadagneremo semplicemente giocando.
In entrambe le modalità avremo anche la possibilità spesso e volentieri di scegliere tra alcune opzioni di dialogo: possibilità poco interessante e che spesso si risolverà in battute fini a se stesse.
Entrambe le storie sono capaci intrattenere e divertire, seppur in modo diverso il giocatore, e sono certo che i fan della serie ameranno ogni singola partita che gli verrà proposta.
La longevità de Il Viaggio è più che buona, in quanto impiegherete non meno di 15 ore per portare a termine entrambe le storie.
Oltre a questo abbiamo chiaramente la possibilità di giocare in multiplayer, sia esso in locale che online.
In rete abbiamo la possibilità di disputare sia partite singole che di organizzare tornei invitando chi vogliamo.

Il ritorno dell’arcade

Diciamolo: questo Captain Tsubasa: Rise of New Champions è una graditissima boccata d’aria fresca in un genere, come quello dei calcistici, dove al di fuori di FIFA e PES sembrava non esserci altro.
Badate bene, questa non vuole essere una critica agli ottimi prodotti di Electronic Arts e Konami, bensì un voler sottolineare quanto ci fosse la necessità e lo spazio di un qualcosa di diverso, che puntasse meno al realismo e molto di più ad un tipo di divertimento più ancorato alle origini del videogioco.
L’opera di Tamsoft è il classico titolo arcade, come se ne vedevano molti negli anni ’90, nel quale tattica e realismo lasciano il posto a super tiri e scivolate al limite dell’umano.
Ma andiamo a parlare più approfonditamente del gameplay vero e proprio.
La mappatura dei tasti è, in parte, simile a quella che potremmo trovare in uno dei due titoli sopra citati, ma con qualche differenza sostanziale.
Innanzitutto la stamina è stata sostituita da una barra dello “spirito” che ci permetterà o meno di compiere tiri, scatti o dribbling.
Questa barra diventerà fondamentale in particolar modo per il portiere, in quanto che, per segnare, dovremo portare a zero la propria barra. Per fare ciò dovremo tirare più volte, oppure tirare da molto vicino con dei tiri speciali.
Perché si, non potevano mancare gli iconici tiri speciali, dal Tiro della Tigre di Hyuga al Tito Guidato di Tsubasa. Eseguire questi tiri richiede più tempo di uno normale, quindi dovremo avere un po’ di campo davanti per poterli eseguire.
Altra meccanica fondamentale è quella del dribbling, eseguibile sia con la pressione del tasto R1 che con quello R2: con il primo di andrà di sfondamento; col secondo si eseguirà un dribbling tecnico.
La riuscita dell’azione dipenderà dalla scelta dell’avversario: se avrà utilizzato anche esso R1 (con cui si esegue un blocco in piedi) oppure R2 (con cui si esegue la scivolata) per contrastarci. Questa è una meccanica effettivamente casuale e legata alla fortuna, ma in un titolo che punta al divertimento e non al realismo può starci a mio avviso.
Effettuando tiri e dribbling caricheremo una barra, con la quale potremo attivare a nostro piacimento due cose: la Zona V, che ci permetterà per un lasso di tempo di eseguire tiri molto più velocemente; oppure premere il tasto L2 quando stiamo subendo un tiro per vedere in nostro portiere parare senza né subire gol né perdere dello spirito.
Devo dire che pad alla mano le partite risultano piacevoli e divertenti, anche al netto di alcune criticità, prima fra tutte quella relativa ad una legnosità di fondo che non permette di muovere con grandissima precisione i nostri calciatori, e ad alcuni momenti in cui i passaggi non vengono fatti con la dovuta reattività o precisione.

Spalti gremiti

Il titolo Tamsoft risulta davvero piacevole da vedere: il colpo d’occhio durante le partite è più che buono, e la realizzazione dei modelli dei personaggi è fedele all’originale e ben riprodotto.
Anche gli sprite che compaiono durante i dialoghi sono di ottima fattura e riescono a non sfigurare neanche messi a confronto con quelli del recente remake dell’anime.
Anche le musiche sono buono, come gli stessi suoni durante le partite. Buono il doppiaggio in lingua nipponica, anche se ci sarebbe la possibilità di impostare la lingua inglese.
Tecnicamente poi il gioco gira bene sui 30 fotogrammi al secondo, anche se probabilmente i 60 avrebbero davvero giovato, soprattutto per quanto riguarda la reattività dei calciatori.
Infine, nella nostra prova non abbiamo riscontrato bug di alcun tipo.

Operazione riuscita

In definitiva, questo Captain Tsubasa: Rise of New Champions è un ottimo titolo, capace di farci rivivere le gesta di Tsubasa e soci attraverso una modalità storia longeva e piacevole.
Pad alla mano poi il gioco è divertente e scanzonato quanto basta per farci passare tante ore di sano divertimento.
Ovviamente non è un titolo esente da difetti o pecche, ma al netto di tutto sono molti di più i punti di luce che quelli di ombra.
Consigliatissimo a tutti i fan della saga, a chi è in cerca di un’esperienza divertente ed immediata, e a chi vuole trovare un titolo con cui divertirsi con i propri amici.

Prezzo di lancio: 69, 98 €
Prezzo da noi consigliato: 49, 98€

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

69, 98 €
8

8.0/10

Pro

  • Fedele allo spirito della serie
  • Graficamente fa la sua figura
  • Modalità Il Viaggio longeva e divertente
  • Gameplay che funziona…

Contro

  • … ma con qualche pecca qua e là
  • Dialoghi a volte tediosi e lunghi
About Luca "Big Boss" Panizzoli 2630 Articles
----Work in progress ---- Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv.... vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed "uomini", ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno - Reggio Calabria. Stay Tuned!