Assassin’s Creed Origins – Recensione

Ed eccoci qui, a due anni di distanza da Syndicate, a parlare di nuovo degli assassini di Ubisoft, che tornano sulle console di attuale generazione con questo nuovo capitolo, Origins, che promette ai giocatori grandi novità sotto diversi punti di vista. Quella che viene considerata dal colosso franco-canadese una vera e propria rinascita per un brand che ha saputo, al contempo, inventare ed innovare un concept, per poi renderlo prima standardizzato ed infine finanche stucchevole una volta che gli episodi sono diventati, colpevolmente, fin troppo simili tra di loro.
Ma, ve lo posso già anticipare, Origins è davvero il capito più innovativo e di rottura del brand, probabilmente alla pari del primo episodio uscito ormai dieci or sono. Tante, davvero tante sono le novità che porta con sé questo Origins, il quale ha richiesto molti anni di sviluppo allo studio di Montreal di Ubisoft.
Ma bando alle ciance, andiamo a vedere cosa ne è uscito fuori!

Assassin’s Creed Origins – “Legend of the Assassin” Launch Trailer | PS4

Get ready to explore Ancient Egypt and the beginning of the Assassin Brotherhood. Assassin’s Creed Origins launches October 27th. Rated Mature: Blood and Gore Drug Reference Intense Violence Nudity Sexual Content Strong Language Use of Alcohol https://assassinscreed.ubisoft.com/

C’era una volta in Egitto…

L’incipit della trama è piuttosto banale in verità: Bayek, un Medjay d’Egitto e sua moglie Aya hanno visto morire il proprio figlio per mano di una antica setta, che l’ha sacrificato per dei motivi che inizialmente ci saranno ignoti. A questo punto, la coppia intraprende un viaggio che li porterà in giro per la Valle del Nilo allo scopo di trovare tutti coloro che hanno assassinato il proprio unico figlio, ed eliminarli uno ad uno. Sullo sfondo le vicende politiche dell’epoca: la successione di un Faraone, un nuovo governante inesperto e poco adatto al potere, nonché soggetto alla pressione di chi gli sta intorno, e persone che reclamano a loro volta il trono per una serie di motivi, più o meno legittimi. Niente di originalissimo, certo, eppure la trama ha dei risvolti davvero interessanti dopo un bel po’ di ore di gioco, che però lascerò a voi il gusto di scoprire.
Importante è certamente il ritorno delle sezioni nel presente, assenti in alcuni capitoli e poco presenti in altri, ma certamente andate quasi nel dimenticatoio dopo le vicende di Desmond Miles, conclusesi nel terzo capitolo della serie. Questa non è solo una boccata d’aria fresca, ma rappresenta inoltre uno snodo narrativo decisamente importante, che si andrà a riallacciare proprio alle vicende di Desmond che sembravano essere state accantonate per sempre.
Assassin’s Creed Origins non è solo un nuovo capitolo della serie ma si pone concettualmente proprio come il capostipite, l’episodio da cui tutto ha avuto inizio: l’Ordine, il Credo, la lama celata, e tutte quelle cose che hanno reso la serie una vera e propria icona dell’industria.

Rivoluzione

Come già accennato, tante sono le novità che porta in dote questo nuovo capitolo e vedremo di analizzarle una ad una in questo paragrafo.
Innanzitutto vi è un cambio di genere: Assassin’s Creed è stato storicamente un brand che ci permetteva di girovagare abbastanza liberamente per la mappa e, in base all’episodio, di svolgere alcune attività peculiari, ma mai vi era un elemento di crescita del nostro assassino, se non una componente marginale; ebbene, questo nuovo capitolo è invece un vero e proprio gioco di ruolo che ricalca davvero tanto uno dei titoli più apprezzati in questa generazione, ovvero The Witcher III: Wild Hunt.
La mappa è anche in questo caso liberamente esplorabile (nonché enorme, molto più che in passato) ma con un grosso vincolo: il livello del nostro personaggio, cosa da sempre estranea alla serie.
Infatti il nostro Medjay potrà accumulare punti esperienza e salire di livello al completamento delle missioni, delle attività collaterali o delle semplici uccisioni, e una volta saliti di livello potremo andare a potenziarci con il punto abilità che avremo ottenuto.
L’Egitto è diviso in tante aree (ognuna delle quali con un livello consigliato per essere visitata) e ci converrà visitare solo quelle adatte al livello del nostro personaggio, in quanto andare in zone dal tasso di difficoltà troppo elevato ci renderà gli scontri impossibili da vincere.
Anche le missioni, principali o secondarie che siano vengono consigliate ad un determinato livello, proprio come nell’opera di CD Project, e conviene davvero attenerci alle regole imposte dallo sviluppatore, perchè in caso contrario la pena sarà una difficoltà oggettivamente troppo elevata per portarle al termine.
Altra similitudine con il titolo polacco è il tipo di esplorazione della mappa: avremo tanti punti interrogativi disseminati ed esplorarli sarà funzionale allo sviluppo del nostro Bayek.
Una implementazione che ho trovato molto interessante è la possibilità di impostare un punto da raggiungere sulla mappa e di chiedere al nostro cavallo (o cammello che sia) di raggiungerlo, mentre noi potremo sia colpire con il nostro arco possibili predoni, oppure semplicemente goderci il panorama.
Le attività collaterali alle classiche missioni non sono molto varie ma abbastanza divertenti, e che solo alla lunga possono portare un po’ di noia: ricerca di tesori nascosti, più o meno protetti, accampamenti nemici da sgominare, tane di animali da sterminare, tombe da depredare, punti sincronizzazione e statue di Tolomeo da fare a pezzi.
Queste attività saranno importanti anche in funzione della buona equipaggiazione del nostro Bayek: infatti, la ricerca di armi potenti, di oro, e di materiali per potenziare il nostro vestiario saranno vitali, proprio come un vero e proprio gioco di ruolo impone; l’unica pecca, se vogliamo, è la troppa semplicisticità nel sistema ruolistico, il quale non ci permetterà di migliorare un parametro piuttosto che un altro (salute, forza, stamina e quant’altro), ma solo di ottenere punti abilità da spendere nello skills tree per ottenere delle abilità in più, che potranno andare dal resistere più tempo sott’acqua allo scoccare più frecce contemporaneamente.
Infine, è stata rivista anche la vista dell’aquila, altro elemento iconico della saga: beh, ora abbiamo a nostra disposizione un’aquila in carne ed ossa (e piume), che potremo controllare con la semplice pressione di un tasto. Dall’altro potremo marcare i nemici e scoprire il loro livello di forza, scovare trappole, tesori, obiettivi da raggiungere e, sbloccandone le abilità, potremo anche attaccare dall’alto i nemici per distrarli.
Ma ora veniamo alla seconda, grossa novità del titolo: il sistema di combattimento, e anche in questo caso le similitudini con The Witcher III sono palesi: ora l’impostazione è molto più libera, meno spettacolare o cinematica ma più tecnica e difficile da padroneggiare. Gli avversari ora ci attaccheranno in massa, e non più uno ad uno come in passato, e quindi sarà necessaria una buona dose di tempismo per venire a capo degli scontri, soprattutto alle difficoltà più elevate.
Per la verità gli sviluppatori hanno confessato di essersi ispirati a Bloodborne, ed in effetti il sistema di schivata ed alcune movenze lo ricordano, ma il fatto che in Assassin’s Creed Origins abbiamo in dotazione uno scudo per difenderci lo distanzia abbastanza dal titolo di From Software.
Ma quanto dura Assassin’s Creed Origins? Beh, se deciderete di svolgere buona parte delle attività secondarie, se non proprio tutte, non meno di 70-80 ore, vista la mole di contenuti che il titolo di Ubisoft Montreal propone; senza contare che per il gioco è previsto un piano di espansioni che allungheranno sensibilmente le ore che potrete passare, divertendovi in Egitto.

La Valle del Nilo

Con grosso piacere possiamo dirvi che questo è uno degli Assassin’s Creed più rifiniti degli ultimi anni: il gioco gira fluidamente sui 30 fotogrammi al secondo (sulla nostra PS4 Pro), prestando il fianco a qualche rallentamento solo sporadicamente, e non abbiamo riscontrato bug di sorta, problema che affliggeva pesantemente alcuni capitoli passati.
Visivamente il gioco ha dei colpi d’occhio davvero meravigliosi e suggestivi, soprattutto se si gioca in 4K su PlayStation 4 Pro o Xbox One X, ma la qualità delle texture, in generale, è vistosamente peggiore sia di quelle di Syndicate che di Unity; questo probabilmente perchè una mappa più grande e la mole di cose in più da fare ha richiesto un sacrificio in termini di mole poligonale.
Ottima la colonna sonora che accompagna bene l’azione e caratterizza alla grande alcune aree di gioco, raggiungendo finanche picchi notevoli.
Doppiaggio in italiano buono per quanto riguarda i protagonisti, ma un po’ meno per quanto concerne i comprimari e i nemici che, non di rado, si troveranno a formulare frasi fuori luogo, inadatte al momento, mal recitate e stucchevoli alle volte.

Reborn

Assassin’s Creed Origins, possiamo dirlo, è la rinascita che speravamo di vedere: il cambio di genere e il combattimento rinnovato hanno giovato davvero ad una formula che aveva tanto bisogno di un resyling. Una vera e propria boccata d’aria fresca che siamo certi farà piacere anche al fan più accanito ed intransigente.
Piacevole sorpresa è stata la buona pulizia già in sede di lancio e l’ottimo supporto al 4K di PS4 Pro e Xbox One X, anche se resta un po’ di dispiace per la qualità delle texture che ha fatto un passo indietro.
In definitiva, un ottimo primo episodio di quello che, siamo certi, sarà il nuovo filone che il brand seguirà con forza.

Prezzo di lancio: 69,99 €
Prezzo da noi consigliato: 59,99 €

Assassin's Creed Origins

Assassin's Creed Origins
8.8

Pro

  • Combattimenti rinnovati
  • Ritorno delle sezioni nel presente
  • Sistema RPG che funziona...
  • Buoni colpi d'occhio...
  • Fluido e nessun bug già al lancio

Contro

  • Trama a tratti banale e poco incisiva
  • ... anche se un po' semplicistico
  • ... ma qualità delle texure peggiore del passato
  • Alla lunga le attività secondarie perdono di mordente
About the author

Luca "Big Boss" Panizzoli

—-Work in progress —-

Ho ingaggiato un piccolo manipolo di Umpa Lumpa che di notte lavorano alacremente alla stesura della mia scintillante, emozionante, stupefacente, accattiv…. vabbè alla mia biografia. Purtroppo il lavoro richiede un notevole dispendio di forze ed “uomini”, ma la speranza è quelli di riuscire a completare i lavori prima della Salerno – Reggio Calabria.
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