Borderlands 3 – Recensione

Borderlands mi mancava, solo che non lo sapevo. L’ultimo episodio, The Pre-Sequel, risaliva al 2012 e da allora, nonostante la pubblicazione di altri titoli che dall’opera di Gearbox avevano preso spunto, la mia fame di proiettili, level-up e loot casuale non era stata placata nemmeno un po’.
Nessun altro emulo era stato in grado di ricreare la folle atmosfera di Pandora, il pianeta che abbiamo imparato ad amare nei due capitoli principali, né a presentarci villain carismatici ed iconici come lo splendido Jack il Bello.
Ora che, finalmente, ho avuto modo di passare un po’ di tempo in compagnia del terzo episodio, uscito il mese scorso, credo di aver finalmente capito perché Borderlands sia un franchise speciale e perché, nonostante il passare degli anni, un sacco di giocatori non vedevano l’ora di imbracciare il fucile per andare a caccia dell’ennesima Cripta nascosta chissà dove.

Borderlands 3 – Official Cinematic Launch Trailer: “Let’s Make Some Mayhem”

A Psycho cult threatens to tear the galaxy a new one. They’ll have to get through you first. Borderlands 3 is now available! #LetsMakeSomeMayhem Get #Borderlands3: https://borderlands.com/en-US/shop Music: “Seven Seas of Rhye” by Queen Subscribe and follow for more exclusive Borderlands 3 info: Instagram: https://instagram.com/borderlands Facebook: https://facebook.com/borderlandsgame Twitter: https://twitter.com/Borderlands Website: https://borderlands.com ABOUT BORDERLANDS 3 The original shooter-looter returns, packing bazillions of guns and an all-new mayhem-fueled adventure.

Altro giro, altro cattivone
Per il sottoscritto ciò che aveva reso Borderlands 2 un vero e proprio capolavoro nel suo genere era stata proprio la sceneggiatura. Tra personaggi fuori di testa, situazioni al limite dell’ilarità e colpi di scena inaspettati, la storia del pianeta Pandora e dei suoi abitanti mi aveva rapito in un vortice di risate e violenza. Proprio per questo fa piacere vedere come la qualità della scrittura sia rimasta pressoché inalterata rispetto al passato.
Questa volta L’Aquila di Fuoco, Lilith, che già avevamo imparato a conoscere nello scorso capitolo, dovrà vedersela con i terribili gemelli Calypso, intenzionati ad ottenere il potere contenuto nelle Cripte sparse per tutta la Galassia, sfruttandolo, ovviamente, per fini malvagi, anzi, malvagissimi.
In questa vicenda il giocatore impersonerà uno fra i quattro nuovi Cacciatori della Cripta che decideranno di aiutare i Crimson Raiders nella lotta alla nuova minaccia. Ancora una volta, quindi, la narrazione mette il giocatore nei panni di un personaggio marginale, laddove il perno centrale attorno al quale ruoteranno gli eventi saranno i vari npc con cui avremo a che fare.
Questa scelta, in realtà, aumenta di molto l’immersione all’interno del vasto universo ideato dagli sviluppatori di Gearbox, mai così ricco e complesso come in questo caso.
Il nuovo duo di villain, c’è da dirlo, non raggiunge gli stessi livelli di Jack il Bello in quanto a sfacciataggine e sagacità verbale, ma riesce a tenere botta senza troppi problemi per l’intera durata dell’avventura. Il corollario di personaggi secondari, poi, che vedrà diversi ritorni direttamente dal secondo episodio, è il solito concentrato di battute al limite del politicamente corretto e gustosi siparietti comici, con l’immancabile Claptrap a dominare la scena.
Si nota una certa tendenza a riproporre alcune situazioni che sanno di già visto, e questo è un peccato, ma il più grande pregio di Borderlands 3 è quello di riuscire finalmente a presentare un mondo compatto e pregno di personalità, con le sue figure iconiche consolidate nel corso degli anni e una lore ormai stracarica di elementi.
Spostarsi da una location all’altra a bordo della gigantesca nave spaziale Sanctuary trasmette la sensazione di trovarsi davvero in una galassia piena di stelle e cose da fare, riportando alla mente alcune sensazioni provate in certi simulatori spaziali.
I ragazzi di Gearbox, insomma, hanno deciso di offrire ai fan un prodotto capace di accontentare soprattutto chi ha vissuto su Pandora sin dal lontano 2009, quasi si trattasse della chiusura di un cerchio ideale, la qual cosa si riflette, come vedremo fra poco, anche nelle minime variazioni applicate all’ossatura del gameplay.

Nessuno spara ai miei amici tranne me!
Chi ha già giocato un qualsiasi episodio di Borderlands si sentirà subito a casa, una volta avviata la nuova partita. Potremo scegliere fra quattro personaggi, ognuno con un’abilità diversa a disposizione e un background narrativo personale.
Amara avrà la possibilità di utilizzare i propri poteri da Sirena, Moze potrà contare su di un esoscheletro in grado di aumentare la potenza di fuoco, Zane farà sfoggio di alcuni gadget che gli permetteranno un approccio più evasivo mentre FL4K, il personaggio da me utilizzato, è un cacciatore che farà affidamento su un companion in grado di aiutarlo negli scontri in diversi modi.
Ciascuna di queste abilità potrà essere potenziata guadagnando punti esperienza e salendo di livello, grazie ad un sistema che ricorda molto da vicino quello di Diablo II. A ciò, ovviamente, va’ aggiunta la possibilità di equipaggiare scudi e modificatori di classe in grado di alterare alcune statistiche, oltre alle sterminate armi che è possibile ottenere eliminando i nemici.
Dove sono le novità, quindi? Beh, come ho anticipato più su, non ve ne sono poi molte. La possibilità di aggrapparsi alle sporgenze, però, unità ad una capacità di movimento del personaggio migliorata, ha permesso agli sviluppatori di rendere gli scontri di Borderlands 3 molto più dinamici e divertenti che in passato.
Se in Borderlands 2 erano principalmente le statistiche a fare la differenza fra la riuscita di uno scontro e l’altro, ora i programmatori si sono permessi di ideare tipologie di nemici più variegate e con delle abilità più diversificate, rendendo l’esperienza molto più vicina a quella di un vero sparatutto in terza persona (senza mettere da parte le statistiche e i numeri tanto cari a noi giocatori di ruolo, badate bene).
Ne risulta che, da qualunque punto di vista si decida di analizzare il prodotto, Borderlands 3 è semplicemente il capitolo della serie più divertente in assoluto da giocare e, per una volta, anche provarlo in modalità single player risulterà essere gratificante. Se portare a termine Borderlands 2 da soli era decisamente tedioso, questa volta mi sono divertito un sacco.
Una volta terminata la partita, poi, sarà possibile accedere alla modalità True Vault Hunter, una sorta di new game plus in cui potremo affrontare nemici più potenti per ottenere dell’equipaggiamento ancora migliore, mantenendo il livello e le statistiche acquisiti in precedenza.
Questo rende la longevità di Borderlands 3 decisamente alta, soprattutto per i giocatori decisi a costruire la build perfetta, la quale, ovviamente, è spesso l’obiettivo finale di questo tipo di titoli.
Come se non bastasse, il sistema di sviluppo sarà ulteriormente espanso grazie al Guardian Rank System, che ci permetterà di acquistare delle monete da spendere in ulteriori potenziamenti per il nostro personaggio.
Non vi basta? Bene, perché ci sono anche le Proving Grounds, delle sfide in cui dovremo abbattere ondate di nemici sempre più toste per ottenere, indovinate un po’, altro loot e altra esperienza.
A tutto questo è da aggiungersi la modalità cooperativa, e sappiamo bene quanto Borderlands, assieme a degli amici fidati, sia capace di trascendere le vette più alte del divertimento.
Al netto del poco coraggio dimostrato dagli sviluppatori, dunque, possiamo dire che la base per intrattenere i fan ancora molto a lungo c’è tutta. E, di questi tempi, è raro vedere un titolo con così tanto contenuto e così tanto bello già al lancio. Tanto di cappello, Gearbox.

Old is better
Se il gameplay della serie, pur privo di innovazioni significative, rimane ancora oggi divertente e solido, è impossibile non notare come il comparto tecnico non sembra aver tratto molti benefici dalla potenza dei nuovi hardware a disposizione degli sviluppatori.
Intendiamoci, il cel shading è uno stile grafico che non ha bisogno di chissà quale complessità, e il sistema di illuminazione presenta notevoli miglioramenti nei riflessi delle superfici, ma, a parte questo, sembra di giocare solo una versione leggermente aggiornata di Borderlands 2.
Abbiamo provato il gioco sulla versione base di Xbox One, e, sebbene tutt’altro che sorprendente, il risultato era ben lungi dall’essere insufficiente. Il frame rate è costantemente ancorato ai trenta fotogrammi al secondo, mentre i caricamenti erano pochi e molto brevi. In generale quello che rende Borderlands 3 davvero bello da guardare è la notevole varietà delle ambientazioni, tutte molto ispirate e capaci di riportare alla mente i grandi classici della science fiction letteraria, con scorci visionari che faranno volare la fantasia e la mente del giocatore.
Architetture moderne si alternano a costruzioni dal sapore decisamente più fantasy, spaziando dal cyberpunk più puro costellato di grigi palazzoni e luci al neon fino alle placide vallate bucoliche di un pianeta vergine.
L’universo di Borderlands 3 è vivo e credibile, anche grazie allo splendido apporto della colonna sonora, ad opera di diversi compositori (fra i quali è impossibile non citare il mitico Jesper Kyd, già autore dell’immortale tema principale di Assassin’s Creed 2, fra le altre cose).
Country, musica elettronica e spruzzate di ambient d’alta classe dipingono un quadro variopinto almeno quanto lo sono sei pianeti che avremo il piacere di visitare.
Ecco che dietro l’apparente faciloneria della sceneggiatura si nasconde invece un lavoro svolto con grande serietà, la quale si può percepire anche dall’attenzione rivolta al comparto artistico.
Un’ultima nota di merito per il doppiaggio in italiano: Borderlands ha da sempre avuto un cast di doppiatori eccellenti e, fortunatamente, questo terzo episodio non tradisce le aspettative nemmeno in questo campo.
Non vi è una singola linea di dialogo che possa essere percepita come fuori posto o anche soltanto mediocre e tutto ciò contribuisce in maniera sostanziale al coinvolgimento generale.

Claptrap è amore, Claptrap è vita
Cos’altro aggiungere su Borderlands 3? Forse Gearbox avrebbe potuto osare un po’ di più e proporre qualche novità di rilievo, ma è anche vero che, in fondo, nessuno ne sentiva davvero il bisogno.
Ci sono due modi di valutare questo ritorno sulla scena: o lo si apprezza per essere rimasto fedele alle proprie radici, oppure lo si può disprezzare per lo stesso motivo.
Il sottoscritto è dell’idea che una cosa che funziona non sempre abbia bisogno di cambiare, soprattutto quando non si tratta di un prodotto la cui reiterazione continua sul mercato abbia portato ad una saturazione delle basi sulle quali una serie poggia le proprie fondamenta.
Borderlands 3 giunge a distanza di numerosi anni di distanza dai suoi predecessori e, a conti fatti, rivederlo così in forma può soltanto fare piacere.
Nonostante un comparto tecnico di certo non eccezionale, la brillantezza della scrittura, la varietà dei combattimenti, l’impressionante mole di contenuti e l’eccellente direzione artistica rendono il nuovo titolo Gearbox imperdibile per i fan della serie, anche se le vette del secondo episodio rimangono, e rimarranno auspicabilmente a lungo inarrivate, almeno per quanto riguarda la sceneggiatura e la narrativa.
Bentornati, Cacciatori della Cripta.

Prezzo di lancio: 69, 99 €
Prezzo da noi consigliato: 59, 99 €




Borderlands 3

69, 99 €
8.5

8.5/10

Pro

  • Trama ben scritta
  • Gameplay solido e ricco di opzioni
  • Tanti contenuti
  • Direzione artistica eccellente
  • Comparto sonoro di alto spessore

Contro

  • Poche novità
  • Comparto tecnico non eccezionale
About Michele Anastasia 88 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.