Bleeding Edge – Recensione

Ormai da un paio d’anni il Game Pass è diventato il fulcro attorno al quale ruota la maggior parte delle strategie di marketing in casa Microsoft. L’acquisto di diverse software house di media grandezza avvenuto nell’ultimo anno non fa che confermare la volontà del colosso di Redmond di riversare nel suo servizio un numero discretamente alto di produzioni dal budget non troppo esoso, ma che ben si sposano con la natura del suo servizio.
Bleeding Edge, l’ultima fatica dei nuovi arrivati Ninja Theory, sembra essere uno dei primi esempi concreti del nuovo corso. Il team inglese, noto soprattutto per avventure single player come Enslaved o l’apprezzatissimo Hellblade: Senua’s Sacrifice, si presenta per la prima volta nella sua storia con un titolo esclusivamente multigiocatore che sembra voler riscrivere, almeno in parte, le regole dei battle arena ad eroi. Ormai da un mese il titolo è disponibile anche su Game Pass, e noi l’abbiamo provato per voi.
Come sarà andata?

Bleeding Edge Launch Trailer

Team Up. Cause Chaos. https://xbx.lv/33GymhW Bleeding Edge is a 4v4 team fighter coming March 24 2020 on Xbox One, Windows 10, and Steam. Pre-order or play w…

Un futuro fuori di testa

Per ovvie ragioni è inutile specificare quanto, dato il genere d’appartenenza, sia superfluo soffermarsi troppo sulla componente narrativa di Bleeding Edge. Il gioco è ambientato in un futuro non troppo lontano in cui un gruppo di guerrieri ciberneticamente modificati, chiamati, appunto, Bleeding Edge, ha messo su un curioso circuito di lotte clandestine, con lo scopo di reclutare un’armata di cyber-combattenti dediti al sabotaggio dei piani alti.
Quello che certamente salta all’occhio dopo pochi secondi, di certo, è l’estroso character design messo su dal team di sviluppo inglese, capace di abbracciare diversi ambiti della cultura moderna. Il cast di personaggi utilizzabili (attualmente solo una dozzina) spazia da Daemon, un samurai afroamericano con la passione per i graffiti e la musica hip hop, a Mekko, un delfino giapponese trasformato in arma biologica (non sto scherzando!) fino a Níðhöggr, un metallaro norvegese dedito al black metal che ha deciso di farsi impiantare nel corpo innesti cibernetici e combatte usando, ovviamente, la sua fida chitarra elettrica.
Non che gli altri eroi siano da meno, ma è per farvi capire quanto fuori di melone dovesse essere il team che si è occupato del titolo al momento della sua ideazione. Il che è solo un bene, sia chiaro.

Meglio menarsi che spararsi

Quando si arriva al gioco vero e proprio, però, Bleeding Edge mostra, fortunatamente, un altro discreto numero di idee interessanti.
Tanto per cominciare le battaglie sono strutturate attorno ad un sistema di combattimento melee che prevede diversi tipi di attacchi e manovre evasive, come salti, schivate e combo all’arma bianca. Dimenticatevi, quindi, l’impostazione da sparatutto in prima persona tipica di giochi come Overwatch o Paladins. Qui ci si mena, e ci si mena con stile.
I combattenti, come da prassi, sono divisi in tre categorie, che vanno a ricoprire i ruoli di damage dealer, tank ed healer tipici di questi titoli. Proprio come negli altri giochi sopracitati, infatti, molta enfasi è posta proprio sull’utilizzo dell’abilità giusta al momento giusto. Sarà necessario, dunque, sfruttare bene il cooldown delle skill e, soprattutto, collaborare con i nostri alleati.
Le battaglie di Bleeding Edge, infatti, non possono assolutamente essere affrontate come dei lupi solitari, pena la morte ineluttabile del nostro personaggio e lo sfasamento della formazione alleata.
Il sistema funziona, diverte e presenta anche una certa dose di tecnicismo e varietà, visto che alcuni eroi, come Gizmo, sono stati invece pensati per le schermaglie a distanza. A furia di provare e riprovare diverse combinazioni e soluzioni, posso sentirmi di affermare con qualche sicurezza che, per ora, fra i dodici personaggi disponibili ciascun giocatore troverà quello che più si addice al proprio stile.
Vincendo gli scontri, oltretutto, è possibile guadagnare valuta in-game (non sono presenti microtransazioni) con la quale acquistare sia elementi cosmetici sia, soprattutto, alcuni modificatori di caratteristica con i quali costruire una nostra personale build, andando a potenziare le statistiche che più ci interessano.
Insomma, si potrebbe dire che le basi sono molto solide. C’è, purtroppo, un grosso difetto di contenuto che affligge Bleeding Edge e gli impedisce di spiccare in un panorama già molto agguerrito.
Le modalità disponibili sono soltanto due: la prima è strutturata attorno alla conquista di zone specifiche della mappa per ottenere punteggio; la seconda si basa sulla raccolta di cellule energetiche da riportare alla base.
Sono divertenti e funzionano, ma qualcosa in più non avrebbe guastato.
Le mappe, poi, non sono molte (credo di averne contate cinque), anche se sono tutte abbastanza riuscite e variegate, presentando spesso anche elementi interattivi dello scenario, come treni in corsa e barriere elettriche da evitare.
Il roster di eroi, poi, come già detto, si limita a soltanto dodici combattenti. Un po’ pochi, anche se sicuramente il titolo riceverà qualche aggiornamento nei prossimi mesi.
E qui casca l’asino: ha senso valutare un progetto come Bleeding Edge nel periodo di lancio? Altri prodotti per certi versi simili, come Sea of Thieves, o gli stessi Overwatch e Paladins, si sono evoluti molto nel corso del tempo, diventando titoli per certi versi molto differenti rispetto al passato.
Proprio per questo, credo che giocare alla nuova fatica di Ninja Theory usufruendo dell’abbonamento ad Xbox Game Pass sia senza dubbio una scelta preferibile all’acquisto permanente.

Un fumetto cyberpunk

L’estetica di Bleeding Edge, invece, non teme confronti. I designer si sono fortemente sforzati di trasporre l’immaginario cyberpunk che tanto sembra andare di moda ultimamente in una grafica dalle tinte fumettose che fa ampio uso della tecnica del cel-shading.
Le ambientazioni sono coloratissime e sprizzano dettagli da tutti i pori, i personaggi sono carismatici e ben animati, mentre la colonna sonora, ricca di scoppiettanti brani elettronici, è un degno accompagnamento alla spericolata bagarre tipica di ogni scontro.
Certo, la conta poligonale non è altissima, ma il gioco regge botta anche su computer di fascia medio-bassa e si presenta come un titolo molto scalabile. Anche su console le prestazioni sono ottime e più che adatte ad un titolo che deve essere prima di tutto fluido e giocabile. Il risultato finale, insomma, è una sorta di Borderlands ancora più sopra le righe, e rappresenta forse il maggior pregio di Bleeding Edge.

Un esperimento piacevole

La prima sortita di Ninja Theory nel mondo dei titoli multiplayer, insomma, non è esente da qualche critica, ma ha dalla sua una struttura di base solida e, soprattutto, la sua presenza nel catalogo di Xbox Game Pass.
A fronte di una spesa minima, potreste provare Bleeding Edge assieme a qualche amico e, nel frattempo, godervi qualche altro titolo più corposo fra i tanti a disposizione.
Le poche modalità e i pochi personaggi presenti sono, al giorno d’oggi, un’incognita abbastanza pesante sulla durata a lungo termine del progetto, ma, per ora, è impossibile fare pronostici, come la storia ci ha già insegnato.

Prezzo da noi consigliato: giocatelo con Xbox Game Pass!
Prezzo di lancio: € 29, 90

Bleeding Edge

€ 29,99
7.5

7.5/10

Pro

  • Stile estetico estremamente gradevole
  • Gameplay solido e bilanciato
  • Si adatta bene alla formula di Xbox Game Pass

Contro

  • Pochi contenuti
  • Pochi personaggi
  • La sua durata nel tempo è tutta da valutare
About Michele Anastasia 118 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.