Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout – Recensione

Temo Koei e Gust ci sono riusciti ancora una volta, hanno portato una ventata di aria fresca al brand Atelier senza distruggere il cuore della saga, grazie al nuovo capitolo della serie: Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout. Il titolo è il primo capitolo dopo la trilogia Mysterious ed è anche il primo capitolo della saga a vendere ben 150.000 copie al lancio, una cifra enorme anche in territorio Giappone e in questa recensione cercherò di mostrarvi un pò della bellezza che si nasconde in questo titolo, sia per i veterani della saga che per i neofiti.

Atelier Ryza – Launch Trailer | PS4

Atelier Ryza is available now on the PS4! Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout follows teenage tomboy Ryza and her band of mischievous friends, Lent and Tao, who yearn for adventure and excitement far away from their mundane village life.

Avventurieri si diventa

A differenza di tutti i capitoli precedenti della saga dove avevamo come protagonista un’alchimista, anche se principiante, questa volta le cose inizieranno già a cambiare da questo: Reisalin Strout, Ryza per gli amici, è infatti una figlia di fattori e non ha mai neanche sentito parlare della pratica dell’alchimia. Passa le sue giornate con i suoi amici d’infanzia Lent e Tao alla ricerca di nuove avventure per cercare di evadere la monotonia dell’isola di Kurken, quest’ultima sarà scossa dall’arrivo di una nave mercantile e dall’incontro con Klaudia, figlia del capo del mercantile, e soprattutto Lila e Empel, quest’ultimo essendo un alchimista sarà colui che farà scattare la scintilla alchemica a Ryza che da subito lo vorrà come maestro. Se in questo piccolo accenno della trama vi ha fatto pensare che il gioco vedrà solo la crescita della protagonista allora siete fuori strada, Atelier Ryza infatti è un’avventura corale dove ognuno dei personaggi si vedrà crescere anche attraverso un sistema di quest rinnovato rispetto ai vecchi titoli. Rinnovata però, è anche la cura allo story telling che si avvicina molto di più ad un JRPG tradizionale che ad un Atelier affrontando tematiche non pesantissime ma di sicuro meno leggere rispetto ai vecchi capitoli ( fatta esclusione per la trilogia Dusk).

Ryza, la nostra protagonista è stata fin da subito uno dei punti cardine della scalata al successo del gioco, un pò in stile 2B con Nier Automata

Tecnicismi tattici d’azione

Penso sia arrivato il momento di parlare di uno dei maggiori cambiamenti e punti forti del gioco: il battle system che senza dubbio si posiziona al primo posto come migliore battle system della saga. Per quanto diverso rispetto al vecchio, le radici sono quelle infatti il combattimento di Ryza sarà sempre un classico a turni dove la velocità del personaggio sarà la stat principale che determinerà l’ordine in cui noi e i nemici ci daremo battaglia, la novità sta anche nella fluidità del gioco che nonostante i turni, le azioni saranno in tempo reale. In battaglia potremo utilizzare 3 dei 6 personaggi giocabili e durante la battaglia potremo, premendo R1 ed L1, cambiare da un personaggio all’altro magari per usare qualche abilità specifica del personaggio. In questo capitolo diremo addio agli MP che faranno posto agli AP e alla Tactics Gauge, i primi serviranno per attivare le abilità e si caricheranno attaccando mentre la seconda si caricherà usando gli AP e man mano che si caricherà aumenterà di livello fino ad arrivare a 5, aumentare di livello la tactics gauge ci permetterà di attaccare più volte in combo e aumentare anche la potenza delle abilità che potrebbero anche ricevere dei nuovi effetti a determinati livelli di gauge. Quest’ultimo sarà vitale anche per l’utilizzo delle quick action, azioni che al costo di 10 punti gauge ignorerà la turnazione attuale per mettere al primo posto il personaggio principale che potrà dare il via a combo o attacchi speciali in modo da annientare il nemico o almeno ad azzerargli la Break Gauge, una barra che avranno sia i nemici che i nostri personaggi e che se azzerata porterà ad uno stun che porterà ad un vantaggio considerevole durante la battaglia. Come ogni Atelier anche in Ryza gli oggetti creati ci porteranno un vantaggio in battaglia ed il loro utilizzo seppur a prima vista possa sembrare complicato, dopo qualche battaglia ci si farà l’abitudine, infatti gli l’uso degli oggetti non sarà legato agli AP ma ad un oggetto chiamato Core e permetterà ad ogni personaggi di portare da 1 a 4 oggetti in battaglia ( a seconda della potenza dell’arma), ogni oggetto quando usato farà scalare i punti CC che saranno sempre 10 e arrivati a 0 non permetteranno più l’uso di oggetti a meno che non se ne se sacrifichi uno (il sacrificio dell’oggetto non è per sempre ma solamente per la durata dell’esplorazione) per ripristinarla totalmente è quindi una buona idea preparare qualche item addetto alla ricarica. Ma sacrificare non è l’unico modo per ricaricare i CC, durante la battaglia ci sono skill passive che ci faranno recuperare CC combattendo e fuori dalla battaglia invece troveremo dei punti di ristoro che ci permetteranno di riposare, salvare e ricaricare i CC, dopo averne fatto uso però, il punto di ristoro si disattiverà finchè non torneremo all’atelier. Ma cosa può rendere questo battle system ancora più appagante di quanto non lo sia già? Lo so io e lo sapete pure voi: ATTACCHI SPECIALI! Che nel gioco si chiamano Fatal Drive e si sbloccheranno solo quando il personaggio arriverà al livello 40 e ci permetteranno di fare una quantità spropositata di danni ma ovviamente con un effetto collaterale: dovremo avere la Tactics Gauge al livello 5 e quest’ultima si resetterà al livello 1 e ci lascerà a 0 AP, quindi dovremo stare attenti quando usarla.

Durante il combattimento i personaggi controllati dal PC potrebbero chiedere determinate azioni da parte del personaggio principale (ad esempio attaccare con il fuoco o più semplicemente con qualche oggetto), quando avremo concluso l’azione richiesta il personaggio attiverà una skill.

L’evoluzione dell’elaborazione

Come si può parlare di Atelier e non parlare della pratica dell’alchimia? Soprattutto in questo capitolo in cui il processo alchemico viene rivoluzionato, come gli altri capitoli ogni oggetto da creare avrà i propri ingredienti, questa volta però gli ingredienti saranno disposti in una specie di schema ad albero che dovremo riempire per portare a successo l’elaborazione. Andando avanti a riempire lo schema riusciremo a sbloccare nuove abilità per l’oggetto, grazie anche alle abilità che ognuno degli ingredienti darà, e questo ci porta alla possibilità di personalizzazione degli oggetti più grande che si sia mai vista in un JRPG e soprattutto in un Atelier. Inizialmente avremo poco da creare e ci serviranno pochi ingredienti ma man mano che aumentiamo il livello di alchimia (che per la prima volta arriva a 99) potremo sbloccare molte più cose e usare ingredienti più rari e potenti e non è finita qua, infatti oltre al nuovo sistema di elaborazione sono state aggiunte delle nuove feature quali: il rebuild system, la forgia e le bottiglie mondo. La prima ci permetterà di riprendere un oggetto che abbiamo creato, magari uno dei primi quando eravamo di livello basso, e ricrearlo in modo più semplice e potente, la forgia è abbastanza semplice in quanto ci permetterà di potenziare le nostre armi infondendole con oggetti mentre le bottiglie mondo sono delle novità assolute: usando un oggetto qualsiasi infatti potremo creare un dungeon in cui poter cacciare mostri rari e raccogliere materiali potenti, in tutto questo alla creazione del mondo ci verrà data una ricetta che potremo condividere con il mondo per permettere ad altri giocatori di entrare in quel mondo nel loro gioco e prendere quei materiali.

Il rivoluzionario metodo di elaborazione di Ryza è complesso, appagante e dopo diverse ore di sperimentazione ci aiuterà a creare gli oggetti perfetti per completare la nostra avventura.

Come sfruttare appieno la next-gen

Certe volte speriamo che le console durino per sempre ma (s)fortunatamente non è così e Gust è finalmente riuscita a capirlo sfruttando la PS4 (console su cui abbiamo provato il gioco) per spingere al massimo la qualità del suo prodotto. Atelier Ryza infatti è uno spettacolo per gli occhi con i modelli dei personaggi dettagliatissimi, le animazioni e gli ambienti che fanno da cornice a questa perla che è il gioco. Finalmente i movimenti dei personaggi sono molto più realistici con animazioni adeguate per tutte le occasioni, anche durante le tantissime cutscenes presenti che di tanto in tanto vanno a spezzare un pò il ritmo creatosi durante le esplorazioni. Esplorazioni che ci faranno fare il giro di ambienti diversificati tra di loro e tutti perfetti, godibili e curatissimi sotto ogni aspetto, incluso l’aspetto sonoro che come ci ha già abituato Gust si rivela essere di altissimo livello anche in Ryza. Per quanto riguarda la localizzazione abbiamo lo scritto totalmente in Inglese mentre il parlato sarà solamente in Giapponese come da tradizione delle localizzazioni recenti di Gust in modo da rendere più veloce lo sviluppo.

La ventata di aria fresca

Siamo sfortunatamente arrivati alla fine della recensione ma ci siamo arrivati con la consapevolezza che Atelier Ryza è la svolta che serviva alla serie per rimettersi in pari con i tempi e a dimostrare che il mercato dei JRPG è ancora vivo e vegeto ed è pronto a sfornare nuovi capolavori.

Atelier Ryza: Ever Darkness & the Secret Hideout

€59,99
9

90

9.0/10

Pro

  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Trama interessante
  • Elaborazione degli oggetti rinnovata
  • Battle System innovativo e divertente
  • Grafica finalmente degna di questa gen

Contro

  • Troppe cutscenes che spezzano il ritmo di gioco
  • Alcuni dialoghi durante le cutscenes sono assurdamente lunghi
About RikuSawada 221 Articles
Le avventure videoludiche del giovane Riku iniziano nel modo migliore di tutti: PS1 e Final Fatansy IV, da quel momento in poi i GDR saranno una fibra del suo essere. Oggi, i pilastri che sostengono il suo hobby sono la saga di Kingdom Hearts, la saga di Final Fantasy e quella di Shin Megami Tensei/Persona. Non si considera un fanboy estremista e gli piace sentire il parere degli altri, sempre se è ben ragionato.