Ace Combat 7: Skies Unknown – Recensione

Non ho mai pilotato un aereo. Cioè, nemmeno la maggior parte di voi, probabilmente, ma io in particolare l’ho fatto raramente anche nei videogiochi. Ogni tanto mi è capitato, ma non ne sono mai andato particolarmente matto. È bene chiarirlo per spiegare un po’ la genesi di questa recensione (è anche un modo carino per dirvi che mi dispiace se la sto scrivendo soltanto adesso).
Quelle che state per leggere sono le impressioni di un nuovo arrivato che, spinto dalla curiosità, ha deciso di solcare i cieli sconosciuti (è proprio il caso di dirlo) di Strangereal per la prima volta in vita sua e che degli aerei, prima d’ora, sapeva giusto che volavano. Non starò qui a disquisire di quanto mi sia mancata la serie Ace Combat e di come sia passato davvero molto tempo dalla pubblicazione di Ace Combat 6. Non sarebbe vero. Non ho alcun legame di sorta con il brand di Bandai Namco, non c’è alcun velo di nostalgia a deviarmi dal giudizio nei confronti dell’opera che analizzeremo quest’oggi. Quello che volevo era un gioco in cui far saltare in aria “le cose”, ed in questo senso il prodotto di Project Aces non mi ha certo lasciato con l’amaro in bocca.

Ace Combat 7: Skies Unknown | Launch Trailer | PS4

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Cieli sconosciuti
Il nuovo arrivato come il sottoscritto, che per la prima volta si approccia al complesso sostrato politico immaginato dagli sviluppatori di Project Aces, non deve aver paura di non comprendere a pieno le vicende del titolo in questione. La guerra fra Erusea e la Federazione Osea, due fra le tante nazioni che popolano il mondo di Strangereal, risulta pienamente fruibile anche da chi non fosse a conoscenza delle vicende raccontate in altri capitoli della serie.
Anzi, vi dirò di più: quello che lascia stupiti, inizialmente, è proprio la particolare cura riposta nella narrazione degli eventi, spesso coadiuvati da filmati in computer grafica dal taglio decisamente cinematrografico ed ottimamente diretti.
Lo svolgimento del conflitto, scoppiato a causa della costruzione di un ascensore spaziale in grado di spostare gli equilibri sociopolitici del pianeta, viene raccontato seguendo il punto di vista di diversi personaggi appartenenti ad ambo le fazioni, con particolare enfasi su Trigger, un giovanissimo pilota delle forze oseane che, a causa di un’accusa di tradimento, viene assegnato alla Spare Squadron, una sorta di Suicide Squad dei cieli composta da individui sacrificabili senza troppi risentimenti.
Per quanto inizialmente la trama possa apparire ingarbugliata (ed in tal senso la scelta di raccontare molti dei retroscena proprio nel bel mezzo delle missioni di certo non aiuta), andando avanti e prendendo dimestichezza con le vicende ci accorgeremo di quanto in realtà sia matura la scrittura operata dagli sceneggiatori, che, oltre all’ovvia tematica della guerra, sono stati in grado di trattare argomenti più intimi e personali, quali la passione per il volo e la necessità di combattere per un ideale, ed altri concernenti la tecnologia e gli sviluppi che essa comporta (e faccio riferimento soprattutto alla presenza di numerosi droni guidati da un’Intelligenza Artificiale coi quali avremo a che fare).
Il conflitto, che abbraccia più generazioni di piloti, diventa quindi anche ideologico e disperatamente umano, come se la vera battaglia non fosse tanto combattuta nei cieli quanto nei cuori di ciascun soldato.
Lo scenario fantapolitico di Ace Combat 7, insomma, è realistico, vivo ed interessante e va a rendere ancora più coinvolgente quello che rimane il vero fulcro del prodotto: il gameplay.

Barrel roll
La prima cosa che ho fatto, una volta decollato, è stato un barrel roll. L’ho fatto per amor dei meme, ma mi sono subito reso conto che c’è qualcosa, in Ace Combat 7, che raggiunge subito il cuore del giocatore. È la sensazione di volare che ci viene trasmessa. Come dicevo in apertura non ho mai pilotato un aereo, ma me lo sono sempre immaginato così, con l’orizzonte lontano che si spande aldilà del finestrino e le nuvole che di tanto in tanto offuscano il cielo sopra di noi o la terra sotto di noi. E poi l’orizzonte che si capovolge, la velocità che aumenta, il rombo dei motori e le conversazioni via radio con i nostri commilitoni, pronti ad esultare ad ogni colpo andato a segno o a piangere disperati la morte di un membro della squadra.
Ace Combat 7: Skies Unknown non è propriamente un gioco simulativo. Controllare il nostro aereo è semplice, soprattutto se si sceglie di utilizzare il sistema di movimento pensato per i novellini (scelta che inizialmente ho adottato anche io), ma tutto ciò è a vantaggio del divertimento e dell’immediatezza. Un’immediatezza che, fortunatamente, non concede nulla né alla facilità delle missioni (alcune delle quali davvero ostiche, almeno per il sottoscritto), né alla superficialità che ci si potrebbe attendere da un prodotto simile.
Nel titolo di Project Aces sono presenti diverse variabili in grado di inficiare l’andamento dello scontro, come la tipologia del nemico che staremo affrontando o le insidiosi nubi che ci ostruiranno temporaneamente la vista e faranno congelare il nostro velivolo qualora indugiassimo troppo al loro interno, per non parlare dei maledettissimi fulmini, pronti a farci fallire la missione in un battibaleno.
Una qualità che ho apprezzato moltissimo nel corso della ventina di missioni proposte dagli sviluppatori è, quindi, l’incredibile varietà di situazioni ed obiettivi che ci troveremo ad affrontare, varietà che scongiura il pericolo della noia e che ci permette di apprezzare gradualmente tutto il tecnicismo insito in progetti di questo tipo.
Prima di partire per la missione, oltretutto, avremo la possibilità di acquistare un’infinità di nuovi aerei e pezzi di equipaggiamento, che variano da quelli utili a migliorare la stabilità e la virata fino alle vere e proprie tipologie di missili speciali da utilizzare all’occorrenza. Spesso scegliere i pezzi giusti farà la differenza fra la vittoria e la sconfitta nel corso della missione.
Ecco, quindi, che la magia di Ace Combat si rivela al giocatore in tutta la sua deliziosa semplicità. Com’è che si dice? “Easy to learn, hard to master”. I veterani saranno sicuramente smaniosi di rigiocare la campagna più e più volte o di confrontarsi con altri giocatori grazie al gioco online (sono presenti diverse modalità, fra cui persino una battle royale ad 8 giocatori abbastanza superflua), anche se il titolo Bandai Namco rimane principalmente un’esperienza per singolo giocatore.

Si vede casa mia
E cosa sarebbe un gameplay così snello e veloce senza un motore grafico capace di supportarlo adeguatamente? Ebbene, anche su una semplice Xbox One Ace Combat 7: Skies Unknown è splendido da vedere. I modelli degli aerei sono ricchi di dettagli, la fluidità del motore di gioco è ancorata saldamente ai sessanta fotogrammi al secondo e gli effetti particellari di esplosioni, piogge e perturbazioni atmosferiche sono fra i più belli visti in questa generazione. La visuale si espande a vista d’occhio e regala quella splendida sensazione di immensità che ci si aspetterebbe mentre si è in procinto di solcare i cieli a bordo di un aereo corazzato e velocissimo. Chiaramente bisogna chiudere un occhio sulle texture utilizzate per rappresentare alcuni edifici terrestri e altri dettagli di minore importanza, ma la carenza di dettaglio è a beneficio di una solidità invidiabile.
Il comparto sonoro forse non brilla della stessa luce. Le musiche di accompagnamento sono perlopiù dimenticabili, quando non del tutto assenti, laddove, a mio avviso, un buon sottofondo avrebbe giovato non poco alla frenesia degli scontri. Il doppiaggio in inglese (con i sottotitoli in italiano), invece, è di ottima fattura e contribuisce ad immergere ancora di più il giocatore all’interno delle vicende.

Ben fatto, novellino
Approcciarmi alla vicenda del giovane pilota Trigger, in un certo senso, è stata la maniera migliore per avvicinarmi a questa serie. Ace Combat 7: Skies Unknown, preso così com’è, è un gioco davvero divertente, che si apprezzi la serie o meno (il parere entusiastico degli appassionati veterani, del resto, parla chiaro). La campagna in singolo giocatore è divertente, longeva e varia, mentre il sistema di controllo degli aerei, sotto un’apparente semplicità arcade, nasconde un buon numero di tecnicismi che faranno la gioia di chiunque decida di approfondire il titolo nel dettaglio.
Ciò che rimane, tuttavia, è la sensazione di libertà che si nasconde sotto la corazza dei possenti bombardieri di Strangereal. Aldilà di qualunque discorso tecnico, Ace Combat è un’opera pensata per gli spiriti liberi, e proprio per questo andrebbe provata almeno una volta.

Prezzo di lancio: 69, 90 €
Prezzo da noi consigliato: 49, 90 €

Ace Combat 7: Skies Unknown

8

8.0/10
About Michele Anastasia 86 Articles
Appassionato di musica, letteratura e videogiochi, nel tempo libero studia e vive una vita vera. I più arguti avranno anche capito che scrive per Console Paradise, anche se si domanda cosa mai gli amministratori di questo sito abbiano visto di così speciale in lui da assumerlo. Per Crom, la gente è strana, a volte.